mercoledì 22 giugno 2016

Amare Milano - Carlo Castellaneta

di Manuela Raganati


Amare Firenze? Facile. 
Amare Venezia? Facilissimo. Ma amare Milano? 
Cosa c’è nel suo “movimento”, oltre al culto della rapidità e della fretta?

Il senso del divenire. Milano è la combinazione di etnie, dialetti, tradizioni e lingue. È la contaminazione degli spiriti, la voglia di rischio e novità. È una scatola cinese con tante Milano una dentro l’altra: anche dove spicca una bellezza superba, non ama mettersi in mostra. Tipico di un carattere orgoglioso e schivo. Meglio mostrare una faccia diversa per ogni rione: 

dall’aristocratica Porta Magenta alla plebea Porta Ticinese, un po’ di Scandinavia alla Città degli Studi e un po’ di Parigi al Sempione
Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete che amano essere scoperte. 

Milano appartiene a questa specie, al punto che riesce difficile stabilire le ragioni del suo fascino. Io credo che esso consista anzitutto nella sua “classe”, né più né meno come avviene per certe donne che ci colpiscono per il loro portamento, anche se belle non sono, e neppure truccate.

(Grazie mille a Enrico Bertolino che ha citato questa splendido scritto di Carlo Castellaneta durante la prima del suo instant-show per elettori indecisi, Vota Tu - che a me viene da ridere a Milano, Teatro Nuovo, il 07 Giugno 2016.)




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