giovedì 8 dicembre 2011

Storia di una gallina di E. De Marchi_ Acquaviva edizioni

di Manuela Raganati

Ieri al Salone del Libro Usato, ho incontrato il mio amico Giuseppe D'Ambrosio Angelillo con i suoi bellissimi libri Acquaviva. Credo davvero sia stato lo stand migliore di tutti i due padiglioni visitati per l'ordine e la bellezza dei suoi manufatti, sì, sì, proprio manufatti, perché questi libri sono speciali, curati a mano nella grafica e nelle copertine, con l'amore di chi ama davvero la letteratura. Tutti insieme questi libri sono ancora più belli: ognuno è un dono prezioso.


Storia di una gallina è un racconto di Natale di Emilio De Marchi, autore milanese della seconda metà dell'Ottocento. E' un racconto che appartiene alle Vecchie Storie dell'autore, inventore del romanzo noir in Italia con il suo Cappello del prete del 1888. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE...

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domenica 4 dicembre 2011

L'Azzurro

di Manuela Raganati Mi addormenteró vicino ai miei libri, con le persiane oscurate, i sogni sospesi sulle pagine dei miei testi muti. Domani é domenica e si dorme. Vorrei partire su una barca a vela e attraversare l'Oceano, vedere i tramonti infuocati, nuvole e mare, spettacoli unici, arte imprendibile. Vorrei essere il Guardiano del Faro, speranza di chi naviga, luce nel mare in burrasca. E poi immergermi nell'acqua, spegnere la fiamma, pinneggiare lontano, dove nessuno possa trovarmi piú e parlare con i pesci, essere l'Azzurro.
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venerdì 2 dicembre 2011

Post della pausa pranzo

di Manuela Raganati
E ieri è arrivato Dicembre, un mese pieno di attesa e di novità, come ci insegna il concetto di Avvento cristiano. Come ogni anno, vivo intensamente lo spirito del Natale. Ogni volta che vedo una lucina o un albero, mi sento di nuovo bambina. Per molti, forse, potrò sembrare una stupida, ma sinceramente poco me ne importa, perchè credo che sia fantastico aver la possibilità di vivere la magia di questo periodo, la frenesia e l'atmosfera di festa che c'è nelle strade. Lo so che quest'anno siamo tutti più poveri, e i poveri veri, saranno ancora più poveri di sempre, ma non pensiate che il mio spirito natalizio sia mera attesa di doni materiali. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE...

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venerdì 25 novembre 2011

E la luna bussò...

di Manuela Raganati


Tra un mese sarà Natale. 

"e allora giù quasi per caso 
più vicino ai marciapiedi 
dove è vero quel che vedi 
e allora giù senza bussare 
tra le ciglia di un bambino 
per potersi addormentare 
e allora giù fra stracci e amore 
dove è un lusso la fortuna 
c'è bisogno della luna!"


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lunedì 21 novembre 2011

Poesia: All'eterno di M.Guidacci

di Manuela Raganati

L'altro giorno ho letto su I luoghi dell'infinito, (una rivista molto bella, che ho scoperto durante i mesi trascorsi a lavorare in libreria), questa poesia di Margherita Guidacci  che mi ha colpito molto perché è davvero profonda, come l'eternità. Mi è piaciuta l'immagine di noi uomini come mare, onde che si infrangono continuamente sulle rive di questo "mutevole abisso".

All'eterno 

Come onde la tua riva tocchiamo,
Ogni istante è confine tra l'incontro e l'addio.
Dal nostro mare in te fuggire, nel nostro mare fuggirti:
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domenica 20 novembre 2011

Yoga Nidra, illuminazioni

di Manuela Raganati

Inizia un'altra settimana. Tra un mese è già Natale!
La nebbia ondeggia nelle vie deserte e fredde di Milano, sotto i lampioni si vede il suo denso velo, che cancella le cose, le case, le persone. PER CONTINUARE CLICCA QUI...

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giovedì 17 novembre 2011

Milano, bave di lumaca

di Manuela Raganati



Stasera pubblico una foto del cielo di Milano, primaverile, limpido e colorato. A guardare il cielo nebbioso e scuro di stasera, a sentire i brividi di freddo sulla pelle, sembra quasi un sogno o un'aspirazione...
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lunedì 14 novembre 2011

Blogger a voi la parola! by Marsilio Editore

Ho il piacere di presentare (e di parteciparvi) la bellissima iniziativa promossa da Marsilio Editore, che si chiama "Blogger di tutta Italia a voi la parola", organizzata dalla casa editrice veneta per promuovere due nuovi titoli gialli: La donna in gabbia di Jussi Adler-Olsen e Blacklands di Belinda Bauer
Se il tuo blog è aperto da più di un anno ed è aggiornato almeno una volta alla settimana, potrai richiedere uno di questi due libri, che ti verrà inviato in formato ebook, leggibile con Adobe Digital Edition su pc o con Bluefire Reader su iPad. CONTINUA A LEGGERE...

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domenica 13 novembre 2011

Dimissioni Berlusconi. Buon Giorno Italia!

La notte delle dimissioni del Presidente del Consiglio Italiano (credo che non serva neanche ricordare il nome) scorre lenta e incredibilmente leggera, più leggera! Retorica, o no, la libertà è un profumo inebriante...
Il cielo è una volta stellata, fresca, autunnale, novembrina. Non sembra neanche sabato sera per le strade di Milano. Forse sono tutti a festeggiare, calici in aria, allegri brindisi tra vecchi amici che hanno vissuto scioperi, manifestazioni, occupazioni o che hanno semplicemente passato ore a fare lunghi, infiniti discorsi sull'assurdità della situazione politica italiana.
Torno a casa dopo una lunga giornata passata in compagnia dei miei nipoti, totalmente fuori dal mondo, non connessa, ancora all'insaputa delle dimissioni e molto impaziente di sapere!
A darmi la splendida notizia sono i miei genitori, i sorrisi dei miei genitori e le loro parole: " Manu, Manu si è dimesso!"

Sto ripensando ancora a tutte le volte che in questi ultimi 17 anni ho desiderato che arrivasse questo giorno e mi viene la pelle d'oca a guardare le immagini della Piazza del Quirinale radunata in un coro unanime, sintesi di lughissimi anni di malcontento e di sopportazione: "Buffone! Buffone! Buffone!".

In questo Paese, nel cosiddetto Bel Paese, ne abbiamo passate davvero tante, troppe. Questa è una serata storica, oggi festeggiamo le dimissioni di un personaggio che ha cambiato inesorabilmente la storia dell'Italia, in peggio. Forse ci vorranno anni per ricostruirci, ma sono sicura che ce la possiamo fare a rialzarci! E da stanotte possiamo tornare a sognare per tutti un'Italia migliore. Buona notte Italia, o forse a questo punto è più giusto dire: "Buon giorno Italia!"

(Manuela Raganati)

L'Italia dà un calcio a Berlusconi
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giovedì 10 novembre 2011

Marinai senza vascello



Un buco nelle calze e la pelle respira.
Una Luna e una stella si sfiorano
nel cielo solitario della città.
Lo sciabordio dei giorni che vanno
e vengono, i passi stanchi dei lavoratori,
la musica che isola dagli altri,
marinai senza vascello...

E poi la nebbia scende come un
sogno cala sulle palpebre

(Manuela Raganati)
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lunedì 7 novembre 2011

Se...


Se il mare cancellasse tutte le immagini della mia vita
come le parole che abbiamo scritto sulla riva quella sera,
mentre la collina scura divorava la luce regalandoci
un tramonto di fine agosto,
io morirei.

La sabbia raccoglieva i nostri sentimenti, le impronte
della nostra anima e, fredda, fermava il tempo che ignaro
si consumava, giacendo nel suolo infecondo e umido.

Se il fuoco bruciasse le pellicole che quella sera scattammo,
guardando inghiottire l’estate,
io morirei.

Scrivevamo e fotografavamo la nostra storia, quella che
nessuno studierà, la nostra voglia di vivere nella pace,
sotto una pioggia di fiori che s’impigliavano tra ricci capelli neri,
lasciando solo ferite profumate e baci caldi.
Ci inchinavamo a noi stessi, sapendo che ci saremmo svegliati
un giorno…
I nostri occhi guardavano, poi si chiudevano, per riaprirsi bagnati da lacrime
salate come il mare, lo stesso che un giorno ci fece paura.

Se il fumo confondesse tutto il profumo che i nostri corpi emanavano,
io morirei.

