mercoledì 26 ottobre 2011

Voglio tirare sassi sul Canal St.Martin


Questa è una delle scene che mi piacciono di più del 
Favoloso Mondo di Amelie.
A dir la verità, mi piacciono quasi tutte e lo conferma il fatto che,
periodicament, mi riguardo l'intero film, come ieri sera.
Quando sono stata a Parigi a trovare Gaia, siamo andate
al Cafè des 2 Moulins. Bellissimo, mancava solo il caschetto nero
di Amelie gironzolare tra i tavoli!

A volte vorrei che la vita fosse così colorata e magica.
Non che a volte non mi succeda di provare alcuni amelismi
(scusate, concedetemi il termine), ma vorrei che fosse sempre
così. Invece a volte, è un po' troppo buio dentro per provare sensazioni
leggere e belle, per cogliere aspetti della realtà che sembrano richiamarsi
l'un l'altro con una semplicità disarmante.
Quello che mi piace di più del film e, penso si ricolleghi a questo,
è che Amelie vive con un senso di totalità, quella totalità che, secondo
Bachtin, la civiltà moderna ha perduto con l'avvento della divisione del lavoro
e dell'autocoscienza. Per l'autore, se il mondo dei classici
è "una totalità integrata e unitaria di valori", nella modernità
non esiste più correlazione tra vita interiore e realtà esterna.
Quindi, aggiunge Bachtin in Epos e romanzo,
l'aspirazione alla totalità, nella nuova epoca, può esser vissuta solo in termini
problematici, come conflitto e scontro.

Ecco, questo conflitto che pur il personaggio di Amelie vive nel rapporto
con la famiglia, nel confronto con gli altri, con l'altro sesso,
(e dunque con sè stessa),
è risolto non in chiave tragica ma comica,
nel senso che alla fine la storia si chiude con la riconciliazione
della protagonista con la società.
Tutte le sue aspirazioni iniziali vengono soddisfatte: Amelie fa felici le persone,
crea dei legami, s'innamora e si concede perchè lei "non ha le ossa di vetro".
E si lancia.

Amelie coglie questa totalità degradata con un senso favoloso,
da qui il titolo del film. Il suo modo di guardare le cose,
per quanto sia profondo e altruista, non le permette, però,
di prendere coscienza di sè stessa.
Amelie sa ciò che le piace, ma non sa ciò che vuole.
Perciò l'incontro con l'Uomo di Vetro diventa determinante
nel suo passaggio da irreale personaggio di una favola a problematico
personaggio moderno in conflitto con la realtà.
Egli la fa riflettere su sè stessa, attraverso la ragazza al centro del quadro
che sta dipingendo, una copia dalla Colazione dei cannottieri di Renoir.

Il film mi piace per questa dialettica tra favola e realtà ch,
prima esistono indipendenti, poi si scontrano e infine si uniscono.

(Manuela Raganati, da Melting Minds, pubblicato il 5 luglio 2009:
dedicato a Lady Revolution di PopCorn E Cioccolato
perchè oggi mi ha fatto ripensare a questo vecchio post su
Amelie!)


6 commenti:

  1. Direi che è uno dei film più belli che io abia mai visto, proprio perché riesce a conciliare in chiave apparentemente leggera i temi più importanti della nostra realtà individuale e sociale, nel rapporto dialettico tr aloro.
    Eh si... mi piacerebbe riconciliarmi con me stessa e con il mondo nel modo magico di Amelie:)

    RispondiElimina
  2. Questa mattina sembra proprio un tema che ci accomuna in tanti, o forse sarebbe meglio dire in tante! Realtà e fiaba: noi come dobbiamo essere tutti i giorni e noi come vorremmo essere nei nostri sogni. Ma il punto di riconciliazione di questa dicotomia è: la nostra felicità, che, quando si manifesta, bhè, non lascia più spazio ai desideri o alle aspirazioni: è essa stessa completamento di noi stessi. Buona giornata Gdn, a presto e grazie come sempre di tornare a leggere il BHO...BLOG!

    RispondiElimina
  3. una riflessione davvero molto bella su un film che amo profondamente...io cerco sempre di avere quei momenti all'Amelie...non è facile ma ci provo...

    RispondiElimina
  4. Anche a me è piaciuto molto questo film. Forse dovrei rivederlo perché tanti anni fa che a mala pena lo ricordo. Un abbraccio.

    RispondiElimina
  5. @Maruzza: Ciao e benvenuta sul BHO...BLOG! Grazie per il commento, mi fa piacere che la riflessione su Ameliè ti sia piaciuta. Credo che bisogna conservare sempre intatto il nostro modo di guardare le cose in modo incantato, quindi non smettere mai di cercare quei momenti magici all'Amelie! So che è difficile, anzi, diciamo pure, difficilissimo! Ma siamo qui per questo... per trasformare le cose brutte in belle, quelle inanimate in animate...almeno credo! Un bacio e torna presto a trovarmi.

    Manu BHO...BLOG

    RispondiElimina
  6. @Teresa: Pensa che io l'ho visto tantissime volte. Anche quando penso di saperlo ormai a memoria, trovo sempre qualche particolare nuovo che mi colpisce. E poi adoro i colori di quella pellicola... Un bel lavoro. Ciao Teresa un bacione

    Manu BHO...BLOG

    RispondiElimina

Cosa ne pensi? Ti è piaciuto il post? Lascia un commento!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Designed ByBlogger Templates