domenica 8 maggio 2011

La Mamma natura e noi, i piccoli, noi



E' una domenica mattina di maggio. Precisamente, oggi
è la seconda domenica di maggio, perciò, non ci si sbaglia:
oggi è la Festa della Mamma.
Guardo fuori dalla finestra e vedo gli alberi carichi di
primavera e di verde fogliame, teneramente accarezzati
da una brezzolina fresca, che ricorda un po' il solletico che
si fa ai bimbi per farli ridere. Non posso non rendermi
conto che un altro maggio è tornato a farmi visita a casa.

Un altro anno è passato, tra speranze avverate e sogni
ancora in cantiere. Tante persone sono al lavoro per
costruirsi la loro nuova vita e tutti si insegue qualcosa che
dia certezze sul proprio futuro, quando il futuro, per
antonomasia, è indeterminatezza. Però, nonostante
questo, e giustamente,
ognuno, ogni giorno, costruisce un gradino per
scalare quella che, in tanti, chiamano carriera.

Da Wikiquote, leggo una citazione di Stanislaw Lec,
che, scusate l'ignoranza, non so chi sia:
"Alcuni gradini della carriera conducono alla forca."
Ed ecco, allora, che capire quali siano questi
gradini sbagliati, quelli che ti portano nella direzione
sbagliata, mi mette un po' di preoccupazione, perchè
la prima cosa che ho capito, dopo essermi laureata,
è che tutto è uguale a prima, tranne le sensazioni
legate al tempo che scorre.

A maggio, non so bene per quale ragione, mi ritrovo
ad essere sempre più leggera e positiva, anche se la
vita non gira al meglio. C'è qualcosa nell'aria,
in quell'aria che solletica le idee e le sensazioni, che
mi fa riflettere sulla bellezza del tempo che scorre,
delle persone che vanno e vengono, delle inesorabili
fini ciclo, magari dopo grandi vittorie (vedi la mia cara Inter),
dell'invecchiare senza mai perdere la propria infantilità,
del conservare i ricordi più importanti negli affollati
e confusi sogni notturni, cercando sempre nuove strade
per sentirsi... semplicemente sentirsi.

Ieri, infatti, ho letto in un libro che non è lo stato di
felicità a far un uomo un uomo, ma piuttosto, la vita,
così com'essa è, così com'essa arriva, con quello
che porta, con quello che toglie.
Questo, pensateci bene, non è affatto un concetto
scontato: quante volte si rincorre la felicità, quando
questa spesso è lì vicino a noi, talmente vera, che
non ci si accorge di lei, sempre a rincorrere le
nostre chimere, spesso inutili illusioni che ci rendono
solo la vita più difficile.
Ad un certo punto, bisogna smettere di pensare,
magari prendendosi vicendevolmente a pallonate
in faccia, pur di riuscirci, come fanno due dei
protagonisti di I heart Huckabees,
Le strane coincidenze della vita.
E tornare ad apprezzare quello che realmente si
ha, smettendo di ambire a volere quello che già
si ha. Soprattutto, per una semplice ragione,
che la natura, in primis, cerca di insegnare ad
ogni passaggio di stagione: e cioè che
la bellezza non è eterna, che tutto cambia, che ogni
cosa è in divenire, che l'attimo è inafferrabile e
unico. Tutte cose che fanno male, lo so!
A me capita, spesso, con le immagini.
A volte, mi rendo conto che sto guardando
qualcosa che mi piace o che mi dà
emozioni e che vorrei fermare l'istante,
vorrei fermarmi lì in eterno,
vorrei fondermi con quel tramonto, con quel
mare, con quel piacere, con quell'albero,
là fuori, così vivo, pieno di luce, giovane.
E mi capita anche con i sentimenti e gli affetti:
vorrei che certe emozioni, certe passioni
siano sempre intatte, durature, eterne.
Mi spaventa perdere le persone che amo,
mi attanaglia la paura di rendermi conto che
esse sono cambiate o che sono volate via,
chissà, poi, dove...
Ma questa ansia che arrovella, a volte,
lo stomaco o la mente, si placa con la
crudele saggezza che insegna la natura,
appunto, quella che impari solo osservando
le cose, solo vivendole nel loro profondo
significato, che non è un segreto per pochi,
ma anzi, è un messaggio per tutti.
Solo che, a volte, l'egoismo ci chiude i sensi
e ci fa perdere molti, utili, preziosissimi
insegnamenti per vivere, semplicemente
Vivere.
 
E chi più di una Mamma può simboleggiare
la natura, la vita, la nascita, l'amore, il nutrimento, 
gli insegnamenti, il sacrificio, la felicità,
ma anche
la morte, la fine, il cambiamento, il distacco,
il dolore, la perdita, la via, le incomprensioni,
le differenze, le uguaglianze, le verità e
i segreti di tutti noi?
 
La Mamma è il nostro vero e unico punto
di riferimento per la crescita, vera e unica
fonte di noi stessi, nella quale possiamo
rifletterci, e spesso, ritrovarci.
 
Un sincero augurio alla mia Mamma e
a tutte le Mamme del mondo!

(Manuela Raganati)



2 commenti:

  1. Qui la Feste delle Mamme è la prima domenica di maggio. Non puoi immaginare come mi sono piaciute le tue riflessioni. Ieri sono andata a fare una giornata di meditazione è una delle conclusioni a cui sono arrivata è precisamente questa: la vita è un fluire costante come un fiume che ci porta avanti. È inutile voler arrampicarsi ad un bel albero che troviamo nel nostro percorso. La corrente ci porta via inesorabilmente. Auguri per la tua mamma. Un bacio.

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  2. Grazie Teresa e auguri anche a te che sei una bellissima e affettuosissima mamma! Che bello poter fare meditazione: quando praticavo yoga, mi piaceva molto, dovrei riniziare ad esercitarmi per il fisico e per l'anima! Infatti, queste riflessioni sono giunte dall'osservazione della natura in questo periodo che mi piace molto. E proprio perchè mi piace un sacco questo momento dell'anno, vorrei che non passasse mai, invece...

    RispondiElimina

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