sabato 19 febbraio 2011

Medusa

La stanza si sta riempiendo di zanzare, il caldo mi sta facendo svenire, lo stomaco mi comprime o forse sono io che comprimo lo stomaco. Sento le voci nel cervello, le s-parole s-parlate in qualche angolo della strada dove lo svago all’aperto riempie le città del mondo. La strada è entrata nella galleria delle incertezze di luglio, quelle che chiamano da dentro e che non sai come ti rimandano fuori. Il mostro da combattere ha lo stesso volto di sempre, nulla può la testa di Medusa, perciò forse è meglio che la posi su un morbido letto caldo e rifatto da poco, rifatto a sera, rifatto e basta. Le fitte contraggono, le persone bussano ma non capiscono che sono diversa e se non accettano che sono diversa, perché io stessa non accetto che son diversa?


Ma cosa sono? Sono io Medusa che pietrifica con lo sguardo, orribile vista che uccide? O sono solo un volto di giovane donna martoriato dalle stesse bruciature sulla pelle, le mie macchie, quelle con cui sono cresciuta, quelle che hanno nascosto la mia giovinezza e che mi hanno portato ad essere sempre e solo me stessa, perché con quelle in volto, ero io e solo io. Ecco allora che il mostro prende volto, la forza interiore, l’energica poesia, il magma sotteso a quel mondo che trema, sempre pronto a rinascere sulle rovine del tempo, senza mai dimenticare, senza mai fare veramente tabula rasa. Ecco la città di fuoco, rossa e immaginifica, ecco il terremoto che crepa la pelle, che sventra il volto, che sprofonda l’occhio nell’azzurro dell’anima.

Ma io sono il mostro che vedi, questa testa mozzata, così irreale, così violenta, così arruffata, così contorta eppure sono viva, sono carne viva che ti può mordere e ho mille corpi su cui starmene, ho mille serpi tra i capelli, ho la forza della Fenice nell’anima.

(di Manuela Raganati)

Immagine tratta da Kalaris Web blog


4 commenti:

  1. E' lecito che alcuni lettori si chiedano cosa vi sia di reale dietro la metafora? Le bruciature del volto assumono i contorni di situazioni emotive vissute e non del tutto indelebili? I capelli serpentini rivelano dietro le loro spire asperità di carattere che sono andate scheggiandosi negli anni? Sono sempre stato un lettore disattento, guardavo sempre dietro a ciò che vedevo, mi interrogavo più spesso sul come che sul cosa. Sono il peggior nemico di una delle mie più grandi amiche, la sospensione dell'incredulità.

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  2. Lecito è interrogarsi sempre su ciò che si legge, lecito è sospendere l'incredulità e ancor più lecito è viaggiare dentro i testi, ricercando gli altri, ma forse e sopratutto sè stessi. Per questo sono la migliore amica di una delle mie più grandi amiche: la scrittura.
    Grazie del commento. E come sempre della lettura! Ho visto il tuo ultimo disegno, carinissimo! Bravo!

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  3. Grazie mille. Grazie di farti leggere. Ultimamente stai scrivendo di più? Ma... scrivi anche racconti? Ho un debole per la narrativa...

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  4. Ciao, ultimamente non riesco a seguire molto il blog, non ho molto tempo per scrivere, o meglio tutto il mio tempo lo dedico a scrivere...la mia tesi!Quindi mi sto prendendo una sorta di 'vacanza' dal BHO...BLOG, ma tornerò presto con tantissime novità! Sì scrivo anche racconti, puoi trovare i link nella sezione VARIABILI INDIPENDENTI nella barra a destra del blog. Buona lettura e fammi sapere cosa ne pensi! I consigli sono sempre utili per migliorare! Ciao!

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