Se il silenzio uccidesse tutte le nostre voci,
io morirei.

Se…


(Dedicata agli amici di Porto Coda Cavallo e alle nostre
indimenticabili estati)

La nostra baia.

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FORUM DELLE RELIGIONI, DIALOGO INTERRELIGIOSO A MILANO


NELLO SPIRITO D’ASSISI, LA PREGHIERA INSIEME

Non capita spesso che i rappresentanti e i fedeli delle cinque grandi religioni del mondo si ritrovino a pregare, tutti insieme, sotto le stesso tetto. Quando questo accade è come se avvenisse il miracolo della Storia: l’unità nella diversità. E così, oggi, 06 novembre 2011, le volte del porticato della Loggiadei Mercanti, nonostante l’incessante pioggia su Milano (e, purtroppo, sul resto dell’Italia), si sono trasformate in un cielo azzurro di pace e comunione. Il raggio di luce, squarciando il grigiore metropolitano, ha portato gioia e speranza, non solo per Milano, ma per tutto il mondo. La manifestazione di Dio è avvenuta attraverso il dialogo interreligioso e le parole pace, shalom, shanti, salaam, invocate coralmente “nello spirito di Assisi”, di cui si è da poco tenuto il 25° anniversario. Organizzato dal Forum delle Religioni, questo incontro di “preghiera insieme ha visto l’alternarsi delle voci dei rappresentati delle cinque più importanti Comunità Religiose: per i cristiani monsignor Gianfranco Bottoni, responsabile per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso dell'arcidiocesi di Milano, per gli ebrei Rav. Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano, per i buddisti, Rosa Raja Myoen, monaca del monastero buddhista Zen Ensoji "Il Cerchio", per gli induisti Svamini Hamsananda, monaca induista e vicepresidente dell'unione induisti italiana e per i musulmani Muhammad Danova, responsabile per il dialogo interreligioso della Casa della Cultura islamica di Milano. L’importanza del dialogo reciproco e della collaborazione tra le religioni è alla base di un vero cammino ecumenico e della costruzione di una cultura di pace nel mondo. Questa manifestazione, perciò, è stata un profondomomento di riflessione per ognuno dei presenti, cittadini e fedeli. Attorno al candelabro a sette braccia, posto al centro della Loggia dei Mercanti, l’ascolto delle varie preghiere delle diverse Comunità Religiose ha sollecitato quel sentimento di unione e vicinanza, che solo l’incontro di pace delle nostre mani, unite nello scambio d’amore e di energie, può esprimere. Al termine del momento di preghiera, tutti i presenti hanno formato un lungo corteo che, dopo aver attraversato le vie principali del centro, si è recato a Palazzo Marino per l’incontro con le istituzioni. L’evento si è concluso con una riflessione comune sulle numerose esperienze di collaborazione e di rispetto promosse dal Forum delle Religioni, come la Tenda e l’Oasi del Silenzio. Il Sindaco diMilano Giuliano Pisapia e la Vice Sindaco Maria Grazia Guidi hanno mostrato sincero interesse per questi contributi preziosissimi per la vita religiosa e non della nostra metropoli, auspicando, inoltre, un futuro di pace e dialogo interreligioso anche nel resto del mondo.
(Manuela Raganati)


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domenica 6 novembre 2011

Le notti d'autunno

La notte di Novembre è qui con me e sembra non voler finire sotto le coperte di sogni, quei sogni sempre confusi di una ventiseienne, che alla WiiFit dimostra ancora ventidue anni!
Accipicchia! Tra poco saranno ventisette...
Fuori impazza l'autunno. Dentro la caffeina tiene ancora accesi i sensi. Mi piacciono i tappeti multicolore sulle strade della mia Milano, quella che percorro ogni mattina e ogni sera, quando vado e vengo da casa al lavoro. Mi sembra che questi manti di foglie morte rallegrino la città piovosa e grigia. Gialli, arancioni, rossi e ancora qualche sparuto verde, sotto i miei piedi: a volte, sotto il mio ombrello, mi sembra di danzare sopra la tavolozza di un pittore fiammingo. Anche la pioggia rende Milano un po' più magica e romantica, anche se il traffico ne risente parecchio. Ieri sera, aspettando (in eterno) la 61 per tornare a casa, osservavo l'impeto battente dell'acqua sull'asfalto. L'incontro tra i due elementi aveva qualcosa di estremamente sensuale, come se ci fosse stata un'attrazione fatale che li predestinasse da tempo. Forse ero solo annoiata dall'attesa dell'autobus, forse ero solo un po' stanca, ma il guardare le strade bagnate mi faceva salire un po' di malinconia, quel tipo di emozione forte dalla quale solo un lungo e vecchio cappotto ti può salvare.

(Manuela Raganati)

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mercoledì 2 novembre 2011

In ricordo di Pasolini

Pasolini, 36 anni fa, stava trascorrendo la sua ultima sera a Roma, la sua ultima sera di vita, in tutti i sensi. Qualche chiacchiera sommessa all'Osteria Biondo Tevere e poi, ancora, qualche ultimo sguardo agli angoli oscuri della città. E poi, arrivò la notte, la notte più profonda e lunga della vita di Pasolini: la morte.

36 anni sono tanti, anche se ogni anno che passa il ricordo di questo autore porta riflessioni e nuovi libri, ma niente di tutto questo riesce a colmare il vuoto che la scomparsa di Pasolini lasciò là, sul lido di Ostia, quella notte tra 01 e 02 novembre del 1975.

Mi piace ricordare questo grandissimo autore in questa notte del 2011, perchè penso che il tributo sia doveroso. Io sono una grande appassionata di Pasolini. Ho studiato molto le sue opere all'università e mi sono innamorata del suo modo di guardare la realtà. Il suo sguardo poetico è riuscito a cogliere molti aspetti oscuri della nostra società, ma anche a cantare i versi più sofferti della modernità.

(Manuela Raganati)

A Pasolini, al buon Pier Paolo, stasera va il mio ricordo, con questi versi bellissimi di una delle sue più famose poesie, Il Pianto della scavatrice:

I
    
    Solo l'amare, solo il conoscere
    conta, non l'aver amato,
    non l'aver conosciuto. Dà angoscia
    
    il vivere di un consumato
    amore. L'anima non cresce più.
    Ecco nel calore incantato
    
    della notte che piena quaggiù
    tra le curve del fiume e le sopite
    visioni della città sparsa di luci,
    
    scheggia ancora di mille vite,
    disamore, mistero, e miseria
    dei sensi, mi rendono nemiche
    le forme del mondo, che fino a ieri
    erano la mia ragione d'esistere.
    Annoiato, stanco, rincaso, per neri
    
    piazzali di mercati, tristi
    strade intorno al porto fluviale,
    tra le baracche e i magazzini misti
    
    agli ultimi prati. Lì mortale
    è il silenzio: ma giù, a viale Marconi,
    alla stazione di Trastevere, appare
    
    ancora dolce la sera. Ai loro rioni,
    alle loro borgate, tornano su motori
    leggeri - in tuta o coi calzoni
    
    di lavoro, ma spinti da un festivo ardore
    i giovani, coi compagni sui sellini,
    ridenti, sporchi. Gli ultimi avventori
    
    chiacchierano in piedi con voci
    alte nella notte, qua e là, ai tavolini
    dei locali ancora lucenti e semivuoti.
    
    Stupenda e misera città,
    che m'hai insegnato ciò che allegri e
    feroci
    gli uomini imparano bambini,
    
    le piccole cose in cui la grandezza
    della vita in pace si scopre, come
    andare duri e pronti nella ressa
    
    delle strade, rivolgersi a un altro uomo
    senza tremare, non vergognarsi
    di guardare il denaro contato
    
    con pigre dita dal fattorino
    che suda contro le facciate in corsa
    in un colore eterno d'estate;
    
    a difendermi, a offendere, ad avere
    il mondo davanti agli occhi e non
    soltanto in cuore, a capire
    
    che pochi conoscono le passioni
    in cui io sono vissuto:
    che non mi sono fraterni, eppure sono
    
    fratelli proprio nell'avere
    passioni di uomini
    che allegri, inconsci, interi
    
    vivono di esperienze
    ignote a me. Stupenda e misera
    città che mi hai fatto fare
    
    esperienza di quella vita
    ignota: fino a farmi scoprire
    ciò che, in ognun, era il mondo.
    
