sabato 30 aprile 2011

The royal wedding. Per chi, come me, ieri ha sognato un po'...

Non lo nego, ieri, mi sono ritrovata inaspettatamente a seguire,
con una certa emozione, il matrimonio reale di Will&Kate.
Dico, inaspettatamente, perchè quando ho saputo che Rai 1
seguiva in diretta l'evento, mi sono meravigliata e, tra me e
me, ho pensato che fosse un'inutile scemata, non essendo
fan della casa reale, nè delle vicende amorose dei piccoli
rampolli Windsor.
Poi, però, ieri mattina, ho iniziato a seguire la diretta su
Repubblica.it e devo dire che l'evento mi ha incollata lì
a guardare quella che tutti hanno ribattezzato la favola moderna
di Will&Kate.
E' strano pensare che queste cose ti facciano un po'
sognare, ma è così, perchè, in effetti, c'erano tutti gli ingredienti
che rendono perfetta una favola. La Cenerentola moderna
riesce finalmente a sposare il Principe e arriva
nella bellissima cattedrale di Westminster, attraversando una
città che l'acclama, avvolta in un candido vestito e in un
velo che la rende ancora più bella. I buffi invitati, in atteggiamenti
grotteschi e impacciati, si siedono nella grande navata dove
la Principessa sfilerà fino all'altare. Il suo Principe l'attende
fiero e innamorato, emozionato e ancora acerbo per il ruolo di
re. Affianco a lui, il testimone, the best man, il Principe Harry.
Il dramma della perdita della madre Diana rende ancora più
affascinanti questi due giovani uomini in divisa.
La sposa Kate arriva nella sua semplice e perfetta eleganza
di chi non ha niente da dimostrare, di chi non ha timore di
essere com'è. La gialla regina di Inghilterra presiede la cerimonia
in atteggiamento severo e accigliato, ma, sotto, sotto,
da buona nonna, è emozionata per suo nipote William.
La damigella tiene nelle mani, con cura, il lungo strascico
dell'abito della sposa: è lei che, alla fine della cerimonia,
riconsegna il bouquet a Kate. Tutti, protagonisti e
comparse, appaiono bellissimi,
perfetti, eleganti. Le luci, l'altare, i cori anglicani:
il contesto è da fiaba, sopratutto,
quando i due sposini, dopo aver attraversato la cattedrale,
escono e salgono sul bellissimo cocchio che inizia a
volare, in mezzo a cavalli e cavalieri, sfilando
magicamente tra le vie di una Londra incantata,
per un giorno, una città immaginaria e fatata.

Forse qualcuno non capirà, anzi, mi prenderà in giro
per questo post, ma io ho voluto condividere lo stesso
la bella emozione che ho provato ieri. Forse perchè
uno si immedesima, come se stesse assistendo ad un
film, o forse perchè non capita tutti i giorni di assistere
ad un matrimonio reale, oppure forse perchè l'animo
romantico femminile (e non) è sempre pronto ad
accogliere storie fiabesche.
In realtà, credo, che tutti noi siamo ancora rimasti
in fondo, in fondo, un po' bambini e sentiamo la
mancanza delle fiabe con cui siamo cresciuti.
Assistere ad un matrimonio è sempre emozionante,
ma quando si tratta di un matrimonio di un Principe,
lo è ancora di più e sognare un po' non fa mai male!

(Manuela Raganati)

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30 aprile... 7 anni dopo

Ogni volta che il calendario torna sul 30 aprile,
mi fermo e rifletto. Ricordo. E la sensazione non
cambia mai. Alessio è sempre laggiù nel mio cuore,
una parte di me scorre indietro a pensare a quel
giorno di pioggia. E tante cose, oggi, mi sembrano
così lontane, ma non questa: la commozione di
quel giorno, la commozione che torna, il ricordo
che resta. Me lo promisi che non avrei mai voluto
dimenticare quella data, ed eccomi qui, sette anni
dopo, a pensare al caro Alessio e a dirgli ancora:
"Ciao, come stai? Tutto bene?"


30 aprile. Un anno dopo.

