giovedì 24 novembre 2016

Lascia che sia

di Manuela Raganati




Lascia che sia, lascia perdere, lascia andare. E respira...

E' questo che ci dovremmo dire nei momenti in cui tutto sembra andare storto.
Dovremmo ricordarci di queste perle di pura saggezza quando piove e proprio non si vorrebbe uscire, quando i piatti nel lavello sembrano un Everest da scalare, quando la Vita ti chiede di dare sempre di più e tu pensi che nel tuo zainetto di risorse le pillole di energia siano finite.

Lasciamo andare, lasciamo che le cose siano, lasciamo che vadano così come devono andare. Adesso.
Ben presto, riusciremo a vedere il lato positivo di ogni cosa.

Allora prenderemo l'ombrello e ci andremo a fare una bella passeggiata sotto la pioggia battente, magari mano nella mano con la persona amata, poi torneremo a casa e guarderemo il nostro lavello pulito e ripenseremo che ciò che poco prima sembrava una grande scalata, in realtà, era solo un piccolo impegno quotidiano.

E allora cercando meglio nello zainetto, ci renderemo conto che il nostro potenziale è davvero infinito. Basta solo scrollarsi la pigrizia di dosso, che si posa sempre su di noi come la polvere sul comodino, e lasciare che le cose siano, semplicemente oggi.


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lunedì 4 luglio 2016

La brevità della vita di Seneca

di Manuela Raganati

Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. 
Abbastanza lunga è la vita e data con larghezza per la realizzazione delle cose più grandi, se fosse tutta messa bene a frutto; ma quando si perde nella dissipazione e nell'inerzia, quando non si spende per nulla di buono, costretti all'ultima necessità ci accorgiamo che è passata senza averne avvertito il passare. Sì: non riceviamo vita breve, ma tale l'abbiamo resa, e non siamo poveri di essa, ma prodighi.

Seneca, La brevità della vita


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lunedì 27 giugno 2016

Portami il girasole - Testo poesia di Eugenio Montale

di Manuela Raganati

Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

(Eugenio Montale, da Ossi di Seppia, 1925)




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giovedì 23 giugno 2016

Arriva l'Estate in Tsugumi di Banana Yoshimoto

di Manuela Raganati

(...) Gli essere umani, ovunque si trovino, quando vedono in lontananza, avvolto nella foschia, il porto verso cui sono diretti, capiscono cosa significhi essere uno straniero solo. (...) Dalle finestre spalancate, al di là delle zanzariere, si vedevano passare i clienti che tornavano dalla spiaggia. Le loro risate risuonavano allegre. Quando negli alberghi si avvicinava l'orario della cena il paese si riempiva di vigore. Il cielo era ancora chiaro e dai televisori si sentivano le notizie dei telegiornali della sera. La brezza marina soffiava rasente i tatami. Nei corridoi si incrociavano i passi veloci delle cameriere e quelli lenti delle persone che uscivano schiamazzando dalla stanza da bagno. Lontano, verso il mare, si sentivano i garriti dei gabbiani. Guardai fuori: tra i fili della luce si vedeva il cielo risplendere di una rosa robbia così intenso da far paura. Quella era la sera di sempre, in tutto e per tutto.

Tuttavia sapevo che non c'era niente che si perpetuasse all'infinito. (...)

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Maria, la protagonista e voce narrante di Tsugumi, torna per l'ultima Estate nel paesino dove ha vissuto da bambina, nella pensione Yamamoto a pochi passi dal mare. Sa che non sarà un'Estate come tutte le altre. Tutto sta cambiando, nulla sarà più come prima. Però, sul fondo dell'anima, nonostante la malinconia che si dissolve su tutte le cose amate, resta la Felicità.

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(...) Arriva l'estate! Sì, inizia l'estate!
Una stagione che sarebbe passata una volta per tutte, senza tornare mai più. Sapendo questa cosa, il tempo, che sarebbe dovuto trascorrere nella maniera di sempre, era un po' più teso del solito, un po' più triste. Sul far della sera, sedute in quella stanza, sapevamo benissimo come sarebbe andata a finire. Ma, nonostante tutto, eravamo in uno stato d'animo di grande felicità. (...)


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mercoledì 22 giugno 2016

Amare Milano - Carlo Castellaneta

di Manuela Raganati


Amare Firenze? Facile. 
Amare Venezia? Facilissimo. Ma amare Milano? 
Cosa c’è nel suo “movimento”, oltre al culto della rapidità e della fretta?