    Una luna morente nel silenzio,
    che di lei vive, sbianca tra violenti
    ardori, che miseramente sulla terra
    
    muta di vita, coi bei viali, le vecchie
    viuzze, senza dar luce abbagliano
    e, in tutto il mondo, le riflette
    
    lassù, un po' di calda nuvolaglia.
    È la notte più bella dell'estate.
    Trastevere, in un odore di paglia
    
    di vecchie stalle, di svuotate
    osterie, non dorme ancora.
    Gli angoli bui, le pareti placide
    
    risuonano d'incantati rumori.
    Uomini e ragazzi se ne tornano a casa
    - sotto festoni di luci ormai sole -
    
    verso i loro vicoli, che intasano
    buio e immondizia, con quel passo blando
    da cui più l'anima era invasa
    
    quando veramente amavo, quando
    veramente volevo capire.
    E, come allora, scompaiono cantando.
(Pier Paolo Pasolini)

Autoritratto di Pier Paolo Pasolini
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martedì 1 novembre 2011

[Blog amici] Caro amico (blog) ti scrivo...

Inizia oggi un ciclo di post in collaborazione con alcuni amici blogger. Abbiamo chiamato questa iniziativa BLOG AMICI. Io ho voluto sottotitolarla Caro amico (blog) ti scrivo, in ricordo della famosa canzone di Lucio Dalla. Nelle prossime settimane, ci presenteremo (tra di noi e tra di voi) uno all'altro, attraverso delle interviste e delle simpatiche recensioni, fornendo qualche simpatico spunto di iniziativa comune. Al momento siamo in quattro:

ROBERTO ODDO - DAS KABARETT
La mia presentazione di Das Kabarett- La sua presentazione di BHO...BLOG - La mia intervista a lui - La sua intervista a me

FRANCESCO AFFRONTI - APRIEKIUDILETENDENSTAN
La mia presentazione di Apriekiudiletendestan - La sua presentazione di BHO...BLOG - La mia intervista a lui - La sua intervista a me

ANTONELLA CORTESE - SICOOLA
La mia presentazione di Sicoola - La sua presentazione di BHO...BLOG - La mia intervista a lei - La sua intervista a me

ANA SOFIA MELO - CARTOGRAFIA PESSOAL
La mia presentazione di Cartografia Pessoal - La sua presentazione di BHO...BLOG - La mia intervista a lei - La sua intervista a me


Chiunque volesse unirsi a questa iniziativa, può farlo. Fatemi sapere, nel caso foste interessati, all'indirizzo manu.bhoblog@gmail.com. Grazie e buona lettura!

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Benvenuto novembre...

Benvenuto Novembre,
prometti già di essere un mese alquanto pesante...
E lo fai insinuandoti nella mia vita nell'ultima notte di Ottobre, quando a spasso incontri maschere travestite, grottesche immagini di un'iperrealtà degradata nel profondo.

Benvenuto mese triste,
la nebbia già avvolge i pensieri d'evasione da questa Milano deserta e silenziosa.
Oggi avrei voluto prendere il primo treno che portasse via da qui.
Almeno per qualche ora, fuori dalla vita di sempre, magari insieme a qualcuno di speciale.

Ma quando alle cose ci pensi troppo,
le cose si avviluppano su sè stesse in groviglio di nodi assurdi.
E allora hai voglia di stare lì a far tanti piani, a cercare orari, destinazioni da una settimana.
Cosa resta?
Il silenzio di chi non sa cosa dirti, di chi non ti capisce, di chi è lontano da te,
di chi farà altro, di chi non c'è più, di chi non so.

PER BERCI SOPRA
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Halloween e il silenzio

E' davvero incredibile: ogni anno ad Halloween me ne vado a letto con il morale un po' così, così. Mi ricordo di aver avuto le stesse sensazioni di stasera, tanti anni fa, dopo una festa al ginnasio. O meglio, la mia prima festa di quei mitici anni. Vestita da Olivia Newton Jones. Capelli cotonati. Ora mi chiedo: ma che cavolo c'entrava con Halloween il mio travestimento? Bho, non lo so! So solo che ero proprio bella e giovane e avevo ancora tutta la vita davanti... E, come sempre, combinavo tanti guai...
Programmata per combinare guai. Programmata per pensare troppo. Programmata per sentire fuori dal comune. Programmata per scrivere sempre troppe parole. Destinata ad una semplice e ineluttabile risposta: il silenzio.

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giovedì 27 ottobre 2011

CIAO MARCO. CIAO SIC58...

Siamo solo noi
che andiamo a letto la mattina presto
e ci svegliamo con il mal di testa
siamo solo noi
che non abbiamo vita regolare
che non ci sappiamo limitare
siamo solo noi
che non abbiamo più rispetto per niente
neanche per la mente
siamo solo noi...
quelli che poi muoiono presto
quelli che però è lo stesso
siamo solo noi
che non abbiamo più niente da dire
dobbiamo solo vomitare
siamo solo noi
che non vi stiamo neanche più ad ascoltare

siamo solo noi
quelli che non hanno più rispetto per niente
neanche per la gente
siamo solo noi
quelli che ormai non credono più a niente
e vi fregano sempre ...sì...

siamo solo noi
che tra demonio e santità è lo stesso
basta che ci sia posto
siamo solo noi
che facciamo colazione con un toast
del resto

siamo solo noi
quelli che non han voglia di far niente
rubano sempre
siamo solo noi
generazione di sconvolti che non han più
santi né eroi
siamo solo noi
siamo solo noi
siamo solo noi




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mercoledì 26 ottobre 2011

Voglio tirare sassi sul Canal St.Martin


Questa è una delle scene che mi piacciono di più del 
Favoloso Mondo di Amelie.
A dir la verità, mi piacciono quasi tutte e lo conferma il fatto che,
periodicament, mi riguardo l'intero film, come ieri sera.
Quando sono stata a Parigi a trovare Gaia, siamo andate
al Cafè des 2 Moulins. Bellissimo, mancava solo il caschetto nero
di Amelie gironzolare tra i tavoli!

A volte vorrei che la vita fosse così colorata e magica.
Non che a volte non mi succeda di provare alcuni amelismi
(scusate, concedetemi il termine), ma vorrei che fosse sempre
così. Invece a volte, è un po' troppo buio dentro per provare sensazioni
leggere e belle, per cogliere aspetti della realtà che sembrano richiamarsi
l'un l'altro con una semplicità disarmante.
Quello che mi piace di più del film e, penso si ricolleghi a questo,
è che Amelie vive con un senso di totalità, quella totalità che, secondo
Bachtin, la civiltà moderna ha perduto con l'avvento della divisione del lavoro
e dell'autocoscienza. Per l'autore, se il mondo dei classici
è "una totalità integrata e unitaria di valori", nella modernità
non esiste più correlazione tra vita interiore e realtà esterna.
Quindi, aggiunge Bachtin in Epos e romanzo,
l'aspirazione alla totalità, nella nuova epoca, può esser vissuta solo in termini
problematici, come conflitto e scontro.

Ecco, questo conflitto che pur il personaggio di Amelie vive nel rapporto
con la famiglia, nel confronto con gli altri, con l'altro sesso,
(e dunque con sè stessa),
è risolto non in chiave tragica ma comica,
nel senso che alla fine la storia si chiude con la riconciliazione
della protagonista con la società.
Tutte le sue aspirazioni iniziali vengono soddisfatte: Amelie fa felici le persone,
crea dei legami, s'innamora e si concede perchè lei "non ha le ossa di vetro".
E si lancia.

Amelie coglie questa totalità degradata con un senso favoloso,
da qui il titolo del film. Il suo modo di guardare le cose,
per quanto sia profondo e altruista, non le permette, però,
di prendere coscienza di sè stessa.
Amelie sa ciò che le piace, ma non sa ciò che vuole.
Perciò l'incontro con l'Uomo di Vetro diventa determinante
nel suo passaggio da irreale personaggio di una favola a problematico
personaggio moderno in conflitto con la realtà.
Egli la fa riflettere su sè stessa, attraverso la ragazza al centro del quadro
che sta dipingendo, una copia dalla Colazione dei cannottieri di Renoir.

Il film mi piace per questa dialettica tra favola e realtà ch,
prima esistono indipendenti, poi si scontrano e infine si uniscono.

