domenica 10 luglio 2011

Saudade

Domenica sera sotto questo cielo di Milano,
caldo, afoso e ora, nuvoloso, gravido di
violenta pioggia estiva. In arrivo un temporale,
tuoni e fulmini provengono da laggiù,
da quello che da anni ormai chiamo il mio
orizzonte, ma che, in realtà, è l'ultimo
aggregato di casa dove si interrompe
il mio sguardo imprigionato nel troppo
cemento della mia città.



Guardo lassù: il cielo quasi sfiora la mia
testa, tanto è carico di acqua. Sembra
quasi per partorire qualcosa di nuovo.
Non so perchè ma i temporali mi affascinano sempre moltissimo.
Mi fanno anche paura, però.
Ogni temporale è unico e irripetibile,
come ogni cosa, come ogni attimo della
vita. I momenti che precedono il temporale
sono così speciali perchè l'aria si elettrizza
e frulla, frulla così tanto che i pensieri
fanno dei giri immensi e poi, poi ritornano.
(E qui cito alla lettera Antonello Venditti,
lo ammetto!)

Questo terrazzino che dà sul giardino mi fa
riflettere un po' sulla mia vita. Mi prende
un po' di malinconia serale, quella che
dolcemente ti accarezza alla domenica,
quando il cielo imbrunisce e, dentro te,
tutto sembra così nuovo e bello, ma ti
manca qualcosa che non puoi avere,
non puoi più avere: l'infanzia...

(Manuela Raganati)


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