Un giorno che non sarà mai più come un altro.

Un giorno che ricordo,

anche a Milano pioveva forte.

Un anno dopo.


Starway to Heaven. Forte bagliore di luce.

Immersione di piacere e compiacimento

in un momento di poesia.



Acre il gusto di oggi

misto allo stordimento onirico

di un risveglio violento.


Un peccato non vivere.

Un peccato non averti conosciuto.

Un anno dopo.


La scuola è proprio finita adesso.

Siamo isole in un mare di vuoto.

Un anno dopo.


L’arrivo dell’opulenza primaverile.

Si sente, ad ascoltare bene, un tempo

inesorabile che sbatte

le sue onde

sulle nostre coste.


Un anno dopo.


E dentro me c’è una vita che brucia

brucia

brucia e canta

come un aedo

impazzito di luce…



Solo un anno dopo…


(Ciao Alessio...)

Manuela Raganati

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sabato 23 aprile 2011

La mia Sardegna

Il mare è qui a pochi passi da me. Ne sento il profumo,
il rumore, l'anima irrequieta delle sue onde.
Il silenzio di questo luogo entra nel profondo. I pensieri
qui non si affollano, si perdono. La mente si svuota
completamente, tutto vola via nel vento:
rimane solo tanta pace, confortevole sensazione dopo
tanto stress, dopo tanto lavoro, dopo tanto sognare.
L'acqua benedice la mia pelle ogni mattina come se un
sarcedote compiesse il suo rito, con l'amore delle sue
morbidi mani: mi accarezza il viso, lambisce i miei
tratti e mi lascia la salsedine sulle mie ferite.

Camminare sulle spiagge deserte, nel vento umido del
Sud, sotto una pioggerellina fine, fine che sembra
zucchero a velo. Mano nella mano, non mi sento mai
sola. Forse, a volte, il mio animo irrequieto vorrebbe
perdersi e confondersi in questo universo di bellezza
selvaggia e ancora incontaminata, ma per fortuna,
c'è sempre la sua mano che mi tiene stretta e non mi
fa volare via, lontano.

I colori, nonostante le nuvole grigie, qui sono sempre
brillanti e vivi. I fiori colorano le stradine sterrate e
verdi d'erba. Per ora, il senso che sta traendo più
giovamento da questa vacanza marina è l'olfatto:
i profumi della macchia mediterranea, in questo
periodo, sono così avvolgenti e forti che ti inebriano
il respiro. La pioggia, poi, li rende ancora più freschi
e genuini.

(Manuela Raganati)
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mercoledì 20 aprile 2011

Color Blocking

La moda di questa Primavera-Estate 2011 offre, indubbiamente, molto spazio alla creatività, soprattutto per quanto riguarda l’accostamento di colori vivaci e fluo. Il cosiddetto Color Blocking, infatti, è stato il protagonista delle passerelle: Gucci, Cacharel, Missoni, Moschino, Louis Vuitton, D.Von Furstenberg e tanti altri stilisti si sono sbizzarriti con tinte forti e decise per un new look più audace ed espressivo ma che, di certo, non rinuncia all’eleganza! Il segreto del Color Blocking è saper accostare i colori con gusto ed equilibrio cromatico!

Innanzitutto, non abbiate paura di osare: fuori dall’armadio, allora, i capi dai colori shocking da abbinare a colori neutri come il nero e il bianco. Per un effetto veramente cool abbinate insieme tre colori shocking: scegliete un pantalone blu elettrico da indossare con un top verde fluo e un foulard aranciato! Non passerete, di certo, inosservate! Un altro abbinamento molto chic proposto dalla moda Color Blocking è una camicia dal tessuto leggero color limone indossata sotto un completo blu. Per far colpo ad una festa, non potete che puntare su un abito bianco, lungo con scalda cuore nero e clutch rossa fuoco! Il mio consiglio è di puntare sui contrasti forti ma sempre con un certo equilibrio tra le varie tinte che scegliete.

La mia proposta estiva Color Blocking? Top o t-shirt verde acqua su gonna o pantaloncino viola elettrico, abbinati ad un paio di ballerine arancio!