(Manuela Raganati, da Melting Minds, pubblicato il 5 luglio 2009:
dedicato a Lady Revolution di PopCorn E Cioccolato
perchè oggi mi ha fatto ripensare a questo vecchio post su
Amelie!)
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mercoledì 19 ottobre 2011

Le foglie come tela per incisioni: Lorenzo Duran

                                                          Photos © Lorenzo Duran

Navigando, oggi sono stata colpita da queste straordinarie opere di Lorenzo Duran.
E' incredibile con quanta precisione avvenga l'incisione di queste
foglie, che vengonoutilizzate dall'artista come vere e proprie tele.
Se penso a quante volte, in autunno,mi capita di calpestare
queste fragilissime creature, mi stupisce come Duran le riutilizzi.

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domenica 16 ottobre 2011

Manifestazione di Roma 15.10.2011


Ho trovato questa vignetta su Internet e mi piace condividerla qui perchè sintetizza molto bene il confuso groviglio di pensieri che ho in testa in merito alla manifestazione di Roma di ieri, 15 ottobre 2011. Sono anche io dell'idea che uno Stato organizzato è in grado di prevedere e di contenere le manifestazioni violente che si possono verificare all'interno di grandissimi cortei, come quello di ieri.
Per maggiori approfondimenti, consiglio di leggere l'intervento di Zucconi.
Perciò mi trovo ad esprimere una perplessità: come mai disordini come quelli di piazza San Giovanni si sono manifestati solo a Roma e in nessun'altra città in cui si stava manifestando ieri? E perchè un branco di idioti tira sempre più di una massa di buone idee?

(Manuela Raganati)
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sabato 15 ottobre 2011

I pesci non chiudono gli occhi di Erri di Luca


Ho appena finito di leggere I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca, da poco uscito in libreria, in vendita insieme al dvd 'Di là dal vetro'. Appena è arrivato, mi ha colpito per la sua copertina e per questo titolo, che, su un’amante del mare come me, non potevano che avere immediata presa. Inoltre, negli ultimi quattro fantastici mesi, passati a  lavorare in libreria, mi è capitato di vendere spesso libri di Erri De Luca, autore che non conoscevo affatto e che, invece, piace a moltissimi. E anche a me.

Perciò, in poche sere, mi sono ritrovata a leggere questo bel racconto di formazione. Il narratore racconta le sue avventure marinaresche, vissute all’età di dieci anni, su un’isola del Mediterraneo, Ischia, durante le vacanze estive. S’intrecciano, così, i racconti dei primi tumulti pre-adolescenziali e le prime vicende amorose, tipici ingredienti del racconto di formazione, e le lucide riflessioni del narratore sul tempo che scorre, riguardando indietro il suo passato, la sua vita.

Il mare fa da sfondo al racconto: le spiagge, le barche dei pescatori, le canne da pesca e le lenze sono gli elementi dell’ambiente che godono delle maggiori descrizioni, quasi se fossero anch’essi personaggi della storia.

Ho apprezzato molto questo libro, innanzitutto, per il gusto della brevitas. In poche pagine, infatti, Erri De Luca accompagna il lettore in un racconto giovanile, un ricordo di vita, forse della sua vita, facendo riprovare quelle fantastiche prime emozioni che tutti provano a quell’età, consapevolmente o meno. Ritrovarsi immersi nelle atmosfere marine di questo libro, poi, è davvero un bel modo di evadere dalla routine quotidiana. Riporto qui un paio di brani che mi sono piaciuti particolarmente.

Buona Lettura!

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mercoledì 12 ottobre 2011

martedì 11 ottobre 2011

This must be the place ovvero l'insostenibile leggerezza dell'essere



 Ieri sera ho potuto assistere alla prima assoluta di This must be the place, il nuovo film di Paolo Sorrentino con Sean Penn attore protagonista, nei panni di Cheyenne, un cantante rock degli anni ’80, ormai fuori dallo star system. E fin qui, niente di strano. Il regista segue la vita quotidiana di Cheyenne, tra la spesa al supermercato, il caffè al bar, le cene con amici, lo sport e il sesso con la moglie, ma sempre indossando la stessa maschera, quel cerone bianco e il rossetto rosso, che tanto lo legano al suo passato e sotto i quali vorrebbe nascondere la tristezza della sua anima. Dilaniato dai sensi di colpa, Cheyenne si trascina quasi su sé stesso, trasportando con sé un carrellino, immagine penosa di una rock star ormai ‘in pensione’. Tutto il film mi è sembrato avvolto da quella che Kundera definì l’insostenibile leggerezza dell’essere. Sarà solo l’esperienza di un viaggio alle origini, in una surreale America, a restituirgli la voglia di vivere, la voglia di guardare al futuro, con un nuova coscienza di sé.
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lunedì 10 ottobre 2011

Il discorso di Steve Jobs agli universitari (Ultima parte)

La terza storia parla di morte

Quando avevo 17 anni, lessi un brano che diceva più o meno: "se vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, prima o poi sarà l’ultimo veramente". Mi rimase impresso, e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato nello specchio ogni mattina e mi sono chiesto:"se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto facendo oggi?" E ogni volta che la risposta era "No" sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.
Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante. Mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto - tutte le aspettative, l'orgoglio, le paure di fallire - tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante.
Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare la trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c'è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.
Circa un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto una TAC alle 7.30 del mattino e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche cosa fosse un pancreas! I dottori mi dissero che si trattava sicuramente di un tipo di cancro incurabile, e che avrei avuto un'aspettativa di vita non superiore ai 3-6 mesi. Il mio dottore mi consigliò di andare a casa e di sistemare le mie cose, che è il messaggio in codice dei dottori per dirti di prepararti a morire. Significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni. Significa che devi assicurarti che ogni cosa sia a posto, così che tutto sarà più facile per la tua famiglia. Significa che devi dire addio.
Ho vissuto con quella diagnosi in testa tutto il giorno. Più tardi, nel pomeriggio, mi è stata fatta una biopsia. Mi hanno infilato un endoscopio nella gola che è passato per il mio stomaco ed il mio intestino. Hanno messo un ago nel mio pancreas e hanno prelevato alcune cellule dal tumore. Ero sotto sedativi, ma mia moglie, che era lì, mi ha detto che quando hanno analizzato le cellule al microscopio i dottori si sono messi a piangere. Infatti si trattava di una rarissima forma di cancro pancreatico curabile con la chirurgia. Sono stato operato. Ora sto bene.
E' stata la mia esperienza più vicina alla morte e spero che rimanga tale per qualche decennio ancora. Avendola superata posso dirvi con certezza una cosa: Nessuno vuole morire. Neanche chi vuole andare in paradiso vuole morire per arrivarci prima. E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno vi è mai sfuggito. E così deve essere.
Perchè la Morte è probabilmente l'unica, migliore invenzione della Vita. E' l'agente di cambiamento della Vita. Elimina il vecchio per far spazio al nuovo. Proprio adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo distante da oggi, diventerete gradualmente il vecchio che deve essere eliminato. Mi dispiace essere così drammatico, ma questa è la verità.
Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita che qualcun altro vuole per voi. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi - che vuol dire vivere seguendo i pensieri di altri. Non lasciate che l’ opinione altrui faccia tacere la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore ed il vostro intuito. Loro sanno già quello che voi volete veramente diventare. Tutto il resto è secondario. Quando ero giovane, c'era un'incredibile pubblicazione chiamata The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. Era stata creata da un tizio di nome Stewart Brand non troppo lontano da qui, a Menlo Park, e la portò alla luce con il suo tocco poetico. Stiamo parlando degli anni '60, prima dei computer e del desktop publishing, quindi era tutta fatta con la macchina da scrivere, le forbici e la Polaroid. Era una sorta di Google di carta, 35 anni prima della venuta di Google: era idealistico, e pieno di strumenti utili ed informazioni preziose. Stewart ed il suo gruppo pubblicarono molti numeri del Grande Catalogo Mondiale fino all'ultima edizione. Eravamo a metà degli anni '70 ed io avevo la vostra età. Sul retro di copertina dell'ultimo numero c'era la foto di una strada di campagna all'alba, quel tipo di strada sulla quale potreste trovarvi a fare l'autostop, se foste così avventurosi. Sotto c'erano queste parole "Siate affamati, siate assurdi". Questo era il messaggio di congedo. Rimanere affamato. Rimanere assurdo. Me lo sono sempre augurato. Ed ora, a voi, che state per laurearvi, io auguro solo questo:
Siate affamati. Siate assurdi.
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domenica 9 ottobre 2011

