domenica 19 giugno 2011

Mostra su Pasolini in Triennale













La mostra fotografica di Dino Pedriali presenta numerosi scatti interessanti di Pier Paolo Pasolini, l’ultimo Pier Paolo, a pochi giorni dalla sua tragica morte. Sono tutte foto in bianco e nero, esposte da pochi giorni alla Triennale di Milano. La maggior parte sono state scattate presso la sua casa alla Torre di Chia, in provincia di Viterbo, dove l’autore, negli ultimi tre anni della sua vita, trascorse molto tempo a scrivere Petrolio e le Lettere luterane. Questo luogo immerso nella pace medievale della natura viterbese colpì così tanto Pasolini per l’atmosfera romantica dei ruderi antichi e malinconici, sparsi intorno a quel territorio, che decise di acquistare la Torre di Chia, provvedendo al restauro.

L’obiettivo del giovanissimo Pedriali entra in questa dimensione sospesa e incantata a rubare l’anima dello scrittore, colto nei suoi momenti di concentrazione massima, chino sulle sue carte o raccolto in una lettura meditabonda, vicino alle luminose finestre della casa immersa nel bosco. I tagli netti di queste inquadrature sembrano richiamare i tratti duri e scavati dell’ormai cinquantenne Pasolini, la severità dello sguardo del poeta nei confronti della vita. La macchina da scrivere Lettera 22, i fogli manoscritti, le penne Bic, i libri e le riviste, spesso, sono i dettagli che risaltano in primo piano, insieme alle mani dell’autore intente non solo a scrivere, ma anche a disegnare e a dipingere.

L’interiorità di Pasolini viene scandagliata non solo dagli scatti che testimoniano la sua grande vita artistica, ma anche e soprattutto da quelli che mirano alla sua più recessa intimità, a quel suo scandaloso, eppur fragile, sesso. Pedriali dialoga con il corpo di Pasolini, colto nella sua nudità quotidiana, in uno spazio solitario e campestre, lontano da quel mondo che spesso lo aveva offeso, e che lo avrebbe, pochi giorni dopo, ucciso.

L’intensità della vita pasoliniana viene colta benissimo da queste fotografie che restituiscono l’immagine di un grandissimo intellettuale del Novecento e, allo stesso tempo, di un uomo immerso in una tragica solitudine. Chiude la mostra questa splendida fotografia, alla quale sono profondamente legata perché è posta al termine anche della mia tesi intitolata Lo sguardo urbano di Alì dagli occhi azzurri, nella quale ho analizzato proprio la grande forza di penetrazione della realtà di Pier Paolo Pasolini.

(Manuela Raganati)


Nessun commento:

Posta un commento

Cosa ne pensi? Ti è piaciuto il post? Lascia un commento!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Designed ByBlogger Templates