(Manuela Raganati, scritto in collaborazione con Your Easy Shopper)


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giovedì 14 aprile 2011

Yes, we trench!

Non fatevi ingannare dalle alte temperature di questi giorni: questo sole caldo è solo un piccolo assaggio d’estate! State pur certi che quando arriveranno le vacanze di Pasqua, come spesso accade per gli ironici scherzi della meteorologia, il tempo peggiorerà e allora, di nuovo, fuori l’ombrello e l’impermeabile!

In questa primavera 2011, infatti, nel vostro armadio non può di certo mancare l’intramontabile trench, nato nell’ormai lontano 1901, per volere del Ministero della Guerra inglese, come capospalla da trincea. Burberry fu il primo a produrre questo genere di impermeabile che oggi unisce straordinariamente comodità ed eleganza: infatti, può essere indossato come un capo casual e sbarazzino, con un paio di jeans o leggings e un paio di sneakers multicolor, oppure come elegante soprabito di mezza-stagione.

Vari modelli di trench sono presenti in tutte le nuove collezioni: c’è solo da scegliere quello che più vi si addice! Il trench classico è lungo fino al ginocchio, ma questa primavera saranno più gettonati i trench a metà coscia e quelli cortissimi, quasi della lunghezza di una giacca. Ma la vera novità del trench 2011 è la grande scelta di colori: dai classici kaki, nero, grigio e blu, ai più stravaganti rossi e gialli, fino ai più eleganti bianco-ghiaccio e carta da zucchero. Allora, in onore dell’esercito inglese che l’ha inventato, non ci resta proprio che strillacchiare: “Yes, we trench!

(Manuela Raganati, scritto in collaborazione con la redazione di Your Easy Shopper)

20 trench che fanno tendenza
Un simpatico trench by M.Margela


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martedì 12 aprile 2011

Recensione di PARTITA A CALCIO CON PASOLINI di D'Ambrosio Angelillo, Edizioni Acquaviva

In un campo di periferia sospeso tra sogno e realtà, Joseph si ritrova a giocare una partita di calcio con Pier Paolo Pasolini, l’ultima partita di Pasolini. Emerge così un ritratto inedito del famoso autore friulano, colto nella semplice atmosfera della vita quotidiana di una fantomatica Sesto San Giovanni «in piena Venezia Giulia, credo». Il gioco del calcio, infatti, è stata una delle più grandi passioni di Pier Paolo. Enzo Biagi in un’intervista del 4 gennaio 1973, su «La Stampa», gli chiese: “Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare?”. Pasolini rispose: “Un bravo calciatore. Dopo la letteratura e l'eros, per me il football è uno dei grandi piaceri.”

Tra le pagine di questo nuovo libro di D’Ambrosio Angelillo, infatti, è possibile osservare numerose foto di Pasolini calciatore. Esse introducono alla lettura del racconto e rappresentano una vero e proprio accesso diretto agli spalti del sogno di Joseph. Pasolini scrive: «Il sogno di ogni giocatore (condiviso da ogni spettatore) è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai. E’ un sogno». In questo racconto, infatti, la figura dribblante di Pasolini è surreale. Colpisce per la sua atleticità, il suo incedere veloce in avanti e indietro nel campo, da buona «ala sinistra di sfondamento», ma è, allo stesso tempo, una presenza quasi intermittente, che appare e scompare nel campo visivo di Joseph, come se fosse un’apparizione in un sogno. Il personaggio di Pasolini è, infatti, un bravissimo dribblatore: «Faceva finte, scartava di lato e crossava. Alzava la testa e tornava indietro. Era uno dei migliori. Rallentava, si fermava, poi ripartiva a tutta corsa. Prendeva il pallone, se lo alzava a mezz’aria e tirava al volo. Il portiere saltava ma a vuoto. GOL!».