Discorso di Steve Jobs agli universitari part.2

La seconda storia parla d'amore e di perdita


Sono stato fortunato - ho scoperto quello che amavo fare molto presto. Woz ed io fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo vent'anni. Lavorammo duro, e in 10 anni la Apple crebbe dai due che eravamo in un garage ad una società da 2 miliardi di dollari con più di 4000 impiegati. Avevamo appena creato il nostro miglior prodotto - il Macintosh – un anno prima, e io avevo appena compiuto 30 anni. E fui licenziato. Come si fa ad essere licenziato dalla compagnia che hai fondato? Beh, non appena la Apple si espanse assumemmo qualcuno che pensavamo fosse molto capace nel gestire l'azienda, e per il primo anno le cose andarono bene. Ma la nostra visione del futuro cominciò a divergere e alla fine decidemmo di rompere. Quando ci fu la rottura i nostri dirigenti decisero di stare dalla sua parte. Così, a trent'anni, ero fuori. Il centro della mia vita da adulto era completamente andato, sparito, è stato devastante. Non ho saputo che pesci pigliare per un po' di mesi. Sentivo di aver deluso la precedente generazione di imprenditori per aver mollato la presa. Incontrai David Packard e Bob Noyce per cercare di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu un fallimento pubblico, pensai addirittura di suicidarmi. Ma qualcosa, lentamente, si faceva luce in me.

Amavo ancora quello che avevo realizzato. L'inaspettato e repentino cambiamento alla Apple non aveva cambiato quello che provavo, neanche un poco. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Quindi decisi di ricominciare.

All'epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall'illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi, fondai una società di nome NeXT, un'altra di nome Pixar, e mi innamorai di una meravigliosa donna che sarebbe poi diventata mia moglie.

Pixar finì per creare il primo film animato al computer della storia, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione più famoso al mondo. Apple, con una mossa notevole, acquisì NeXT, io tornai ad Apple, e la tecnologia che sviluppai con NeXT è oggi nel cuore dell'attuale rinascita di Apple. Laurene ed io abbiamo una stupenda famiglia.

Sono sicurissimo che niente di tutto ciò sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato da Apple. E' stato un boccone amarissimo da buttar giù, ma era la medicina di cui avevo bisogno. A volte la vita ti colpisce in testa come un mattone. Non perdete la fede. Sono convinto del fatto che l'unica cosa che mi ha consentito di proseguire sia stato l'amore che provavo per quello che facevo. Dovete trovare ciò che amate. E' questo è tanto vero per il vostro lavoro quanto per chi vi ama. Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l'unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l'unico modo per fare il lavoro migliore è quello di amare quello che fate. Se non lo avete ancora trovato, continuate a cercare. Non vi fermate. Come tutti gli affari di cuore, lo saprete quando lo troverete. E, come nelle migliori relazioni, diventerà sempre migliore col passare degli anni. Quindi, continuate a cercarlo fino a quando non l'avrete trovato. Non fermatevi. (continua…)





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giovedì 6 ottobre 2011

Il discorso di Steve Jobs part.1

Questo è il testo del discorso di Steve Jobs, fondatore di Apple Computer e Pixar Animation studio, in occasione della consegna dei diplomi di laurea celebrata a Stanford.

Sono onorato di essere con voi oggi per la vostra laurea in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Ad essere sincero, questa è la cosa più vicina ad una laurea, per me.
Oggi voglio raccontarvi tre storie che mi appartengono. Tutto qui. Niente di particolare. Solo tre storie.

La prima storia parla di unire i puntini.

Ho smesso di frequentare il Reed College dopo i primi 6 mesi, ma ci sono rimasto per altri 18 mesi prima di lasciarlo definitivamente. Perchè lo feci?
Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studente universitaria nubile e decise di darmi in adozione. Sentiva nel suo cuore che io dovessi essere adottato da un laureato, così venne preparata la mia adozione, alla nascita, per un avvocato e sua moglie. Solo quando vidi la luce questi decisero, all'ultimo momento, che avrebbero preferito una bambina. Quindi i miei genitori, che erano in lista d'attesa, vennero chiamati nel mezzo della notte da una voce che chiedeva: "Abbiamo un bambino indesiderato, lo volete?" Essi dissero: "Certo". Mia madre biologica scoprì in seguito che mia madre non si era mai laureata e che mio padre non aveva neanche il diploma di scuola superiore. Rifiutò di firmare i documenti per l'adozione. Accettò, riluttante, solo qualche mese dopo quando i miei genitori promisero che un giorno sarei andato all'università.
17 anni dopo andai all'università. Ma ingenuamente scelsi un istituto universitario costoso quanto Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori lavoratori furono spesi per la retta. Dopo sei mesi non riuscivo a vederne l'utilità. Non avevo idea di cosa fare nella vita e nessun indizio su come l'università avrebbe potuto aiutarmi a capirlo. Così spesi tutti i soldi che i miei genitori avevano risparmiato in un'intera vita di lavoro. Decisi di non seguire il piano di studi obbligatorio, confidando nel fatto che tutto si sarebbe sistemato. Ero molto spaventato da quella decisione, ma col senno di poi, sarebbe stata una delle migliori decisioni che avessi mai preso. Nel momento in cui scelsi un piano di studio personalizzato avevo la possibilità di ignorare le lezioni che non mi interessavano e di scegliere quelle che mi apparivano più interessanti.
Non era per niente romantico. Non avevo una stanza al dormitorio, così dormivo sul pavimento in stanze di amici. Restituivo vuoti di cocacola per i 5 centesimi di deposito e ci compravo da mangiare, mi facevo più di 10 chilometri a piedi attraverso la città, ogni domenica notte, per avere un pasto a settimana al tempio degli Hare Krishna. Che bello! Tutto quello in cui inciampai semplicemente seguendo la mia curiosità ed il mio intuito si rivelò in seguito di valore inestimabile.
Per esempio:
il Reed College all'epoca offriva quello che era probabilmente il miglior corso di calligrafia del paese. In tutto il campus, ogni manifesto, ogni etichetta su ogni cassetto, era meravigliosamente scritto a mano. Decisi di prendere lezioni di calligrafia. Appresi la differenza tra i tipi di caratteri con grazie e senza grazie. Imparai l'importanza della variazione dello spazio tra combinazioni diverse di caratteri. Mi insegnarono quali elementi fanno della tipografia, una grande tipografia. Era affascinante: si trattava di storia, bellezza ed arte, cose che la scienza non può catturare.
Niente di tutto ciò aveva la benchè minima speranza di una qualunque applicazione nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Macintosh, tutto mi tornò utile. E lo mettemmo interamente nel Mac. Era il primo computer che curasse la tipografia. Se non avessi mai scelto quel corso, al college, il Mac non avrebbe mai avuto font proporzionali e font a larghezza fissa. E siccome Windows ha copiato il Mac, è probabile che nessun computer li avrebbe avuti. Se non avessi scelto di interrompere il piano di studi obbligatorio non avrei scelto quel corso di calligrafia ed i personal computer avrebbero potuto non avere la stupenda tipografia che hanno ora. Era ovviamente impossibile unire i puntini guardando al futuro mentre ero al college e capire in cosa si sarebbe concretizzato. Ma la realizzazione era estremamente chiara, guardandomi alle spalle, dieci anni dopo.
Ve lo ripeto, non puoi unire i puntini guardando al futuro, puoi connetterli in un disegno, solo se guardi al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa - il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto la differenza nella mia vita.
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domenica 2 ottobre 2011

Omaggio a... Kahlil Gibran




E un giovane disse: Parlaci dell'amicizia.
Ed egli rispose:
L'amico è il vostro bisogno corrisposto.
E' il campo che seminate con amore e mietete rendendo grazie.
E' la vostra mensa e il vostro focolare;
Perchè a lui giungete affamati e in cerca di pace.

Quando l'amico vi dice quel che pensa, non abbiate timore di
dire il no, o il sì, che sono nella vostra mente.
E quand'è silenzioso, il vostro cuore non cessi di ascoltare
il suo cuore;
Giacchè nell'amicizia, senza parlare, tutti i pensieri e i desideri
e aspettative nascono e vengono condivisi con gioia non acclamata.

Quando lasciate l'amico, non rattristatevi;
Perchè ciò che di più amate in lui può sembrarvi più chiaro
durante la sua assenza, come la montagna allo scalatore
appare più nitida dal piano.
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giovedì 29 settembre 2011

Buona notte a quelli che...













