martedì 26 novembre 2013

Recensione libro: Foglie di tabacco di Marco Crestani

di Manuela Raganati




Foglie di Tabacco è una bellissima raccolta di racconti di montagna, immersa in un'atmosfera poetica, da assaporare lentamente come un buon whisky!

Tra le pagine di questo libro, si stagliano i paesaggi freddi e impervi del Canal di Brenta, una vallata stretta e angusta situata tra i monti della Valsugana, poco più in là dell'Altopiano di Asiago e il massiccio del Grappa. 

In questi territori, antiche zone di frontiera, nel corso dell'Ottocento, erano molto diffuse le attività di contrabbando, tra le quali il traffico illecito di foglie di tabacco. Tante famiglie, in quell'epoca, cercavano di guadagnare un po' di denaro in più, facendo attenzione ad evitare le strette maglie della guardia di finanza. 

Nei racconti di Marco Crestani, però, ad imporsi non è la storia (con la s maiuscola o minuscola), ma la vita (con la v maiuscola) dei personaggi, tutti ispirati a persone realmente esistite, e che, grazie a quest'opera, sopravvivono all'oblio delle mute e tristi carte giuridiche, e ancor più della morte. 

"Fuggevoli cronache", le definisce l'autore, appassionato di storia e letterature comparate, che ha lavorato sui processi ai contrabbandieri di tabacco, intentati dai tribunali di Bassano e Valstagna.

Foglie di tabacco è un progetto narrativo molto interessante perché offre, allo stesso tempo, un'inedita lettura del territorio, attraverso la ricostruzione poetica di storie umane. 

Gheno Nazzario, a pagina 133, "sogna di far il meccanico di navi": 
Per lui noi uomini non siamo fatti come una casa di legno o cemento, ma come una casa di mattoni. Siamo fatti di mattoni viventi e la nostra crescita è dovuta al fatto che questi mattoni viventi si dividono a metà, e che poi ogni metà cresce fino a diventare a sua volta un mattone intero. 
La Montagna, maestoso Altipiano che domina le vite degli abitanti della Valstagna, è lo scenario di queste storie di contrabbando e sopravvivenza. La condizione di Natura impera in ogni racconto, quasi fosse il vero antagonista da scalfire, ostacolo senza fine: un ambiente impervio, paludoso, arido, sferzato dal vento freddo, avvolto nella nebbia umida e oscura della notte. Temporali e piogge violenti, roccia e pendici scoscese, boschi e covoli: 
Se esistono luoghi peggiori di quelli nei pressi del Canal di Brenta, io non li ho ancora visti. (...) Le montagne si elevano fitte tra loro e il vento, soffiando, gira su stesso e forma dei turbini. Perciò la pioggia, portata dal vento, colpisce gli alberi da tutte le parti... 
L'uomo ne esce quasi sempre sconfitto, stanco, affaticato. I suoi sono solo frenetici gesti e azioni in un mondo troppo freddo, governato da ferree regole, le sue azioni di contrabbando sono solo piccole ribellioni, flebili sembianze di avventura e riscossa.

Nei 38 racconti risuonano piacevoli echi deleddiani, dallo stile tipicamente ottocentesco, che ben si addicono al contesto e allo sfondo storico delle vicende. Come si legge ne I primi raggi del sole, a pagina 107:
La cosa che piú colpiva di quella mattina era la calma. Gli antichi alberi e il fitto sottobosco splendevano un'ombra diffusa e piacevole. Si sentiva che in ogni angolo di quella parte di montagna tutto obbediva a ritmi ben precisi. Infrangevano il silenzio soltanto i rumori d'uno sbattere d'ali o certi vaghi fruscii sul terreno.
Foglie di tabacco è un'opera matura, ben scritta, con un impianto narrativo ben studiato, attraverso il quale traspare tutto l'amore per l'antropologia e la storia dell'autore.

Consiglio questo libro, pubblicato da Attilio Fraccaro Editorea chi ama le letture veloci, scattanti e piene di belle immagini. Un bel regalo di Natale per gli amanti della Montagna e della Poesia! 
Quando lavora, ogni tanto, sogna. Non ne può piú delle montagne che tutto il giorno le sbarrano la vista e pensa al mare e alla sua sabbia dorata. Pensa alle strida dei gabbiani di cui ha sentito parlare da Elisa, l'unica delle sue amiche a saper leggere...

Altre recensioni:
Cronache di anime perse | Il Consigliere Letterario
Foglie di Tabacco | Supermarketnordest

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lunedì 18 novembre 2013

Thor, recensione del film in anteprima

Ieri mattina sono andata a vedere l'anteprima di Thor, The dark word in 3D. 
Il cinema Orfeo dispone della sala più grande di Milano per le proiezioni in 3D, quindi la visione è stata piuttosto ottimale. Vi consiglio di tener presente questo cinema, se decidete di darvi a qualche film in 3D!
Thor è un eroe dai superpoteri, come tutti già sappiamo. L'abbiamo visto nei fumetti della Marvel, nel precedente Thor del 2011 e in Avangers. La nuova pellicola di Alan Taylor è co-prodotta dalla Marvel Studios e dalla Disney.

Il fim racconta gli eventi successivi alle vicende viste negli Avangers. Da WikipediaUn anno dopo The Avengers,[3] Thor sta combattendo per salvare tutti i Nove Regni da un misterioso nemico più antico dello stesso universo. Allo stesso tempo, una malvagia razza proveniente da Svartafalheimr (uno dei nove regni) , gli elfi oscuri guidata da Malekith, che cerca vendetta contro Asgard, vuole trascinare l'universo nell'oscurità. Di fronte ad un nemico ben più potente di Odino e di Asgard, Thor dovrà riunirsi a Jane Foster e poi liberare suo fratello Loki e prepararsi ad un pericoloso viaggio che lo costringerà ad un sacrificio estremo.[2]

A me questo Thor è piaciuto molto: il ritmo è avvincente, la trama mai noiosa, i personaggi sono costruiti bene, gli stacchi spaziali tra un mondo e un altro sono piacevolmente stranianti. 

Thor (Chris Hemsworth) è un belvedere per le ragazze, Jane (Natalie Portman) è la scienziata sexy che farà, ancora una volta, sognare gli amanti dei fumetti, Anthony Hopkins, nei panni di Odino, è davvero irriconoscibile. Loki è l'antagonista perfetto, che non smette mai di stupire, in negativo...

La scena più suggestiva è quella del funerale, nella notte di Asgard. Ovviamente non vi dirò di chi... NO SPOILER ;) 
Andatelo a vedere, consigliato!


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