martedì 16 novembre 2010

Dibattito su Vieni via con me: risposta ad un lettore

Caro Enrico, grazie innanzitutto dell’attenzione e del commento lasciato al precedente post! Mi fa piacere che tu abbia lasciato qui le tue impressioni sul programma Vieni via con me di Fazio e Saviano. Sono contentissima che il BHO…BLOG possa essere anche uno spazio di dibattito e confronto, perché è proprio attraverso il dialogo e lo scambio dei punti di vista che si cresce e, concedimi l’afflato retorico, che cresce il Paese. Inoltre mi dai l’opportunità di ampliare il discorso che ho affrontato nel post.
Detto questo, veniamo al dunque!

Primo punto: la Retorica.
Cito da Wikipedia che, a sua volta, cita da R.Barthes: “La retorica (dal greco ῥητορικὴ τέχνη, rhetorikè téchne, «arte del dire») è l’arte di parlar bene, la disciplina che studia il metodo di composizione dei discorsi, ovvero come organizzare il linguaggio naturale (non simbolico) secondo un criterio per il quale ad una proposizione segua una conclusione. Sotto questo aspetto essa è un metalinguaggio, in quanto cioè un «discorso sul discorso».
Ecco,secondo me, la retorica non è qualcosa che dobbiamo disprezzare a priori, non è sempre un mezzo di cui dobbiamo diffidare, non sempre ci deve mettere in allerta davanti all’oratore che ci parla, come se egli volesse a tutti costi convincerci e obbligarci a sposare la sua idea, o peggio ancora, a comprare un prodotto.
Questo perché?
Cito nuovamente R.Barthes: “Da un lato la retorica studia come organizzare e strutturare un’orazione (parte che potremmo definire “sintagmatica”); dall’altro, essa si occupa anche del cosiddetto ornatus, cioè di tutti quei procedimenti stilistici (figure, tropi, colori in generale) che servono ad ornare il discorso così da renderlo più gradevole e quindi più efficace (parte “paradigmatica”). Dunque, per me la retorica è la componente su cui si fonda tutto il programma di Fazio e Saviano e ciò che ho scritto nel post ‘Saviano: il potere del racconto ’ si ricollega proprio a questa capacità naturale e innata di Saviano a raccontare, assumendo un tono molto recitativo e organizzando le parti del discorso in modo molto efficace e persuasivo. Si, ma che male c’è?
Analizzando i contenuti del programma, io non vedo dove vi possa essere un tentativo di strumentalizzazione del pubblico.
Cito da R.Cardazzo in questo sito http://www.ilcounseling.it/articoli/persuasione.htm : “Se generalmente la persuasione viene vista come un artificio subdolo, essa può benissimo essere vista anche da un lato più accettabile. Nel suo libro L'arte di persuadere, Massimo Piattelli Palmarini propone un'accezione non negativa della persuasione. Egli sostiene che "quando una volontà, un'intenzione, una credenza, o una decisione, devono trasferirsi da una mente a un'altra, allora si devono innescare, sul momento stesso, moti convergenti nell'una e nell'altra", e da qui prende lo spunto per affermare che "per sua natura intima, l'arte della persuasione è un esercizio lieve. Aborrisce i mezzi pesanti. È lecito esercitare un certo ascendente, ma non fare appello al principio di autorità. L'autorità, non a caso, subentra quando la persuasione non basta....il persuadere esclude non solo la minaccia e il ricatto, ma anche mosse sleali come l'appello alla pietà o alla cieca fiducia. Di nuovo, se si deve ricorrere a questi espedienti, significa che la persuasione non basta. La persuasione può tollerare, invece, la lusinga, l'adulazione, il mettere in guardia contro futuri dolori o la suggestione di futuri piaceri, l'ambiguità, il presupposto non detto, la conseguenza non dichiarata".
Dunque la persuasione non è un'opera di convincimento, che si propone di "indurre" qualcuno ad agire contro la propria volontà, facendo leva su meccanismi molto più potenti, nonché lesivi della libertà dell'altro, fino a tollerare la minaccia, il ricatto, il ricorso al senso di colpa, la corruzione, e così via. Si tratta invece di un atto che comporta sempre una scelta, un esercizio di libera volontà, significa, cioè, indurre un cambiamento dell'opinione altrui solo per mezzo di un trasferimento di idee, un passaggio di puri contenuti mentali.
Per concludere con le parole di Piattelli Palmarini, "non si può persuadere uno, che so io, a vedere, a sapere, ad arrivare. Lo si può persuadere, però, rispettivamente, a guardare, a studiare, a partire. Persuadere implica che la persona sia libera non solo di volere, di agire, ma anche di pensare, di credere, di decidere."

