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I racconti di Manuela

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Anteprime: 

LOLA
di Manuela Raganati

Salve.
Mi presento: sono Lola.
Ho vent'anni e ho la testa rapata. Ho due tette grosse come due limoni gialli.
Il mio corpo, a parte questo, non è niente di speciale.
Passerei totalmente inosservata per le strade di questa città se non avessi la testa rapata come un kiwi…e se non fossi rinchiusa qua dentro.
E’ il mio primo anno di prigione. Già, è così.
Sono seduta su questo materasso molle di un letto a castello che poggia su un muro freddo come il metallo d’inverno.
Qua sopra c’è la mia compagna di cella: una puzzolente ragazza albanese che voleva far carriera nel mondo dei marciapiedi…
Illusa!
Io ho sparato. Un solo colpo per rimanere incastrata.
Eppure, per una volta,quella volta, seppi prendere una decisione…Illusa!
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                                                       'Lola' è stato pubblicato su El Aleph nel dicembre 2008.





LE GIOSTRE: CONSAPEVOLE RIDIMENSIONAMENTO
di Manuela Raganati

Giunta la sera acclamarono a tutta voce che in città erano arrivate le giostre. ( Ah! Che sapori amari mi rievocano queste giostre…Erano tempi di un’aurea infanzia nel paesello dei miei nonni, nelle sere di settembre già freschi, intrisi di campagna e di inconsapevolezza…
Le ho viste solo là le giostre.
Giravano, giravano, giravano su sé stesse e nella mia immaginazione, provocavano un senso di allegria e festa che per me erano gioco.)

Stelle filanti e coriandoli a terra per ricordare l’antica festa del Carnevale, con il suo mondo alla rovescia appeso a testa in giù ad un cartellone pubblicitario (o di campagna elettorale che è lo stesso).

La conclusione di questo giorno non poteva essere che questa:
il rovesciamento parodistico di una serie di avvenimenti che si erano a me proposti all’improvviso e inaspettatamente.
Le forme dell’entusiasmo si avviluppavano su sé stesse come in un caleidoscopio.


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Il taglio
di Manuela Raganati



Nei campi coltivati della pianura lombarda,
dove il sole si annida luccicante negli anfratti silenziosi dei paesini
silenziosi, immobili e quasi inanimati, durante l'ora della canicola,
il grano veniva finalmente reciso e raccolto, splendente nel suo
color miele. Il senso di leggerezza dell'estate, che inesorabile
avanzava, passava proprio attraverso il rullio
dell'antica mietitrebbiatrice.
Nello stesso momento, molto più lontano, nel cuore caldo
della città di luglio, una donna alleggeriva il peso del suo
passato, affidando il taglio all'uomo di cui si fidava e che amava.


Il silenzio intorno a loro aveva qualcosa di surreale,
quasi lo stesso sommesso sospiro di campagna.
Le tapparelle della loro casa erano chiuse per fare
ombra, e quell'ombra rendeva la loro interiorità
ancora più appartata e protetta.
La donna decise che era venuto il tempo di
cambiare qualcosa in lei. Aveva trascorso un
lunghissimo e ininterrotto periodo a pensare
alla mietitura, ma l'inverno era stato lungo e
aveva portato molta pioggia, poca neve,
tanto freddo.
Le fredde giornate di sole erano
un ricordo che si confondeva ai momenti
più belli e difficili della sua recente vita,
agli sforzi per continuare a camminare
e alle foglie che volavano
nel cielo, posandosi sul suo cammino.
Per molto tempo, si era ritrovata a combattere
contro sè stessa. All'inizio si era vista
come il nemico principale da annichilire,
come se in lei vi fossero state due sorelle
litigiose. Poi, il tempo le fece capire
che anche dentro di sè
aveva un'amica da coltivare, che era sè
stessa, ma anche tante altre persone.
Così, quel lungo tempo era finalmente
passato e la primavera aveva portato
i ricchi doni della vita, i tanto ansimati frutti
dell'impegnativo gioco con sè stessa.
Non era, però, ancora abbastanza soddisfatta,
forse perchè questa donna aveva
ancora molti sogni da realizzare, quei sogni
così grandi che, spesso, finiscono di
esser sogni e si fanno realtà.

Il mietitore di Van Gogh.

Quella donna, però, sapeva che non si può
vivere solo di sogni, restando fermi in un
punto, attendendo un miracolo. Ed era da
troppo tempo ferma su sè stessa, aveva
bisogno di iniziare una nuova vita e una
nuova vita si inizia sempre con un rito.
Attendeva questo giorno da molti mesi.
Il rito del passaggio ad una nuova vita
per lei era sempre un atto a lungo meditato,
quasi che tutto dovesse esser perfetto.
Spesso, però, le cose in natura sono
imperfette e proprio per quello perfette.
Il paradosso dell'anima è questo:
tendere alla totalità nell'unità.
Il grano era cresciuto e ricresciuto come
le sue folte chiome bionde.
Era giunto il momento della mietitura.
Continua a leggere...

(Manuela Raganati)



BUON NATALE, SIGNOR PICCIONE
di Manuela Raganati


Buongiorno signor Piccione? Ha visto che bel sole quest'oggi?

Oh sì...è proprio una bella giornata...

Lei cosa farà per Natale?

Bhè io credo che me lo passerò a tubare con mia moglie...

Ma davvero? Ma che bella idea...Sa un po' la invidio...

Ma come signorina? Cosa dice? Le sembra un pensiero da fare...?

Bhè no, però a me il giorno di Natale mette strane sensazioni addosso...

Il giorno di Natale è un giorno che si riempie di significati...solo per le persone che ne sanno trovare...

Crede che non lo sappia? E' proprio questo il problema signor Piccione. A me non è dato volare se non con il pensiero, lei invece...

Io vorrei sapere volare con il pensiero, sa signorina?
Io non sono un falco, un'aquila, nè un tenero passero.
Non sono nobile, romantico. Non sono un cantante melodico, nè lirico.
Sono solo un ordinario uccello metropolitano,
sono solo un piccione. Faccio qualche volo,
combino qualche danno e mi ritrovo spesso in compagnia
di altri piccioni uguali a me, in cerca di qualche briciola
da beccare. Non sono mica tanto bello e
sembro un po' aggressivo ma anche stupido.
I bambini qualche volta hanno paura di me.
Ma io sono così, nessuno mi può cambiare...
Non faccio grandi riflessioni, sa, mi annoio a pensare...
Preferisco farmi un volo...Ma poi il massimo che riesco
a raggiungere è il cornicione di un palazzo...

Bhè Signor Piccione non si lamenti, la prego.
Guardare la città dall'alto è incantevole.
In qualsiasi angolo, si scopre un tetto strano e
le forme delle case di notte sembrano scenografie
su un palcoscenico dai riflettori spenti...

CONTINUA A LEGGERE...

Manuela Raganati


Per la foto si ringrazia Fotoreporter 2007

http://www.flickr.com/photos/12403715@N04/1553525190/?addedcomment=1#comment72157622816061637

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