mercoledì 17 dicembre 2014

Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate

di Manuela Raganati

Ecco finalmente il tanto atteso Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate, il terzo capitolo della trilogia tratta dal romanzo di J.R.R. Tolkien per la regia di Peter Jackson. Preceduto da Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (2012) e Lo Hobbit - La desolazione di Smaug (2013), esce oggi in Italia, con diverse prime proiezioni notturne nazionali in diverse sale a partire da mezza notte e un minuto. Il film è uscito oggi anche nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti.


Come sempre epico, forse questa volta anche di più, il mondo della Terra di Mezzo è teatro di una grandissima Guerra tra eserciti di nani, elfi, uomini, orchi e... Non faccio spoiler! 

Il ritmo frenetico della battaglia non consente molti focus sui personaggi. L'azione è predominante e i protagonisti  sfilano via come tante belle figurine in una ricca gallery, senza però lasciare troppo spazio alle emozioni. L'impressione è, infatti, che Jackson, per la troppa ansia di chiudere la trilogia, racconti poco la storia.

Notevoli gli effetti 3D, per niente fastidiosi, con effetti speciali di grande impatto, il terzo episodio de Lo Hobbit si chiude con un po' di generale freddezza elfica.

Termina così il ciclo che precede le vicende de Il Signore degli Anelli, con un anziano Bilbo, con il mano il suo Anello, e un Gandalf molto sornione che lo tiene sempre d'occhio. Con pipa sempre accesa... O quasi!

Il tema dell'Amicizia emerge sugli altri filoni. Bilbo e Thorin, Bilbo e Gandalf, Gandalf e la Regina degli Elfi, Brand e i nani, Legolas e Tauriel, sono solo alcuni legami di fedeltà reciproca che prendono vita dalle vicende raccontate nel film.

I finali delle  trilogie sono sempre un poco malinconici e non soddisfano mai pienamente il pubblico. Si sa, certe storie non dovrebbero finire mai! 

Corale ma un po' freddo, comunque assolutamente da non perdere!

Original Title: "The Hobbit: The Battle of the Five Armies", IMDB. Per restare sempre aggiornato sull'argomento di questo post, puoi seguirmi su Twitter, su Facebook, su Google+ o su Pinterest. Se invece preferisci ricevere i post direttamente nella tua mail, aggiungiti agli altri lettori di BhoBlogqui. Grazie di essere passato/a di qua!
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domenica 14 dicembre 2014

Teatro: Canto di Natale allo Spazio Tertulliano

di Manuela Raganati

A Milano il Natale offre tante sorprese inaspettate! L'importante è saperle cogliere al momento giusto, quindi non vi fate scappare questo spettacolo teatrale tratto dal famosissimo Canto di Natale di Charles Dickens.

Fabrizio Martorelli adatta e interpreta magistralmente lo spirito del racconto di Natale dickensiano dando vita ad un inedito monologo polifonico commovente e mai banale, diretto da Antonio Mingarelli. Dal 10 al 14 Dicembre 2014 allo Spazio Tertulliano di via Tertulliano 68 - Milano. Si consiglia la prenotazione telefonica/via mail o l'acquisto online.


A Christmas Carol è una delle storie più famose e commoventi sul Natale pubblicata da Charles Dickens nel 1843. Fabrizio Martorelli veste i panni dell'arido finanziere Ebenezer Scrooge, che pensa solo a sé stesso e considera il Natale come un'inutile perdita di tempo.

La sera della Vigilia di Natale riceve la visita di tre spiriti magici: il Natale del Passato, del Presente e del Futuro. Accompagnato da questi tre fantastici prodigi l'uomo intraprenderà un incredibile e meraviglioso viaggio che lo cambierà per sempre.

Durante questa bellissima trasposizione teatrale del Canto di Dickens, il Natale è rappresentato laicamente come un momento importante per riflettere sulla propria esistenza con un'ottica magica e straniante. Quanti Scrooge sono intorno a noi? Ebezener Scrooge sopravvive anche dentro noi stessi? E quanto siamo pronti ad aprirci veramente agli altri per regalare felicità?

Tante belle domande da regalarsi durante il tempo delle inutili corse agli ultimi regali e spese di Natale! Per restare sempre aggiornato sull'argomento di questo post, puoi seguirmi su Twitter, su Facebook, su Google+ o su Pinterest. Se invece preferisci ricevere i post direttamente nella tua mail, aggiungiti agli altri lettori di BhoBlog qui.
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martedì 9 dicembre 2014

Natale - Giuseppe Ungaretti

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.
Giuseppe Ungaretti, 1916


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lunedì 1 dicembre 2014

La Moda: una stanza tutta per sé (da Fashion Issue)


Oggi ho letto una riflessione molto interessante di Giusi Ferrè su Fashion Issue - Io Donna (RCS). Riporto qui l'editoriale perché mi piace pensare alla Moda come ad una stanza tutta per me, dove poter creare la mia immagine in tutta libertà per portare alla luce parti sempre nuove e inedite di me stessa. E adoro che vengano citate le parole di Virginia Woolf! Insomma, datemi un posto tutto mio per fare disordine, scrivere, creare, giocare con le immagini, provare vestiti e scoprire nuovi lati di me: ecco, questo è il mio gioco preferito, che mi fa stare bene, riportandomi libera nella mia stanza di donna e bambina, allo stesso tempo.


"Talento infinito, visionaria eppure pratica, era Virginia Woolf a sostenere: "A woman must have money and a room of her own if she is to write a fiction". Una donna deve avere denaro e una stanza tutta per sé per poter scrivere

Ne era così fermamente convinta che diede proprio questo titolo, Una stanza tutta per sé al suo saggio forse più noto, dove spiega che per dare la parola alle donne é necessario ricercare altri linguaggi e altri toni perché i modelli della cultura ufficiale non tengono conto di loro. 

In questa stanza tutta per sé, che permette alle donne una nuova libertà intellettuale, lo stile che la caratterizza è basato sulle immagini, "per poter rendere suggerire l'essenza della personalità di mia madre bisognerebbe essere un pittore e sarebbe difficile farlo in modo adeguato non meno che dipingere un Cézanne". 


Se davvero procediamo per immagini, è un quadro intimo quello che si offre ai nostri occhi. Un'atmosfera discreta dove la donna può vivere soltanto per sé. Non per esibirsi, incantare, sedurre ricorrendo ai mille talenti femminili della conquista quotidiana, ma per il proprio personale piacere. Quando vestirsi ha la sottigliezza del gusto tranquillo e sofisticato di chi, osservandosi allo specchio, vuole soddisfare se stessa e chi condivide i suoi gusti più segreti. 

Per ogni donna, che sia attenta alla Moda, che la ami o che se ne curi appena, quasi con dispetto, vestirsi è una scelta intima, che tocca la profondità dei sentimenti. Lo racconta un libro-collage fotografico Women in clothes (casa editrice Penguins - a cura di Sheila Heti) in cui 693 donne svelano il modo in cui decidono vestirsi ogni giorno. E il procedimento non è diverso da quello del pittore che decide di dare la sua pennellata.


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