Questa è la democrazia: parlare, ascoltare, persuadere, scegliere, dissentire e, perché no, cambiare canale. Credo che Vieni via con me abbia così tanto successo perchè nel programma si dimostra di non aver paura di esprimere le proprie idee e si ricorda a questa Italia che è ancora possibile parlare, anche se hanno fatto di tutto per imbavagliare le critiche a questo governo. Io credo, poi, che le tematiche che sono state scelte da Saviano siano state meritevoli di attenzione e approfondimento, molto più di altre di cui siamo bombardati quotidianamente. Insomma, davanti alla questione della mafia, non c'è retorica che tenga, ahimè.

Secondo punto: l’ossessione della mafia.
Pubblicando il suo Gomorra, Saviano più che celebre, è diventato un mirino della mafia. Io lo ringrazio per la sua 'ossessione', perché oggi siamo tutti a conoscenza di cose che prima non sapevamo. E lo ringrazio perché oggi vive sotto scorta per aver detto quelle verità. Io credo che dovremmo tutti, destra, sinistra, centro, nord, sud, ovest, est, esser grati di ciò che ha detto e scritto il signor Roberto Saviano perché ogni parola che pronuncia sulla mafia, rischia non di fargli perdere audience, ma di fargli perdere la vita.

Terzo punto: Maroni. Ora, se la presunta collusione di certi esponenti leghisti, è stata ritenuta un’accusa infamante, è giusto che Maroni abbia dissentito. Però attenzione! La replica vuole essere televisiva. Anche Maroni non ha querelato Rai 3 o Saviano, ma ha chiesto di intervenire davanti a quel succulento pubblico di 9 milioni di persone. Già, perché persuadere dovrebbe essere un compito anche della politica. Ma spesso i politici fanno un uso strumentale della persuasione, un uso del tutto lontano dall’uso retorico di cui ho parlato prima. Ne è riprova che lo spazio per i discorsi politici sempre di più non è il Parlamento, dove ci si azzuffa e si fanno leggi e leggine per i ricchi e potenti d’Italia, ma la televisione. Il discorso di uno scrittore in televisione prende gli applausi o i fischi del pubblico, fa alzare lo share, fa discutere, dibattere, riflettere, (come d'altronde, stiam facendo noi adesso qui)ma quello di un politico è chiaramente finalizzato a prendere voti, a consolidare un potere, a far tacere le critiche che forse, forse non sono proprio campate in aria. Infatti leggo dal Corriere della Sera, la replica di Saviano:«Sono stupito e allarmato dalle parole del ministro Maroni. Non capisco di quali infamie parli. Temo che abbia visto un'altra trasmissione» ha detto Saviano. «Lo invito a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un'inchiesta giudiziaria dell'Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della 'Ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che - ha aggiunto - dovrebbero preoccupare il ministro dell'Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia».

Manuela Raganati


10 commenti:

  1. lo sapevi che è un espediente retorico anche l'uoso dell'etimologia e quello della definizione?

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  2. Ti riferisci al fatto che ho citato una definizione e un'etimologia? Si, comunque si, lo sapevo che sono espedienti retorici. E non ci vedo nessun male sempre per il ragionamento del post.

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  3. Sono stata a guardare e ascoltare il programma. Ovviamente non lo conoscevo. Ti ringrazio per farmelo conoscere. Non solo imparo la lingua che come sai mi piace tantissimo ma anche riesco a comprendere meglio la società italiana e ripenso alcune idee un po' sbaglaite viste da fuori.
    Un bacio. Teresa.

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  4. Ciao Teresa, è bello che da un altro paese,tu possa e voglia seguire una trasmissione che si occupa di molti problemi della società italiana!Parli di idee sbagliate viste da fuori. Ce ne vorresti parlare? Che cosa si vede o si sente da fuori?
    Un bacio.

