giovedì 8 dicembre 2011

Storia di una gallina di E. De Marchi_ Acquaviva edizioni

di Manuela Raganati

Ieri al Salone del Libro Usato, ho incontrato il mio amico Giuseppe D'Ambrosio Angelillo con i suoi bellissimi libri Acquaviva. Credo davvero sia stato lo stand migliore di tutti i due padiglioni visitati per l'ordine e la bellezza dei suoi manufatti, sì, sì, proprio manufatti, perché questi libri sono speciali, curati a mano nella grafica e nelle copertine, con l'amore di chi ama davvero la letteratura. Tutti insieme questi libri sono ancora più belli: ognuno è un dono prezioso.


Storia di una gallina è un racconto di Natale di Emilio De Marchi, autore milanese della seconda metà dell'Ottocento. E' un racconto che appartiene alle Vecchie Storie dell'autore, inventore del romanzo noir in Italia con il suo Cappello del prete del 1888. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE...


Come potete vedere dall'immagine, già la bellissima copertina dell'edizione Acquaviva accompagna nel contesto del racconto. I protagonisti sono due poveri contadini, marito e moglie, Paolino e Brigida, che decidono di allevare una bella gallinella per mangiarsela a Natale.

"Dopo l'esperienza fatta negli anni passati e sempre in loro danno, i nostri buoni vecchietti eran venuti entrambi del parere di allevare in casa una gallinetta, per vederla crescere sotto i loro sguardi all'avvicinarsi di queste ultime feste dell'annotogliendo così il pericolo, tanto comune oggidì, di dover mangiare una cosa per l'altra o fors'anche una porcheria."


Questa storia mi è piaciuta perché è ambientata in un contesto popolare, genuino e lontano, il contesto adatto per una fiaba di Natale che si rispetti. Mi ha colpito molto apprendere da questa storia che, già ai tempi dei due contadini, presumibilmente a fine Ottocento, vi fosse il pericolo di mangiare una cosa per l'altra, come d'altronde capita ancora, e forse ancora di più, ai giorni nostri.


"La lepre è gatto, il bue è cavallo, e così via il vino è aceto, l'aceto è veleno; non c'è speranza che nel tempo, quando, cioè, le cose saranno diventate così naturalmente false, che per cambiare torneranno quelle di prima."


L'ironia di De Marchi si sposa alla capacità di creare, con poche pennellate di parole, le quattro mura della parca vita dei due anziani contadini, una vita di bontà e solidarietà umana e animale, nonostante la povertà. 


Questa storia è un balsamo leggero al nostro tempo di crisi, non perdetevela, mi raccomando!


E per altre belle storie come queste, visitate:
http://soldatorock.blogspot.com/ 









3 commenti:

  1. Peccato non aver potuto visitare il Salone la domenica scorsa. Mi sarebbe piaciuto conoscere Giuseppe di persona. Comunque ho ancora i suoi libri, comprate a Milano in aprile, da leggere. Non riesco a leggere tutto quello che compro, che prendo in prestito in biblioteca oppure che devo leggere per via del lavoro. Però sono in lista d'attesa. Il giorno arriverà. Un forte abbraccio.

    RispondiElimina
  2. I libri di cui parli, quelli Acquaviva, non mi piacciono per niente. Scomodi da leggere e fatidiosi da vedere. Io ho comprato il libro "L'uomo che mangiava i poeti" della Merini, bruttissimo. Poi un'altro di lei. Ho visto anche dei libri, sempre formato ristretto come piace all'editore, ma belli alti, non ho osato prenderli in mano ma chissà quanto erano pesanti!
    Molto lontano dal vero libro, si parli di edizione economica o meno.
    Ma...i gusti son gusti, e un po' di pubblicità non guasta mai.
    Ai consumatri il giudizio.

    RispondiElimina
  3. Bel blog che ho scoperto per caso trovando l'immagine che hai usato per il post di luglio su amore e conoscenza, che ho usato anch'io nell'ultimo post sullo stesso argomento. Complimenti!
    Buon 2012!

    RispondiElimina

Cosa ne pensi? Ti è piaciuto il post? Lascia un commento!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Designed ByBlogger Templates