martedì 2 giugno 2015

Ludovico degli Uberti in mostra a Villa Necchi Campiglio

di Manuela Raganati

Villa Necchi Campiglio apre le porte ad una mostra molto interessante rivolta soprattutto alle nuove generazioni di architetti: Architettura e Paesaggio - Ludovico degli Uberti - schizzi, disegni e progetti.

Promossa dalla Fondazione Ludovico degli Uberti congiuntamente al FAI – Fondo Ambiente Italiano, l'esposizione propone un viaggio tra immagini fotografiche, disegni, schizzi e progetti tratti dall'archivio personale dell'architetto e docente, nato a Genova nel 1941 e scomparso prematuramente nel 2004. La mostra racconta le varie esperienze progettuali di Ludovico degli Uberti, dagli inizi degli anni Settanta ai primi anni del Duemila, indagando sul concetto per cui l'architettura è il luogo dove sperimentare la trasformazione del territorio, attraverso le progressive modifiche alla topografia.

Orari: da mercoledì a domenica, dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle ore 17,15. 
Visite guidate a Villa Necchi Campiglio, via Mozart 14, Milano: massimo 15 persone ogni 30 minuti. Durante il week end si consiglia la prenotazione. Per informazioni: Tel. 02 76340121 - fainecchi@fondoambiente.it 



Creatività, progettualità e sensibilità: ecco le tre parole chiave per interpretare l'opera e la vita di Ludovico degli Uberti, il cosiddetto form-giver da Cornelia Bujin, personalità complessa e dialetticamente internazionale del panorama architettonico Italiano.

Ludovico degli Uberti sviluppa la sua attività di progettazione con passione, rigore metodologico e sensibilità critica: dai complessi direzionali di Perugia Fontivegge, a quello di Latina, dalla nuova sede della Società Gas Rimini, alle ville extraurbane, ai piani urbanistici territoriali, sino alle strutture termali di Barano e all’omaggio espressivo a Ground Zero, The New York Tower:
la studia in acciaio, la sviluppa secondo una rotazione conica generata da una Y, e la offre, con slancio generoso e sensibile, ad una municipalità ferita di una città, di una nazione, del mondo intero: sviluppo intimista di un pensiero ardito e tecnicistico, non connotato, difficile da rappresentare e fotografare dove introduce un nuovo concetto di memoria, più maturo, più sentito come esperienza individuale da vivere in quel preciso luogo, in quel preciso momento, distaccato dall'idea di tempo e di nostalgia. 
(Cornelia Bujin, Ludovico degli Uberti: Architettura e Identità, in Ludovico degli Uberti, Archittetura e Paesaggio, Schizzi, Disegni e Progetti, Milano 2015, pg.8) 


L’evento vuole fornire una prima lettura comparata sull’attività professionale di Ludovico degli Uberti, attraverso la selezione di quei progetti e quelle opere che vanno dagli inizi degli anni ’70 ai primi anni del 2000, evidenziando la straordinaria creatività progettuale e l’alta perizia tecnica di un importante protagonista dell’architettura del Novecento.

Il percorso espositivo, sviluppato in tre sezioni tematiche: progettuale, disegni architettonici dal vero e fotografico, si articola secondo il filo conduttore del viaggio, grande passione di Ludovico, che è viaggio di analisi, di studio delle architetture e del rapporto che sussiste tra la scelta del punto di vista e gli aspetti salienti della realtà paesaggistica e urbana che la veduta architettonica “comunica”.

Allievo di Perugini di cui diverrà assistente volontario, si forma professionalmente sotto la guida di Bruno Zevi. Grazie all'innata predisposizione allo studio e allo sviluppo progettuale, collabora con numerosi studi professionali italiani, come quello di Michele Valori e internazionali con Kenzo Tange, von Moltke, Schillinger e l’Atelier Alvar Aalto. E’ autore di numerose pubblicazioni tra cui “Ecologia ed Ubanistica” ed. Giuffrè Milano – “Scenario urbano e prospettive per la progettazione del territorio” – ed. Franco Angeli – “Le Corbusier e Louis Kahn in India e Bangladesh“ Roma 1997 – “Il museo come struttura urbana” Roma 1994 - “Progetti e idee di architettura 1970-1995” Roma 1996 – “Dall’idea al progetto” Roma 1999 – “Il movimento moderno a Roma. Raffronti Internazionali 1928/1960 ” Roma 2003.


I progetti di Ludovico degli Uberti rappresentano una perfetta sintesi tra arte e architettura, tradizione, innovazione, passato, presente e futuro. 

I suoi disegni in Egitto, Iraq, Cina, Siria, Russia, Vietnam, India, Bangladesh, Giappone, Messico rappresentano un racconto in presa diretta dei luoghi e delle architetture. In essi si percepisce l'amore per la perfezione delle forme, la cura e l'osservazione dettagliata della realtà e il momento della scoperta, dell'idea, origine della creatività

L'atto fisico del disegnare con una mano è una parte importantissima del processo architettonico. Un architetto ha bisogno di sapere come disegnare, senza una connessione tra occhio, mano e mente, il disegno dell'edificio perderebbe l'anima umana che lo caratterizza e diventerebbe esercizio astratto.
(Daniel Libeskind, Breaking Ground, Adventures in Life and Architecture, ed. Riverhead Books New York 2004)


La mostra, allestita in collaborazione con la Fondazione Ludovico degli Uberti, nell'incantevole cornice di Villa Necchi Campiglio, Bene del FAI, si propone di prendere in esame alcuni tra i più significativi aspetti dell'opera di Ludovico degli Uberti, attraverso la selezione di circa dieci progetti di architettura, sessanta schizzi architettonici corredati da documenti e alcuni scatti fotografici scelti tra gli oltre 18000, che testimoniano la sua formazione e le sue relazioni in ambito internazionale, dall’Atelier di Alvar Aalto, a Miller per l’Expo di Montreal, dall’Università di Howard, al rapporto con Kenzo Tange.



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