lunedì 15 novembre 2010

Saviano e il potere del racconto

Le storie d'amore hanno un potere speciale:
sono sempre appassionanti, ti incollano all'ascolto
e incuriosiscono l'animo umano, sopratutto quello
più avvezzo alle emozioni.
Quando queste storie sono raccontate da
Roberto Saviano sembrano favole, ma non favole
per bambini, bensì favole per adulti.

E cosa c'è di nuovo nella favola per adulti?
Nella favola per adulti, il narratore è un testimone
di verità, di fatti. La narrazione è una forte
denuncia travestita da racconto pieno di pathos e
incantamento. Queste storie accentrano
l'ascolto del pubblico sui nuclei fondamentali della storia,
rafforzati da potenti immagini evocate attraverso
continue digressioni. E' uno stile retorico del tutto
efficace perchè permette di informare il pubblico
in modo appassionante e coinvolgente,
accompagnandolo all'interno di questioni molto
complesse e a volte inavvicinabili ai più.

Non mi vergogno a dire che stasera ho imparato
finalmente, una volta per tutte, che cosa sia la
mafia in Italia. Non mi vergogno a dire che la
storia di Piero Welbi, fino ad oggi, mi era poco
chiara. Lo ammetto, è ignoranza mia! Però, credo
che in questo mondo e sopratutto in questo Paese
le cose siano sempre date troppo per scontate.
Così spesso si ha fretta di arrivare alle conclusioni,
spesso non si riflette sulle premesse.

Roberto Saviano inizia ogni sua denuncia che riguarda
la realtà contemporanea con un bel
"Ora vi racconto una storia di...una storia su...".
Da vero scrittore inizia ogni sua argomentazione
con un invito al pubblico ad entrare insieme a lui
in uno spazio di ricezione rappresentato non solo da
un'esposizione di fatti, analisi e interpretazioni
ma anche, e forse sopratutto, da un momento di
emozioni e sentimenti insiti in chiare e profonde
parole. Insomma, Saviano invita i telespettatori
ad entrare in una sorta di spazio letterario.
I monologhi di Saviano creano magia attorno
ad argomenti come la macchina del fango, il Risorgimento,
la mafia o l'eutanasia. Non essendo questi temi
propriamente poetici, questa magia sembra nascere
dalla stessa carica evocativa delle narrazioni di Saviano.
Mentre cita eventi e persone reali, Saviano pensa
già ad essi come fatti e personaggi di una storia
da scrivere o che sarebbe potuta esser scritta
o che potrà esser scritta,
dunque, così ce li presenta: come protagonisti di
romanzi o racconti. E sia chiaro che questo modo
di trattare la realtà per me
è una prerogativa di pochissimi!

La storia d'amore di Mina e Piero è un esempio.
Saviano ci racconta come nasce, dove nasce, come
cresce e con quali terribili difficoltà.
Ma la forza dell'amore può tutto e alla fine
sconfigge anche la morte, tant'è che Piero oggi,
attraverso la voce di Mina, parla ancora.
Questa dell'amore e della morte è una favola
assai antica, quasi senza tempo. Ma quando
si riesce a spiegare la realtà attraverso una
storia dai toni magici,
questa storia ti entra dentro e non se ne va
più
, come dice il buon Saviano per l'appunto.

Concludo con questa citazione che credo che
dopo la puntata di stasera di Vieni via con meabbia ancora più senso:

"Nelle fiabe non si insegna ai bambini che esistono
i draghi, quello lo sanno già...
...si insegna ai bambini che i draghi
si possono sconfiggere. Ed è quello
che fanno scrittori come Saviano.
Non dicono che la mafia c'è,
ma dicono che la mafia può essere sconfitta."

(R.Benigni a "Vieni via con me" dell'8/11/2010 su RAI 3 )

Manuela Raganati


2 commenti:

  1. Con tutto il rispetto per Saviano e Fazio che stimo (soprattutto quest'ultimo), ho avuto modo di vedere qualche pezzo di "Vieni via con me" e ne sono rimasto colpito. Negativamente.
    Televisivamente parlando l'ho trovato particolarmente lento, noioso. Mezz'ora di fila di monologo di Saviano, ottimo oratore per carità, è francamente troppa. Forse dei ritmi più veloci (effettivamente nella seconda puntata è andata meglio) non guasterebbero.
    Dal punto di vista dei contenuti, così, su due piedi, mi verrebbe da dire che è un programma infarcito di retorica. Ma ho rispetto per l'intelligenza del duo e allora preferisco pensare che sia un programma "furbetto" che ci racconta storie come quella dei poveri Welby ed Englaro per fare leva sui sentimenti di chi ascolta. Certo, nulla di nuovo all'orizzonte della tv ma da Fazio qualcosa di più me l'aspettavo.
    Un'ultima considerazione anche sulle affermazioni relative alla Lega ed alla collusione con la mafia. Forse saviano è (comprensibilmente) ossessionato da un argomento che paradossalmente l'ha reso celebre ma se fosse vero (e non mi stupirebbe, tanto lo fanno tutti!) perchè Saviano non rivolge le sue accuse di fronte ad un magistrato piuttosto che davanti ad un succulento pubblico di 9 milioni di persone?
    Manu, ti chiedo scusa se sono andato un po' fuori tema ma mi faceva piacere esprimere le mie sintetiche impressioni su una pagina molto bella, piacevole e densa di cultura (la tua, non la mia).

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  2. Caro Enry, grazie mille per questo contributo. Ho deciso di risponderti con un post perchè ho avuto la necessità di risponderti su alcuni punti che ritengo importanti e sui quali non ero d'accordo. E mi sono accorta che ho scritto troppo per lo spazio di un commento!
    Non voglio aprire nessuna polemica, voglio solo dialogare :-D e mi fa piacere che tu intervenga...Grazie.

    RispondiElimina

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