Il calcio è una metafora di vita: una sfida volta a insaccare la palla nella porta è, infatti, come una vita spesa a rincorrere la verità. Il pallone gira, rimbalza, va, viene, esce dal campo proprio come si succedono gli eventi della vita, i fatti, le storie e i giocatori in campo sono gli interpreti del destino, o del caso, come meglio si preferisce. I calciatori furono definiti da Pasolini “podemi”, ovvero delle specie d’unità minime del linguaggio calcistico, “vero e proprio discorso drammatico”. E’interessante notare come, in questo racconto di D’Ambrosio Angelillo, il sistema dei personaggi-“podemi” sia formato proprio da giocatori scapestrati che tanto ricordano i personaggi dei romanzi pasoliniani, soprattutto per i loro nomi: Rigoletto, Pastatoppa, Cornacchia, Braccio di Ferro, Nerone. Dopo una lunga carrellata panoramica che descrive gli attanti e lo spazio della storia, il narratore constata che «Tutti alla fine risultavano decentrati e malinconici», come se nella storia s’imponesse la tipica marginalità dei personaggi pasoliniani.

D’Ambrosio Angelillo, in questo suo pregevole racconto, gioca con Pasolini un calcio fondamentalmente prosastico, ricco di passaggi “geometrici”, frutto della buona organizzazione di uno schema che affida il “GOAL” alla conclusione, per dirla alla Pasolini! E’ una lettura originale e onirica, da assaporare tutta d’un fiato, come se fosse una vera partita, che non si sa come vada a finire. Anche se «La vita non è mai interamente un gioco. […] E quell’uomo non era un uomo qualsiasi, era Pasolini».

(Manuela Raganati)



Per maggiori info su D'Ambrosio Angelillo:

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martedì 5 aprile 2011

Girls flowers: la moda a fiori

La moda è arte”, ripete spesso la protagonista del telefilm americano Ugly Betty. In effetti, credo abbia ragione, perché attraverso la moda, la donna può esprimere i molti lati della sua personalità, con tutte le sue incredibili sfaccettature. Sandro Botticelli nella sua celebre Primavera ci restituisce un’eterna immagine di bellezza femminile, totalmente immersa in un’armoniosa natura, in una pioggia di fiori colorati. I fiori, infatti, sono da sempre i simboli della Primavera, che fin dai tempi antichi, è impersonificata dalla donna.

Anche gli stilisti propongono per questa Primavera-Estate 2011 un ritorno alle stampe e alle applicazioni floreali sull’abbigliamento e sugli accessori femminili. Revival anni ’60-‘70? ‘80-‘90? Piuttosto una vera affermazione di potere e stile, il potere della sensualità femminile!

La donna del 2011, infatti, è molto audace, grintosa e, allo stesso tempo, leggera e romantica. I fiori colorano vestiti leggeri e morbidi, pantaloni, camicette “frou-frou” con rouges e pinces. I negozi d’abbigliamento, infatti, abbondano di abiti a fiori, ricamati o a pizzi, dai toni neutri, come il bianco o il beige. Il must della stagione è indubbiamente il vestito a micro stampe a fiorellini multicolor: per il giorno, da indossare con un paio di ballerine e una borsa casual, per la sera da accompagnare ad un paio di sandali colorati e ad una giacca scalda cuore. Inoltre, le passerelle consigliano di osare con maxi abiti dalle stampe stravaganti con fiori astratti e futuristi. Le più passionali potranno corredare il proprio parco intimo con culotte e slippini con disegni di rose rosse.

La freschezza dei fiori invade anche il mondo degli accessori della tenace donna metropolitana che sfoggia borse di pelle e in tela con stampe di mimose, rose e orchidee, sandaletti con ciclamini e lillà, spille a forma di girasole e papavero. Persino, molti modelli di bijoux si ispirano al mondo vegetale di Arcimboldo, artista milanese del Cinquecento, in mostra a Milano, fino al 22 maggio, a Palazzo Reale. Ancora una volta è il caso di dire: la moda è arte!