Buona notte a quelli che sognano ancora prima di chiudere gli occhi.
Buona notte a quelli che mi hanno conosciuto quando ancora sorridevo per ogni cosa.
Buona notte a quelli che, alla mattina, viaggiano sul mio stesso vagone della metropolitana.
Buona notte a quelli che si amano alla luce del sole e al buio della notte.
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martedì 27 settembre 2011

I pesci non chiudono gli occhi

Questo libro mi chiama... E' da poco arrivato in libreria ma già la sua copertina mi cattura, mi sussurra parole dolci e suadenti, come se udissi uno strano canto delle sirene. Mare, infanzia, memoria, ricordi, pesca, estate e amore: elementi magici che se ben mischiati assicurano un'interessante lettura. Chissà se il buon Erri de Luca avrà saputo dosare bene gli ingredienti! Parola ai pesci...

(Manuela Raganati)

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A Riccardo

Oggi un pensiero va a Riccardo. Oggi non ho parole. Quindi le lascio agli altri:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=164120&sez=NORDEST

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sabato 24 settembre 2011

Google Think Mobile

Think mobile, pensare mobile grazie a Google. Iphone e smartphone ormai hanno invaso il mercato e con loro le applicazioni stanno dettando un nuovo modo di comunicare, utilizzato soprattutto dalle aziende per meglio raggiungere i loro clienti anche sui dispositivi mobili. Il 2011, infatti, da molti ricercatori è stato decretato l'anno del Mobile. Per questo Google per la prima volta in Italia ha organizzato un importante evento che si terrà lunedì 26 settembre a Milano, presso la Triennale di Milano.
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giovedì 22 settembre 2011

Intervista al BHO...BLOG

1- Quando e perché hai scelto di aprire il tuo blog?

Ho aperto il BHO…BLOG il 2 marzo 2009, scrivendo questo post che la dice lunga anche sui miei intenti artistici-letterari.

2- Come mai hai scelto questo titolo?

Ho scelto questo nome perché spesso le persone iniziano le frasi o rispondono ad alcune domande con l’interiezione ‘boh’, un suono che fa parte della nostra quotidianità, che anticipa l’espressione di un pensiero ancora in via di formazione. Volevo che il mio blog fosse un laboratorio d’idee. Invertire la posizione dell’h è stata una scelta stilistica per infrangere la regola. A riguardo del ‘boh’, solo oggi ho trovato questa citazione di Pier Paolo Pasolini, autore al quale sono molto affezionata e sulla cui opera mi sono di recente laureata, che spiega ulteriormente la mia scelta: “Boh, frase piena di significato, con un significato incredibile, pieno di intelligenza in cui convivono modernità e tradizione per non parlare dell'utilizzo sul piano pratico e teorico”.

3- In due parole, di cosa parla il blog?

Raccoglie tutte le mie parole scritte sempre con grande amore e passione.

4- C'è un post che ritieni particolarmente rappresentativo e vorresti condividere con noi?

E’difficile rispondere a questa domanda perché scrivo molti generi di post, dagli articoli ai racconti, dalle riflessioni alle poesie. Condivido con voi questo racconto, il primo pubblicato su una rivista.

5- Qual è la più grande soddisfazione che hai ottenuto da quando hai aperto il blog?
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domenica 4 settembre 2011

Mistral dreams

Sono in mezzo al mare.
Addormentata su uno scoglio, il sole mi avvolge come in una coperta di grazia.

Sogno.

Una grande onda all'orizzonte si farà sempre più vicina.
Non mi travolgerà.
Sarò io a diventare parte di essa.

Mare.














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domenica 31 luglio 2011

Cos'è un libro?

Un libro è l’incarnazione dell’esperienza globale di un uomo: traduce cioè la sua cultura e il suo modo di interpretare il mondo; registra e trasmette la maniera di guardare e riassumere ciò che un uomo ha percepito della realtà e quello che ha successivamente elaborato in sé.
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mercoledì 27 luglio 2011

Alba

La città si svuota, fresca Milano del luglio 2011, e
le parole rimangono attaccate alla bocca, diffondendo
all'interno un dolce sapore di novità e attesa.
Il tempo svanisce nella partenza: è in atto
un nuovo viaggio verso me stessa,
nella terra che amo,
lontana da qui,
battuta dai venti assolati del Mediterraneo.



















Ma ancora Milano dorme,
sospesa nell'alba incerta dell'oggi.
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sabato 16 luglio 2011

L'amore è eterno finchè dura



L'amore è eterno finchè dura è
 il titolo di un film che ho visto l'altra sera, una
commedia interpretata dal grande
Carlo Verdone, ed è anche una grandissima verità.
Ascoltate bene queste parole:

                                                                           

Perchè dobbiamo fare finta di essere forti?
Forse perchè non vogliamo ammettere a noi stessi che
l'amore tra due persone è limitato nel tempo e nello
spazio? O forse perchè ci illudiamo che l'amore sia
qualcosa di permanente e immutabile, capace di
resistere alle dure prove della vita o del matrimonio?
Perchè essere imprigionati nei grandi castelli che
abbiamo costruito, quando ormai essi sono solo
prigioni di noi stessi?
Perchè non liberarsi dall'idea dell'amore e tornare
a far l'amore?
Perchè non salvarci da essa, ricominciando da
zero?
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mercoledì 13 luglio 2011

Ricavare bioplastica dai rifiuti del giardino

La plastica è uno dei rifiuti solidi che, nella maggior parte dei casi, non è facilmente riciclabile ed inoltre non è biodegradabile.



Per questo motivo, i ricercatori dell’Università della Florida hanno studiato approfonditamente i componenti di questo materiale, scoprendo un modo per ricavare plastica naturale dai rifiuti del giardino.
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domenica 10 luglio 2011

Saudade

Domenica sera sotto questo cielo di Milano,
caldo, afoso e ora, nuvoloso, gravido di
violenta pioggia estiva. In arrivo un temporale,
tuoni e fulmini provengono da laggiù,
da quello che da anni ormai chiamo il mio
orizzonte, ma che, in realtà, è l'ultimo
aggregato di casa dove si interrompe
il mio sguardo imprigionato nel troppo
cemento della mia città.



Guardo lassù: il cielo quasi sfiora la mia
testa, tanto è carico di acqua. Sembra
quasi per partorire qualcosa di nuovo.
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venerdì 8 luglio 2011

Il taglio, terza parte

PER LEGGERE LA PRIMA PARTE

PER LEGGERE LA SECONDA PARTE


Il mietitore di Van Gogh.

Quella donna, però, sapeva che non si può
vivere solo di sogni, restando fermi in un
punto, attendendo un miracolo. Ed era da
troppo tempo ferma su sè stessa, aveva
bisogno di iniziare una nuova vita e una
nuova vita si inizia sempre con un rito.
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giovedì 7 luglio 2011

Il taglio, seconda parte



(PER LEGGERE LA 1° PARTE)

Il silenzio intorno a loro aveva qualcosa di surreale,
quasi lo stesso sommesso sospiro di campagna.
Le tapparelle della loro casa erano chiuse per fare
ombra, e quell'ombra rendeva la loro interiorità
ancora più appartata e protetta.
La donna decise che era venuto il tempo di
cambiare qualcosa in lei. Aveva trascorso un
lunghissimo e ininterrotto periodo a pensare
alla mietitura, ma l'inverno era stato lungo e
aveva portato molta pioggia, poca neve,
tanto freddo.
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mercoledì 6 luglio 2011

Il taglio



Nei campi coltivati della pianura lombarda,
dove il sole si annida luccicante negli anfratti silenziosi dei paesini
silenziosi, immobili e quasi inanimati, durante l'ora della canicola,
il grano veniva finalmente reciso e raccolto, splendente nel suo
color miele. Il senso di leggerezza dell'estate, che inesorabile
avanzava, passava proprio attraverso il rullio
dell'antica mietitrebbiatrice.
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venerdì 1 luglio 2011

Frammento urbano

Dopo aver letto il mio racconto breve L'abbaglio, un'amica di nome Stefania mi ha inviato questa
bellissima poesia urbana.
Trovo che esprima le stesse emozioni che prova la
protagonista del mio racconto davanti
al raggio di sole.














La letteratura ha questa magica facoltà di connettere
le storie e di essere il grande macro-libro
in cui nuotare all'infinito.

