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DIARIO ELETTORALE DI UNA GIOVANE VOTANTE MILANESE



Mancano quasi tre giorni al ballottaggio di Milano e tutta la città è in attesa del fatidico risultato finale. Vivo nella città della Madonnina da ventisei anni e mai ho assistito ad un turno elettorale così sentito, seguito e vissuto, quasi fosse un derby scudetto. L’attenzione da parte di tutti, giornali, televisioni e cittadini di altre regioni, è tutta sospesa attorno alla città più ricca d’Italia, la capitale della moda e dell’economia, la roccaforte del centro-destra.

Si sente a camminare, in questi giorni, per le strade un fermento strano: la battaglia all’ultimo volantino, passeggiando nei mercati rionali, giovani pdllini in camicia e Ray-ban contro ragazzi che tengono in mano un palloncino arancione con l’ormai famosa X di Pisapia, gazebi in ogni angolo, pieni di volontari che distribuiscono volantini elettorali, bandiere (sempre arancioni, ovviamente) appese fuori dai balconi. Passando, qua e là, si sentono stralci di conversazioni politiche tra commercianti e clienti e spesso tu stesso sei chiamato in causa a dir la tua! Anche tra parenti, amici e conoscenti non si parla d’altro. I manifesti elettorali tappezzano una città che molto spesso è carente di belle immagini. Non intendo certo che le foto di certi politici migliorino il volto di Milano, ma vi posso affermare che leggere quel Grazie Milano. Ora il vento cambia davvero, apparso, accanto ai manifesti arancioni con il sorriso di Pisapia, il martedì mattina dopo gli scrutini elettorali, mi ha emozionato, perché finalmente ho iniziato a sperare in una città dove spesso manca anche solo la voglia di immaginare un futuro più bello. Perché, negli ultimi anni, per noi giovani milanesi è stata dura sopportare le tante iniziative della Moratti, volte soprattutto a soffocare la nostra voglia di aggregazione spontanea, a recintare gli spazi pubblici, per non farci entrare, quasi fossimo bestie incivili. Perché, per noi Italiani, gli ultimi anni sono stati un osceno spettacolo politico, grazie al Signor B.

In questi giorni sto seguendo più del solito i vari programmi televisivi dedicati alla politica ed è facile intuire quale sia la tattica del centro-destra per convincere le persone che Giuliano Pisapia porterà Maometto e Stalin a Palazzo Marino, ovviamente, solo dopo aver fatto una rapina con Renato Vallanzasca.
La vittoria del candidato di centro-sinistra al primo turno elettorale ha creato un vero e proprio terremoto che ha dato una scossa positiva alle persone come me, che, pur votando a sinistra, erano già scoraggiate in partenza di una vittoria quasi certa della Moratti nel grande feudo berlusconiano.

Mi auguro che l’arancione di Pisapia tinga la nostra bella Milano di tante, nuove energie collettive perché, questa volta, non si parla della vittoria di Uno, ma di Tutti.

(Manuela Raganati)

Commenti

  1. Sono a 9 km da Milano e la stessa aria si respira qui. Io poi, facendo parte, del partito del mio paese sono elettrizata. C'e' voglia di cambiamento. Si respira aria nuova.. speriamo non sia solo una sensazione.

    Ti abbraccio e FORZA PISAPIA.. (che la moratti ti porti vai)sperem ;)

    RispondiElimina
  2. Ciao! Che bello sapere che non sono l'unica a sentire certe cose!speriamo Che non sia solo un sogno!:-) grazie del commento e grazie di seguirmi su Bho...Blog! Ciao un abbraccio e a presto

    RispondiElimina
  3. Anche qui abbiamo avuto elezioni. Ma si fa un unico turno. In Catalogna c'è un giro verso il centro-destra. A Barcellona il candidato di questo gruppo ha vinto dopo 32 anni di governo socialista. Sono sicura che la renovazione è assolutamente necessaria. Anche nel mio paese c'è stato il cambio, ma la differenza è stata soltanto di 80 voti! Ora cominciano i patti post-elettorali. Non ho molta fiducia...

    RispondiElimina

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