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Poesia

Perché ancora mi ostino ad aspettarti
Sottomesso al tuo arrivo come un randagio
Sicuro di un ritorno nel ciglio della strada


Perché mi ostino a cercarti all’orizzonte come una vana speranza
Nel tempo che si infrange sulla mia carne
Raggrinzendola come foglie di una pianta nel deserto
Con gli occhi al cielo spalancati nella preghiera di una pioggia.

Perché continuo a torturarmi ricordando
Il passato che mi divora il presente
Arrovellandomi le viscere in un dolore che lascia il vuoto
L’assenza di ciò che sei, e di ciò che sono.

Perché continuo a punirmi nel paragone
Di una tua delicata perfezione che mai forse potrò toccare;
di “reale” hai solo il tuo fingerti un re
senza alcuna verità.

Continuo a cercarti nel mio riflesso di queste acque,
continuo a chiamarti da ciò che ho dentro
da ciò che credo di essere davvero
continuo a parlare di te come un amante disperato
che si accontenta di sole parole.

Pensando che ci sarai, mi innamoro al pensiero di vedere te,
di vedere me come vorrei
e come una vana attesa ti lascio andar via,
fingendo ancora una volta che il mio vero volto un giorno
affiorerà da quel riflesso. 

(Si ringraziano Marco Failla e Aurora Giuffria per la gentile concessione di questo testo e questa immagine per tutti voi lettori del BHO...BLOG. Ho scoperto questa artista grazie a Google e subito mi ha colpito molto per l'intensità delle sue opere, capaci di comunicare sensazioni molto forti e profonde. Sul sito indicato potrete, inoltre, trovare, affianco alle bellissime opere della Giuffria, molte poesie di Marco Failla. Quella che avete appena letto è la mia preferita: molto commovente.)

Dipinto di Aurora Giuffria



Commenti

  1. Come ti dicevo ieri, mi piace, la trovo deliziosa. Se puoi vai a leggere il mio ultimo post: oggi è stata una serata letteraria da non scordare. Un bacione.

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