Grazie Stefania e buona lettura!
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martedì 28 giugno 2011

L'abbaglio



Guardava assopita fuori dal finestrino del tram affollato.
Un raggio di sole entrò improvviso in quel non-luogo
in movimento, quel mondo nevrotico e confuso,
sospeso su due binari e
vagante per la città.
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lunedì 27 giugno 2011

Il magico mondo dei libri













Grazie ad un amico, questa sera, su Repubblica.it
ho letto questa intervista a Roberto Roversi.
Mi è piaciuto molto leggere le parole di questo
grande intellettuale del nostro tempo.
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domenica 26 giugno 2011

Un varco nel cielo

La sera scende placida e calda sulla mia città, incantata dal silenzio
del sabato e della domenica estivi.
Fuori non si muove una foglia:
l'immobilità, la staticità delle sere d'estate strega
ogni cosa.
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sabato 25 giugno 2011

L'UNIONE FA LA FORZA

Una lunga catena
lega
le nostre vite.

Un colore di sole
rallegra
la città.

Una poesia
sfrega
sui muri.

Una vecchia canzone
prega
la Madonnina.

Uno strano vento
strega
Milano.

E la speranza
scivola
su due grandi arcobaleni.

(Manuela Raganati)



















Grazie a S.S.S.di Say Something Smart
per questa bellissima illustrazione.
Questo progetto di collaborazione nasce
dalla voglia di far incontrare le mie
parole alle sue potenti e ironiche immagini
per farle crescere in un inedito dialogo.

Dopo la scelta di un tema comune da
sviluppare, siamo approdati a questa
unione artistica, che, per l'appunto,
spero farà la FORZA!

Spero vi piaccia!
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mercoledì 22 giugno 2011

Tutti gli intellettuali giovani e tristi

Io avevo vent’anni. Quando hai vent’anni, ventuno, ventidue, ventitre, ventiquattro, quello che vuoi dalla gente è che ti parli di te. Quando hai vent’anni, ventuno, ventidue, ventitre, guardi il mondo per vedere come ti guarda. La gente ride quando fai una battuta, ti bacia quando ti avvicini durante una festa? Sì? Ah, ecco allora chi sei. Ma quelle stesse persone, quelle che ridono o non ridono, baciano o non baciano, sono a loro volta giovani, e allora cominci a pensare, se hai venti o ventun anni, se sei giovane, che di loro non ci si può fidare, dei tuoi coetanei, di quegli schizzati dei tuoi amici e delle tue fidanzate: che non sei tu il motivo per cui ti hanno baciato, ma sono loro, è qualcosa dentro di loro, narcisisti che non sono altro, mentre tu gli stavi chiedendo di te, volevi sapere cosa pensavano di te. Adesso non ne hai idea.
(Keith Gessen, Tutti gli intellettuali giovani e tristi, Torino, Einaudi, 2009, p.74)Per saperne di più
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lunedì 20 giugno 2011

L'ostello dentro una botte di vino

Nel nostro itinerario negli eco ostelli più bizzarri non poteva mancare in Olanda il bed&breakfast forse più bizzarro del mondo: il De Vrouwe van Stavoren Hotel a Stavoren.
















Questo Bed and Breakfast offre la possibilità di pernottare in una delle sue stanze minimal, ricavate all’interno di quattro, enormi vecchie botti di vino francese Beaujolais. Un’occasione unica di poter passare una notte romantica, in un’antica botte di legno di rovere, dalla grande tenuta ermetica e dall’incredibile fascino!
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domenica 19 giugno 2011

Mostra su Pasolini in Triennale













La mostra fotografica di Dino Pedriali presenta numerosi scatti interessanti di Pier Paolo Pasolini, l’ultimo Pier Paolo, a pochi giorni dalla sua tragica morte. Sono tutte foto in bianco e nero, esposte da pochi giorni alla Triennale di Milano. La maggior parte sono state scattate presso la sua casa alla Torre di Chia, in provincia di Viterbo, dove l’autore, negli ultimi tre anni della sua vita, trascorse molto tempo a scrivere Petrolio e le Lettere luterane. Questo luogo immerso nella pace medievale della natura viterbese colpì così tanto Pasolini per l’atmosfera romantica dei ruderi antichi e malinconici, sparsi intorno a quel territorio, che decise di acquistare la Torre di Chia, provvedendo al restauro.

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sabato 18 giugno 2011

Recensione di OGNI NOTTE UN SOGNO di D'Ambrosio Angelillo


















Ogni notte un sogno: un titolo efficace per questa nuova raccolta di racconti onirici di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo, fondatore della Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA. Leggiamone qualche brano: «Avevo l’ufficio sotto la metropolitana di Milano. Un tavolo grande e largo e capace. Avevo lì i libri e i quaderni e lavoravo. La gente passava tutt’intorno a me, mi guardava strano e telava. Qualcuno pure mi sorrideva. Molti mi prendevano per pazzo. […] La maggior parte delle persone non bada a me, quasi non mi vede ma io sono in mezzo a loro, in mezzo al popolo di Milano, e per di più nella sotterranea, mi sento davvero il segretario di una delle più grandi anime del mondo, l’Anima di Milano».[1] L’autore in questo racconto, intitolato Il mio ufficio in metropolitana, si dipinge, in poche pennellate, in un piccolo autoritratto biografico. Lo scrittore, per vivere a stretto contatto con la città, ha stretto un rapporto profondo con gli spazi pubblici, con la strada, il luogo degli incontri casuali ed edificanti, quelli che durano pochi attimi e che, seppur fuggevoli, ti lasciano un segno inconfondibile, quello dell’unità nella totalità. Infatti, questo libro contiene più di duecento racconti e svariati filoni tematici che, intrecciandosi, tessono una sublime trama onirica, o forse sarebbe meglio dire surreale. 
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venerdì 17 giugno 2011

Il Jumbo Hostel

L’ostello decisamente più incredibile del mondo, originale proposta per le vostre prossime vacanze estive, se vi ritroverete nel Nord Europa, è il Jumbo Hostel a Stoccolma!
Per la prima volta nella vostra vita potrete alloggiare all’interno di un grande aereo Boeing 747-200, ormai in disuso che, anziché finire in una discarica, è stato recuperato e trasformato in un ostello a basso costo, completamente arredato per il pernottamento.
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mercoledì 15 giugno 2011

Le scimmie e il rimorso

Pochi mesi fa, la notizia della scoperta dell’anello mancante tra la scimmia e l’uomo ci ricordò quanto vicini fossimo, nella scala evolutiva, alle scimmie. Così vicini, eppure così lontani, perchè in realtà non abbiamo una idea precisa di che sentimenti provino le scimmie, di quanto il loro vissuto emotivo sia simile al nostro. Eppure, studi recenti sembrano fare intendere che la struttura emotiva delle scimmie sia assai vicina alla nostra.


Prendiamo il rammarico, per esempio: il rammarico è un sentimento importante, per noi uomini, perché ci consente di ricordarci l’esito negativo di certe nostre azioni, ma spesso, se ossessivo, può essere anche molto dannoso.
Un nuovo studio di neurobiologia, pubblicato da due ricercatori della Yale School of Medicine, ha dimostrato che anche le scimmie provano sentimenti di rammarico, quando capiscono di aver fatto una scelta sbagliata. L’esperimento è stato condotto sulle scimmie rhesus, alle quali è stato insegnata una versione semplificata del famoso gioco della morra cinese.
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martedì 14 giugno 2011

ALI DI BABBO, MILENA AGUS

[…] Anche Abdou è contento e si capisce che dà le lezioni a madame con piacere e non soltanto con i soldi. Le ha detto che lui ha sempre tante preoccupazioni che non si era mai accorto di essere arrivato in un posto fabuleux e gli dispiace quando non conosce le parole che cerca madame. Perché chi aveva mai pensato al mare che cambia colore secondo le stagioni e quando c’è il sole è come spennellato di un turchese a cui si stata aggiunta una punta verde e più lontano invece è zaffiro e più lontano ancora blu notte e attorno gli scogli più bassi celeste neonato?
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lunedì 13 giugno 2011

ANDATE A VOTARE FINO ALL'ULTIMO

NON FIDATEVI DELLE NOTIZIE DEL VIMINALE: DAI SEGGI OGGI NON ABBIAMO ANCORA COMUNICATO NESSUN DATO DI AFFLUENZA, QUINDI STANNO POMPANDO I DATI PER NON FAR ANDARE PIU' A VOTARE. FATE GIRARE! PASSAPAROLA, DIFFIDATE E VOTATE FINO ALLE 15. BATTIQUORUM SI PUO'!!!!
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domenica 12 giugno 2011

Gli occhi di un barboncino



Abituarsi ad un nuovo stile di vita
è davvero complicato. Pensavo fosse
più facile voltare pagina e iniziare,
finalmente, un nuovo capitolo della
mia vita. E' strano come, a volte,
le risposte che cerchi dentro di te
arrivino proprio dall'esterno,
da qualcuno che non ti conosce affatto.