Il senso del divenire. Milano è la combinazione di etnie, dialetti, tradizioni e lingue. È la contaminazione degli spiriti, la voglia di rischio e novità. È una scatola cinese con tante Milano una dentro l’altra: anche dove spicca una bellezza superba, non ama mettersi in mostra. Tipico di un carattere orgoglioso e schivo. Meglio mostrare una faccia diversa per ogni rione: 

dall’aristocratica Porta Magenta alla plebea Porta Ticinese, un po’ di Scandinavia alla Città degli Studi e un po’ di Parigi al Sempione
Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete che amano essere scoperte. 

Milano appartiene a questa specie, al punto che riesce difficile stabilire le ragioni del suo fascino. Io credo che esso consista anzitutto nella sua “classe”, né più né meno come avviene per certe donne che ci colpiscono per il loro portamento, anche se belle non sono, e neppure truccate.

(Grazie mille a Enrico Bertolino che ha citato questa splendido scritto di Carlo Castellaneta durante la prima del suo instant-show per elettori indecisi, Vota Tu - che a me viene da ridere a Milano, Teatro Nuovo, il 07 Giugno 2016.)




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lunedì 13 giugno 2016

Manuale di lettura creativa: presentazione del libro di Marcello Fois

di Manuela Raganati

IL LIBRO: UN MANUALE CHE NON PRETENDE DI INSEGNARE, MA SI PROPONE DI DIVENTARE UN FILO DI ARIANNA ALLA SCOPERTA DELLA NARRATIVA MODERNA

A leggere si impara da bambini. Quando si capisce che le parole nascondono un significato, e si possono toccare. Diventare «lettori creativi» è un piccolo passo in avanti; non si tratta solo di comprendere, ma di provare a sentire cosa c'è dietro le parole. L'emozione ogni volta diversa che comunicano. Ciascuno di noi quando apre un libro è un lettore creativo, perché non è solo libero di mettere se stesso dentro la storia, ma deve farlo. In queste pagine riverbera l'eco di un amore viscerale: brevi saggi brillanti e confidenziali che possono rivelarci un punto di vista nuovo e inedito sulla letteratura. Dai classici dell'Ottocento a Salinger e Sciascia, passando per i nuovi giallisti italiani; senza mai dimenticare Grazia Deledda, Sergio Atzeni e i tanti maestri della scuola sarda. Le confessioni di un lettore d'eccezione, di un autore che «se si dimentica di prendere un libro per andare in bagno, legge tutte le indicazioni per l'ammollo dei detersivi e tutte le composizioni degli shampoo». Un manuale che non vuole insegnare nulla, ma essere un aiuto per perdersi nelle storie senza smarrire la consapevolezza.

LA PRESENTAZIONE A NUORO - CITTA' NATALE DI FOIS

Venerdì 17 giugno, sarà presentato a Nuoro il nuovo libro di Marcello Fois, Manuale di lettura creativa, edito da Einaudi. La presentazione si terrà alle ore 19,30 nel cortile superiore del Museo del Costume in via Mereu, 56. Oltre all'autore interverranno Bruno Murgia, presidente dell'ISRE e Guido Garau, giornalista.

 L'AUTORE: CHI E' MARCELLO FOIS? 

Marcello Fois, nato a Nuoro nel 1960, vincitore del Premio Italo Calvino 1992, vive e lavoro a Bologna. Ha pubblicato molti libri, tra cui: Falso gotico nuorese (Condaghes, 1993), Picta (Premio Calvino, 1992), Gente del libro (Marcos y Marcos, 1995-96), Il silenzio abitato delle case (Mobydick, 1996), Nulla (Il Maestrale, 1997), Sheol (Hobby&Work, 1997 e Einaudi, 2004 ), Sempre caro(Frassinelli e Il Maestrale, 1998 e Einaudi, 2009), Gap e Sangue dal cielo (Frassinelli, 1999 e Einaudi, 2010), Ferro Recente e Meglio morti (usciti negli Einaudi Tascabili nel 1999 e nel 2000, già precedentemente pubblicati da Granata Press), Dura madre (Einaudi, 2001), Piccole storie nere(Einaudi, 2002), Memoria del vuoto (premio Super Grinzane Cavour 2007, premio Volponi 2007 e premio Alassio 2007), Stirpe (Einaudi, 2009), Nel tempo di mezzo (Supercoralli, 2012),L'importanza dei luoghi comuni (Einaudi, 2013) e Luce perfetta (Einaudi, 2015). Ha scritto due racconti per le antologie Crimini (Einaudi Stile libero, 2005), Crimini italiani (Einaudi Stile libero, 2008) e L'altro mondo (Einaudi, 2011). Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di poesieL'ultima volta che sono rinato. È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013) e dell'antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga). Ha inoltre curato l'antologia Undici per la Liguria(Einaudi, 2015). Sempre per Einaudi, ha pubblicato Manuale di lettura creativa (2016).






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