Passa ai contenuti principali

Il cigno nero. The Black Swan di D.Aronofsky (Prossimamente nei cinema)

Ritrovarsi a danzare su un palcoscenico
sognato da tutta la vita, è come sfidare
sè stessi in una gara di ballo all'ultimo
passo. Il cigno bianco volteggia leggero
e aggraziato, inseguendo il sogno della
perfezione assoluta. Il cigno nero danza
conturbante e misterioso, intrigando
con sensualità l'occhio di chi l'osserva.
Quale lato della personalità saprà
vincere questa eterna lotta di bellezza?

Il nuovo film di Aronofsky, in uscita nei cinema
 il 18 febbraio 2011, è di fine ambientazione.
Si svolge in un contesto anonimo, in un'atmosfera
sospesa e allucinata, prevalentemente in un teatro
di ballo, dove Nina, la protagonista, cerca di
diventare la prima ballerina del famoso balletto
Il lago dei cigni, cercando di vincere le sue
insicurezze e le sue ossessioni.
Quale cigno prevarrà in lei?

Consigliato da Manuela Raganati.

Per ulteriori info:
Comingsoon

Commenti

  1. L'ho visto un paio di settimane fa. Il suo successo a parer mio e' abb controverso. Da un lato e' Bafta nominated (praticamente in tutte le categorie che verranno premiate questo week-end) e Oscar nominated. Al botteghino incassa bene e il ...suo costo di produzione e' stato parecchio alto.
    Pero' usa ogni possibile stereotipo dei film sulla danza ed e' stato meno coinvolgente della inespressivita' di Mark Wahlberg in "the Fighter".
    Pero' aspetto fiduciosa la tua review, magari mi farai scoprire aspetti che non sono riuscita considerare da me ;-)
    ps:ti Consiglio vivamente "Biutiful", la performance di Bardem toglie il respiro!
    LAURA

    RispondiElimina
  2. Ciao Laura, io l'ho visto ieri sera in anteprima. A me quello che più ha colpito è l'atmosfera del film, come ho scritto nella mia review, sospesa e allucinata. Il contesto anonimo e le strade incerte, intervallati dalle immagini di una met...ropolitana che sembra collegare le due Nina, sono molto inquietanti. Credo che il senso del film sia proprio fuori dal palcoscenico, quindi la danza e il mondo della danza spno un po' aleatori, in effetti. Il balletto, 'Il lago dei cigni', a mio parere, è solo un pretesto per scavare questa doppia personalità, problematica e ossessiva, della protagonista. Grazie mille per la lettura, per il commento e per i consigli di visione!

    RispondiElimina
  3. Mi piace scoprire che sei attiva un'altra volta. Leggo con piacere il commento di Laura: se questo film è stato nominato ai Oscar, magari si potrà vedere a Barcellona. Avrei voluto vedere Somewhere di Sofia Coppola ma alla fine di agosto quando ero in Italia non era ancora uscito e qui non l'hanno ancora fatto. Ti faccio sapere cosa mi è sembrato se riesco a vederlo.

    E mi piace tantissimo questo piccolo fiore giallo: anch'io ho voglia di primavera!! Qua c'è il sole, ma il tempo è ancora freddo per me. Comunque so che sono fortunata di vivere in un paese in cui oggi, per esempio, abbiamo raggiunto 17 gradi.

    Un bacione. Teresa

    RispondiElimina
  4. Che bellezza, 17 gradi! Qui ce ne saranno 10 e siamo tutti più felici perchè finalmente sentiamo un'aria più dolce, dopo il freddo inverno! W la primavera, speriamo che torni presto! Quella foto l'ho scattata io a dicembre nell'Acquario Civico di Milano!

    Sicuramente riuscirai a vedere Il cigno nero! E sono curiosa di avere opinini e pareri. E' un film molto strano, ma intrigante!

    Cercherò di tenere il più aggiornato possibile il BHO...BLOG! Tu non dimenticarti di noi!