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martedì 7 giugno 2011

CHE FINE HA FATTO AMINA ABDALLAH?!


Leggo sul sito del Fatto Quotidiano questa notizia:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/07/siria-la-ragazza-gay-catturata-dalla-polizia-segreta/116517/

Amina Abdallah è una blogger mezza siriana, mezza americana.
Durante la rivoluzione anti-regime, il suo blog
A gay girl in Damascus
è stato un importante fonte di informazione per la stampa estera.
Amina è sparita. Non si hanno più notizie.
Che fine ha fatto Amina Abdallah?

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lunedì 6 giugno 2011

Mare e sogni


















Ecco un'immagine che stasera mi rilassa.
Ho proprio voglia di dormire e sognare.
Ho proprio voglia di mare...
E domani arriva un po' d'aria di mare a casa!

Buona notte Bho...Bloggers!
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domenica 5 giugno 2011

Green à Porter: la eco-moda













Quando la moda interpreta le esigenze della società e del mondo nascono progetti interessanti, che cercano di comunicare, in modo critico, attraverso capi d’abbigliamento innovativi. Green à porter è un progetto nato dalla collaborazione tra la Regione Emilia Romagna e l’associazione Impronta Leggera per la promozione di moda e sostenibilità, coworking, produzioni a chilometro zero.

La critical fashion di Gàp propone interessanti eco-soluzioni di riciclo e riuso di tessuti destinati al macero e di materiali ecologici, che riducono i costi e l’impatto sull’ambiente. Così, l’atelier ha lanciato una serie di capi green, creati da giovani stilisti estrosi ed originali, destinati a chi vuole indossare capi artigianali, unici ed eco-fashion.

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sabato 4 giugno 2011

Friuli, le piste ciclabili in versione low-cost (Manuela Raganati per Tutto Green)

In Friuli Venezia Giulia è stata progettata la prima pista ciclabile low cost. Questo lungo itinerario di ottantaquattro chilometri, ideato dall’architetto Edo Piantadosi, in collaborazione con Legambiente, collega Tarvisio, un comune sulle Alpi Orientali, alla costa di Lignano Sabbiadoro, seguendo il corso del Tagliamento, uno degli ultimi fiumi alpini naturali.

Il nuovo percorso ciclabile attraversa una terra di confine ricca di fascino, rimasta vergine da costruzioni e insediamenti umani. Inoltre, offre numerose attrattive turistiche, culturali e culinarie che potrebbero favorire lo sviluppo economico del settore turistico della zona.

La Regione Friuli e Legambiente, così, propongono un modello di infrastruttura attrezzata a ricevere in Italia quel nuovo tipo di turismo ecologico, che sta prendendo piede all’estero e che appassiona giovani e meno giovani: il cicloturismo.

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venerdì 27 maggio 2011

Concerto X Pisapia Piazza Duomo Ore 19

Tra poco inizierà il concerto finale della campagna elettorale del candidato sindaco del centro-sinistra, Giuliano Pisapia. Le ultime note che verranno suonate dai molti musicisti invitati chiuderanno le due settimane di campagna politica più infuocate degli ultimi anni qui a Milano. Io voglio esserci, nonostante il pericolo di pioggia. Voglio esserci perchè l'arancione di Pisapia mi fa sognare un futuro migliore per questa città. E voglio esserci perchè voglio vedere quanta gente, come me, è stata coinvolta in questo bellissimo clima di cambiamento. Ieri sera, sono stata a M'illumino d'arancio in Viale Lazio. Era un piccolo evento, ma semplice e vero: un palco, bella musica, qualche comico, tante persone. Bella atmosfera di festa. Una grande Milano che si ritrova nel piccolo quartiere. Umanità. Cerco la Milano delle piccole cose, quelle che si trovano in quei giorni di sole, passeggiando per le strade. Cerco la Milano che parla e che fa venire voglia di parlare con lei. Gli spazi della nostra città sono così belli se li viviamo con un po' di allegria. Iniziamo da qui, iniziamo dalla musica che arriva sempre molto più in là delle parole! E per il resto: votate Pisapia!

(Manuela Raganati)

















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giovedì 26 maggio 2011

Berlusconi a Porta a Porta: scopa nuova, scopa bene!

Berlusconi a Porta a Porta: scende in campo il Premier per risolvere la strana faccenda dei ballottaggi del 29-30 maggio 2011. Impettito, truccato di tutto punto, quasi fosse una starlette dell’avanspettacolo: et voilà Le Chavalier! Parla a ruota libera, esordendo con una bomba esilarante: “Sulla scheda elettorale del primo turno elettorale era così difficile trovare il simbolo dei partiti: ecco perché il mio partito ha preso pochi voti…” Il signor B. prosegue il suo spottone: nessuno dei giornalisti invitati, né tanto meno Vespa, il suo lacchè, riescono ad arginare il prorompente Presidente del Consiglio che con grande ironia, ad un certo punto, se ne esce con: “Scopa nuova, scopa bene!”

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mercoledì 25 maggio 2011

DIARIO ELETTORALE DI UNA GIOVANE VOTANTE MILANESE



Mancano quasi tre giorni al ballottaggio di Milano e tutta la città è in attesa del fatidico risultato finale. Vivo nella città della Madonnina da ventisei anni e mai ho assistito ad un turno elettorale così sentito, seguito e vissuto, quasi fosse un derby scudetto. L’attenzione da parte di tutti, giornali, televisioni e cittadini di altre regioni, è tutta sospesa attorno alla città più ricca d’Italia, la capitale della moda e dell’economia, la roccaforte del centro-destra.

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martedì 24 maggio 2011

Cammina, cammina: un viaggio alla ricerca dell'Unità d'Italia

In tempo di elezioni, è più facile fare riflessioni sull’incapacità del nostro Paese di guardare in una direzione unica.

Ne sono testimonianza gli opposti schieramenti che si danno battaglia alle urne in questi giorni. Sinistra, destra, centro non fanno altro che proporre una litigiosità che mette in ombra addirittura i loro programmi elettorali, cercando di convincere più votanti possibili, senza, poi, riuscire nella maggioranza dei casi a risolvere effettivamente i piccoli e grandi problemi, a campagna elettorale terminata.



Ma chi veramente propone il bene per l’Italia, senza badare solo ai propri interessi?

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Notturno

Una notte solitaria e insonne. La musica.
Le parole. Qualche pensiero che viene e che
va, qualche brivido ancora sulla pelle.
E degli occhi a cui non piace il silenzio della
casa. Strano! Quando si ottiene ciò che si
desidera da tempo, non è mai come ce lo
si aspettava... Manca sempre qualcosa,
manca sempre qualcuno, manca il rumore...

(Manuela Raganati)

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mercoledì 18 maggio 2011

L'eco roulotte Rolling Stone: piccola e ad impatto zero (Manuela Raganati per Tutto Green)



Lo studio slovacco Nice Architects dev’essersi ispirato a Bob Dylan quando ha dato il nome a questa singolare eco roulotte a forma di pietra. Infatti, questa piccola capsula abitativa si chiama Rolling Stone ed è esternamente ricoperta da una superficie realizzata in alluminio riciclato, che permette di riflettere l’ambiente circostante, favorendo l’integrazione della struttura con il luogo dove è situata.

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sabato 14 maggio 2011

Parola a Pisapia












Ma chi è Giuliano Pisapia, oltre ad essere la speranza
per una nuova Milano?
Parola a Pisapia! (tratto dal sito ufficiale)

Sono nato a Milano, il 20 maggio del 1949. Faccio l’avvocato e vorrei diventare il sindaco della città che amo e nella quale ho sempre vissuto.

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Com'è bella Milano quando piove

Com'è bella Milano di notte quando piove,
com'è bella Milano quando parla di elezioni,
com'è bella Milano quando scivola via come
goccia a goccia su un vetro pieno di fulmini...

Chi sa di non vederti più per tanto tempo,
e ti ha visto già per troppo tempo,
non ti saluta con quell'affetto con cui
si saluterebbe una persona che si sa di non vedere
più per tanto tempo. Non so se mi spiego...

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