(Manuela Raganati, scritto in collaborazione con la redazione
di Your Easy Shopper)


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sabato 2 aprile 2011

Il derby di Milano

Stasera, il grande evento: Milan-Inter, una partita
imperdibile ed emozionante! Quest'anno ancora di
più perchè le due squadre si giocheranno in 90 minuti,
il Campionato.
Nel calcio, fino alla fine, non si può mai dire di aver
vinto, ma stasera chi vincerà si porterà a casa una
vittoria psicologicamente determinante per le sorti
del Campionato più bello del mondo, almeno una
volta era così! E allora, stasera, chi avrà la fortuna di
essere allo Stadio di San Siro avrà le coronarie a
mille: i riflettori sul campo illumineranno le maglie
dei giocatori, i cori delle curve investiranno gli spalti
e i brividi di emozione scorreranno sia sulla pelle interista
sia su quella milanista. Le usuali coreografie
scenderanno sulle due curve: a Nord il biscione
neroazzurro e a Sud il diavolo rossonero saranno
gli emblemi di un'eterna sfida tra cugini.
Al Meazza sarà una calda serata primaverile
e ogni tiro verso la porta del Milan o dell'Inter
sarà seguito da un forte boato e magari da qualche
fumogeno. Anche da casa, i tifosi urleranno per
incitare i propri colori, tutti attaccati ai televisori,
senza perdersi nemmeno un minuto della stra-cittadina.
Per due ore le strade di Milano saranno deserte e silenziose,
nonostante sia sabato sera.

Ricordo tantissimi derby, sopratutto quelli vinti dall'Inter.
Uno, però, è scolpito nella mia memoria perchè fu giocato
a fine agosto. Era appena nato il mio secondo nipotino e poche ore
prima della partita, l'avevo tenuto in braccio per la prima
volta. Ero così felice ed emozionata che la partita era
finita in secondo piano. Uscii dall'ospedale verso le
otto di sera, tornai a casa a piedi dalla Macedonio
Melloni. La città era ancora calda e afosa, il mio
papà tifoso era ancora lontano, i locali tutti sintonizzati
sul derby. Le strade erano deserte, ma dalle finestre
aperte, si sentivano spesso delle urla calcistiche.
Io passeggiando verso casa non mi curavo affatto
del risultato perchè ero così presa dalla felicità di
aver da poco abbracciato una nuova vita che tutto
il resto non aveva più importanza. E, poi, sapevo
che una partita vista senza il mio papà, sarebbe stata
una partita noiosa... Fu emozionante, però,
sentire l'atmosfera del derby nelle strade e, per una
volta, far finta di non esserne interessata.
A pochi passi da casa, arrivò sul mio cellulare un
messaggio scritto da mio padre: "Stiamo giocando
una grande partita!"
Quel derby del 29 agosto 2009 finì 4 a 0 per l'Inter,
davvero una gran partita!

(Manuela Raganati)


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venerdì 1 aprile 2011

Pigrizia

Stasera la scelta era tra l'andare a dormire insoddisfatta
o scrivere per andare a dormire soddisfatta.
Accolgo lo stimolo di qualcuno che stasera mi ha fatto
riflettere sull'importanza di vivere cose belle e di fare
cose belle. A volte, la vita quotidiana toglie tutte le
energie ed è facile esser preda della pigrizia.
Io sono la prima vittima, lo ammetto! Vorrei fare
tantissime cose come andare a vedere mostre, fare
viaggi, cucirmi vestiti, scrivere storie, fare fotografie,
leggere libri e vedere amici, ma spesso trovo mille
scuse per non fare nessuna di queste cose!
Forse bisognerebbe essere più propositivi e
viversi la vita senza pensarci su troppo, con leggerezza
e solarità. A volte, però, penso che la vita non sia solo
questo, ma che sia anche convivere con sè stessi nel proprio
mondo, che non è sempre è così in sintonia con il
Mondo. Siamo un pensiero, un'idea, una voglia che,
a volte, però, non riusciamo a concretizzare.
E possiamo tentare in tutti i modi di creare qualcosa
di nuovo e bello insieme, ma forse dovremmo fermarci
un secondo a capire per chi e perchè vogliamo farla.

Siamo anime, non solo
carne...

(Manuela Raganati)


                                                  Foto by Jerry Cooke
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