mercoledì 22 giugno 2011

Tutti gli intellettuali giovani e tristi

Io avevo vent’anni. Quando hai vent’anni, ventuno, ventidue, ventitre, ventiquattro, quello che vuoi dalla gente è che ti parli di te. Quando hai vent’anni, ventuno, ventidue, ventitre, guardi il mondo per vedere come ti guarda. La gente ride quando fai una battuta, ti bacia quando ti avvicini durante una festa? Sì? Ah, ecco allora chi sei. Ma quelle stesse persone, quelle che ridono o non ridono, baciano o non baciano, sono a loro volta giovani, e allora cominci a pensare, se hai venti o ventun anni, se sei giovane, che di loro non ci si può fidare, dei tuoi coetanei, di quegli schizzati dei tuoi amici e delle tue fidanzate: che non sei tu il motivo per cui ti hanno baciato, ma sono loro, è qualcosa dentro di loro, narcisisti che non sono altro, mentre tu gli stavi chiedendo di te, volevi sapere cosa pensavano di te. Adesso non ne hai idea.


1 commento:

  1. MMMM... non ci avevo mai pensato, che pare!
    Meglio che non lo leggo! No vabbè scherzo!

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