    Un bacio da Milano alla Catalogna!

    RispondiElimina
  5. Cara Manuela, hai letto la mail che ti ho mandato? Oggi o domani devo trovarmi con la mia amica per aquistare i biglietti e ho bisogno della tua risposta. Scusa per la fretta.
    Un abbraccio
    Teresa

    RispondiElimina

Posta un commento

Cosa ne pensi? Ti è piaciuto il post? Lascia un commento!

Post popolari in questo blog

30 aprile...sei anni dopo

Passa il tempo, quasi non distinguo quanto.
Questa data è sempre un misto di emozioni.
Colleziono 30 aprile per ricordare un ragazzo
che ci ha lasciato davvero troppo presto.
Lo conoscevo poco, ma mi è bastato poco
per capire quant'è ingiusta a volte la vita.
Forse è proprio quel 30 aprile che ho capito
quanto fosse triste la perdita di un amico,
anche se non era proprio un mio amico,
ma Alessio era amico di persone a cui,
tutt'oggi, voglio molto bene.
Nonostante lo abbia
frequentato solo un paio di sere a Roma,
bhè...sono ancora qui a scriverne...

Il 30 aprile a me piace ricordarlo
perchè in quei giorni in cui andavo ancora al
liceo, la maturità si avvicinava.
Stavo scrivendo una tesina su Salvador Dalì.
Mi ricordo che quando ebbi quella notizia
mi chiusi in camera a piangere.
Anche fuori il cielo pioveva.
La mia vita stava cambiando,
quella di un'altro giovane non sarebbe
mai più mutata...
Un anno dopo scrissi quello che se avrete voglia di leggere
rimane il mio manifesto del 30 aprile (vd.sot…

Amare Milano - Carlo Castellaneta

di Manuela Raganati


Amare Firenze? Facile.  Amare Venezia? Facilissimo. Ma amare Milano?  Cosa c’è nel suo “movimento”, oltre al culto della rapidità e della fretta?
Il senso del divenire. Milano è la combinazione di etnie, dialetti, tradizioni e lingue. È la contaminazione degli spiriti, la voglia di rischio e novità. È una scatola cinese con tante Milano una dentro l’altra: anche dove spicca una bellezza superba, non ama mettersi in mostra. Tipico di un carattere orgoglioso e schivo. Meglio mostrare una faccia diversa per ogni rione: 
dall’aristocratica Porta Magenta alla plebea Porta Ticinese, un po’ di Scandinavia alla Città degli Studi e un po’ di Parigi al Sempione Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete che amano essere scoperte. 
Milano appartiene a questa specie, al punto che riesce difficile stabilire le ragioni del suo fascino. Io credo che esso consista anzitutto nella sua “classe”, né più né meno come avviene per certe donne che ci colpiscono per…

Metoo e femminismo: il manifesto di Marina Terragni

di Manuela Raganati


Esce per Sonzogno, Gli uomini ci rubano tutto. Riprendersi il corpo, il femminismo, il mondo un libro-manifesto che approfondisce le tematiche attualmente tanto in voga su quotidiani online e show televisivi. Marina Terragni 
A che punto è la battaglia femminista? Apparentemente avanza su molti fronti. Basti pensare al movimento #metoo, che ha messo sulla difensiva migliaia di uomini potenti. O al grande discorso ai Golden Globe di Oprah Winfrey («il tempo della brutalità maschile è scaduto»). O alla marcia mondiale delle donne per protestare contro l’elezione di Donald Trump. Ma proprio mentre il dominio patriarcale sembra simbolicamente vacillare, per le donne in carne e ossa – dice Marina Terragni – le cose non vanno affatto bene: gli indicatori materiali (salute, lavoro, stipendi, giustizia) sono tutti negativi, mentre crescono i numeri della violenza sessuale e la politica non è stata mai tanto misogina. Dopo un secolo di femminismo, il bilancio lascia ancora a …