mercoledì 6 luglio 2011

Il taglio



Nei campi coltivati della pianura lombarda,
dove il sole si annida luccicante negli anfratti silenziosi dei paesini
silenziosi, immobili e quasi inanimati, durante l'ora della canicola,
il grano veniva finalmente reciso e raccolto, splendente nel suo
color miele. Il senso di leggerezza dell'estate, che inesorabile
avanzava, passava proprio attraverso il rullio
dell'antica mietitrebbiatrice.
Nello stesso momento, molto più lontano, nel cuore caldo
della città di luglio, una donna alleggeriva il peso del suo
passato, affidando il taglio all'uomo di cui si fidava e che amava.

FINE PRIMA PARTE

(Manuela Raganati)


4 commenti:

  1. su di noi nemmeno una nuvola su di noi il cielo e' una favola su di noi se tu vuoi volare ti porto lontano nei campi di grano a fare l'amore qua e la (fosse stato vero probabilmente il morso di una vipera ci avrebbe risparmiato sta' canzone) [passavo di qua e ho letto che si poteva fare un po' di casino]

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  2. Che bel testo. Mi ricorda l'inizio del romanzo "Io non ho paura" di Niccolò Ammaniti. Un brano breve in cui ho imparato quattro nuove parole: anfratto, reciso, rullio, mietitrebbiatrice. L'ultima frase però non riesco a capirla. A che taglio ti riferisci, a quello delle spighe o ha un senso metaforico che scoprimemo nella seconda parte? Un caro abbraccio.

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  3. Ciao Teresa, ora che mi hanno riattivato l'uso dei commenti, posso finalmente risponderti! Intanto, grazie mille per il commento, sono contenta che questo testo ti sia piaciuto: è un po' metaforico, sì! Sono contenta anche di poterti indirettamente insegnare nuove parole del vocabolario italiano! Un carissimo abbraccio, in questi giorni ti scrivo!

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  4. @Alpexex: passa di qui a far casino quando vuoi, sei il benvenuto!!!

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