lunedì 8 novembre 2010

Via, via vieni via con me...

Stasera ho sfiorato la commozione almeno
tre o quattro volte. Quel senso di stretta
alla gola che ad un tratto ti prende e
ti stritola le emozioni dentro e ti fa
capire che dopo tutto, nonostante tutto,
nonostante più di un decennio di berlusconismo,
nonostante le indegne riforme sulla giustizia,
sull'università, sull'emigrazione, i tagli
sulla cultura e nonostante la poca informazione
di un paese che si professa ancora democratico,
insomma, dopo tutto, sei vivo, sei qui e
porca miseria, quei signori lì, quei
grandi uomini che sono lì a metterci la
faccia, il nome e la vita, sono lì a
ricordarci, una volta per tutte, che questa
'cosa è nostra', ma non in quel senso là che
piace tanto ai colletti bianchi o ai
Sandokan, no... La res publica, signori e
signore, la res publica... La cosa di tutti,
la cosa per cui il mio, il tuo, il suo
trisavolo han combattuto, la cosa che ci
riguarda sì sì che ci riguarda... e sai perchè?
Perchè sta cadendo a pezzi e noi con lei...
Simbolo tragico, quanto è vero:
l'armeria dei gladiatori di Pompei,
rimasta intatta per 2000 anni e... puff!Oggi macerie.

Roberto Saviano stasera mi sembrava un oratore
nel foro antico. Ha detto un paio di cose sulla neccessità
di saper distinguere tra accuse e calunnie che mi
ricordavano un passo della Pro Caelio.
Mi ha fatto sorridere pensare che la storia ritorna
anche per ciò che riguarda le strategie di difesa
di chi è potente e ricco. E sporco...
Chi è sporco getta fango addosso agli altri
pur di difendere la propria persona.

La macchina del fango livella,
la macchina del fango pensa che
ci può uniformare tutti insieme nel famoso
grande calderone... Se tutti virtualmente possiamo
essere attaccati nel nostro intimo, se il nostro intimo
vissuto può essere usato contro di noi da qualcuno
più potente di noi,
forse non è che siamo tutti minacciati da una dittatura
da cui dobbiamo al più presto liberarci???

Concludo con le parole di un ragazzo, un uomo che
ha messo davanti alla sua vita, la verità:

Quando sento che le cose mi vanno male...
quando sento, come a tutti capita,
che non ce la fai
che vanno sempre avanti i peggiori...
quando senti come in questa fase in cui
il governo è già caduto...
il governo è già caduto...
ma si ha paura di fare un passo avanti
perchè si ha paura di diventare bersaglio
della macchina del fango...
quando succede questo,
io penso alla forza e il talento di
Giovanni Falcone
che era il talento e la forza di un uomo
che adorava VIVERE...voleva VIVERE...
e sopratutto aveva un principio che lo guidava
era quello di poter esser felice,
solo se lo potevano essere anche gli altri

e che il diritto, e quindi la battaglia alle mafie
di questo meraviglioso e dannoso paese,
è l'unica premessa per la felicità...
è questo che penso nei momenti più difficili...

(Roberto Saviano a Vieni via con me, RAI3- 8.11.2010)

http://www.youtube.com/watch?v=B-aYnTZ6AX8

Manuela Raganati



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