Passa ai contenuti principali

Il caso SISTRI (Manuela Raganati per TuttoGreen)

Il Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) sarebbe dovuto entrare in vigore nell’Ottobre del 2010. Promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il nuovo Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti si propone di alleggerire la burocrazia legata allo smaltimento dei rifiuti da parte delle imprese, riducendo i costi sia per lo Stato, sia per l’imprenditoria e migliorandone l’efficienza.

Come si legge nel sito del Ministero, il Sistri prevede, inoltre, di sostituire i tradizionali sistemi cartacei, registri, formulari rifiuti e dichiarazioni attuali, con un sistema elettronico di controllo che sarà maggiormente efficace per monitorare, su tutto il territorio nazionale, il complesso itinerario degli automezzi che trasportano, tra i vari centri di smaltimento, i rifiuti speciali e pericolosi e i rifiuti urbani nella Regione Campania.

Il Sistri, sulla carta, è apparso subito uno strumento importante, in grado di beneficiare sia sullo stato dell’ambiente, sia gli interessi dello Stato e delle aziende, ma nella realtà dei fatti, la gestione del progetto è apparsa approssimativa. Si sono, così, verificati numerosi ritardi nella distribuzione dei dispositivi elettronici necessari per l’avvio del Sistri: le Black box, da installare sui camion che trasportano i rifiuti ai centri di raccolta e smaltimento, e le chiavette USB per comunicare in modo innovativo e veloce i dati registrati, durante tutto il processo di smaltimento dei rifiuti.

Continua la lettura su TuttoGreen

(Manuela Raganati, in collaborazione con la redazione di
Tutto Green, portale interamente dedicato alla green economy)

Commenti

Post popolari in questo blog

30 aprile...sei anni dopo

Passa il tempo, quasi non distinguo quanto.
Questa data è sempre un misto di emozioni.
Colleziono 30 aprile per ricordare un ragazzo
che ci ha lasciato davvero troppo presto.
Lo conoscevo poco, ma mi è bastato poco
per capire quant'è ingiusta a volte la vita.
Forse è proprio quel 30 aprile che ho capito
quanto fosse triste la perdita di un amico,
anche se non era proprio un mio amico,
ma Alessio era amico di persone a cui,
tutt'oggi, voglio molto bene.
Nonostante lo abbia
frequentato solo un paio di sere a Roma,
bhè...sono ancora qui a scriverne...

Il 30 aprile a me piace ricordarlo
perchè in quei giorni in cui andavo ancora al
liceo, la maturità si avvicinava.
Stavo scrivendo una tesina su Salvador Dalì.
Mi ricordo che quando ebbi quella notizia
mi chiusi in camera a piangere.
Anche fuori il cielo pioveva.
La mia vita stava cambiando,
quella di un'altro giovane non sarebbe
mai più mutata...
Un anno dopo scrissi quello che se avrete voglia di leggere
rimane il mio manifesto del 30 aprile (vd.sot…

Amare Milano - Carlo Castellaneta

di Manuela Raganati


Amare Firenze? Facile.  Amare Venezia? Facilissimo. Ma amare Milano?  Cosa c’è nel suo “movimento”, oltre al culto della rapidità e della fretta?
Il senso del divenire. Milano è la combinazione di etnie, dialetti, tradizioni e lingue. È la contaminazione degli spiriti, la voglia di rischio e novità. È una scatola cinese con tante Milano una dentro l’altra: anche dove spicca una bellezza superba, non ama mettersi in mostra. Tipico di un carattere orgoglioso e schivo. Meglio mostrare una faccia diversa per ogni rione: 
dall’aristocratica Porta Magenta alla plebea Porta Ticinese, un po’ di Scandinavia alla Città degli Studi e un po’ di Parigi al Sempione Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete che amano essere scoperte. 
Milano appartiene a questa specie, al punto che riesce difficile stabilire le ragioni del suo fascino. Io credo che esso consista anzitutto nella sua “classe”, né più né meno come avviene per certe donne che ci colpiscono per…

Progetto Seacoustic: i suoni di pesci, posidonie e coralli a Tavolara

di Manuela Raganati


Da sempre si dice muto come un pesce. 
Ma la notizia che arriva dalla Sardegna smentisce questo luogo comune.
Il gruppo di ricerca Chorus e l'Agence de l'eau, in collaborazione con l'Area Marina Protetta di Tavolara, hanno catturato i suoni subacquei e registrato la playlist del mare, nell’area di Molarotto, Molara e Capo Coda Cavallo. E che musica! 

Cinque i giorni di ascolto e registrazioni realizzate in orari diversi. Suoni differenti in base all’orario, alla presenza umana. Vocalizzi che l'orecchio umano non può captare, ma che non sfuggono agli idrofoni.
L'affascinante progetto si chiama Seacoustic: le intercettazioni sonore sono state catturate attraverso degli idrofoni calati sott'acqua. I grandi e sofisticati microfoni sono riusciti a registrare le chiacchierate nel blu di saraghi, cerne, murene, posidonie e coralli.
Il bellissimo ambiente dell'Area Marina Protetta di Tavolara si rende ancora una volta teatro di belle scoperte: qu…