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  5. PUNTO UNO. E' vero. La persuasione è uno strumento squisitamente democratico. Quando parli di quella sintonia di rimandi e richiami emotivo-metaforici tra l'oratore e l'uditore, è verissimo ed è proprio lì che lo stile trova il suo grembo fertile. Io però la retorica di Saviano&co l'ho trovata deludente proprio su questo piano e così, con la mediocrità dello stile, anche i contenuti sono naufragati, privati di ciò che avrebbe potuto tenerli coesi in simpatica coerenza.
    PUNTO DUE. Il sig. Saviano ha scritto di mafia. Ha denunciato nel modo in cui l'ha fatto e si è messo in condizione di pericolo. Il suo bel faccione dallo sguardo penetrante ha sfilato per tutto un natale nelle librerie di tutta italia sul retro copertina dei suoi libri stampati, firmati e targati ormai best sellers. Saviano gira ora sotto scorta. Saviano sta, presumo, anche accumulando un discreto gruzzolo. Saviano il campano lo sa come il mondo va, è scaltro. Sparirà al momento giusto e forse potrà vivere pure di rendita per qualche anno. Tutto questo però non importa perchè: Saviano non è un eroe. E' un giornalista che ha raccolto testimonianze e documenti e poi le ha assemblate. Non si è infiltrato e neppure ha impiegato le mani, il suo corpo è rimasto puro (d'una purezza che però forse a Pasolini avrebbe fatto storcere il naso). Saviano sotto questo aspetto non è una persona autentica.
    PUNTO TRE. I politici ormai non conoscono più la verità delle cose e di se stessi. La politica, crollate le ideologie, ha perso le stelle del cielo e con esse la propria rotta. Ok. Ma c'è dell'altro. E questo è la spaventosa bruttezza della retorica cui si è affidata. Corrotto lo stile si corrompe la mente e con essa i contenuti.
    PUNTO MIO. Bisogna fare attenzione alla passione dell'entusiasmo. Porta sempre inganno con sé.
    Ciao a tutti.

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  6. Ciao Matteo, grazie dell'intervento. Credo che ognuno abbia una 'soglia di attesa' diversa sulle cose, a seconda della quale organizza il proprio giudizio positivo o negativo. Son certamente d'accordo con te che non bisogna mitizzare, farsi prendere dai facili entusiasmi e tutto. Anche sul fatto che Saviano non sia un eroe autentico perchè non si è 'sporcato' le mani. D'accordo. Però non sempre serve esser 'eroi con la pistola in mano' per scrivere un libro (che, oserei dire, è solo un fatto positivo che sia diventato un best-sellers! Questo significa che sono in molti a volere essere informati sulla camorra!)come Gomorra. Io credo francamente che ci voglia coraggio, tanto coraggio, a scrivere, a parlare apertamente davanti a 9.000.000 di telespettatori, di mafia, così come a indagare e a combatterla sul territorio. Sono tutti modi per opporvisi, senza averne paura, senza temere la 'morte', senza lasciarsi catturare.

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  7. pasolini a sabaudia

    http://www.youtube.com/watch?v=e6ki-p1eW2o

    è tardi, ora questo solo, domenica si riposa..

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  8. :-D Grazie Matteo per aver segnalato questo link dell'intervista di Pasolini sul potere omologante della civiltà dei consumi, girata sulle dune di Sabaudia nel 1974. Quando vedo queste immagini, non riesco a non pensare a quanto sia mancato in Italia questo uomo, questo intellettuale, questo scrittore...

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  9. Accidenti!
    Non pensavo di scatenare tutto questo putiferio!
    Sono felice però che questa pagina sia diventata un'interessante punto in cui convergono idee diverse.
    In questi giorni ho seguito l'evoluzione del "dibattito" ma mi sono astenuto dal commentare perchè la mia opinione l'avevo già espressa.
    Stasera, come credo la maggior parte di voi, sarò davanti alla tv per seguire (tra una camicia ed un pantalone adagiati sull'asse da stiro)la terza puntata, alla ricerca di nuovi spunti su cui disquisire questa settimana.
    E.

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  10. Ciao Enry! Non sai quanto anche io sia felice che questo programma, prima, e questa pagina, poi, siano diventati un motivo per discutere e approfondire vari punti di vista! Devo proprio ringraziarti per aver dato il via a questo bellissimo 'putiferio'! Grazie a tutti del contributo. E a te Enry, grazie di seguire sempre con fedeltà il BHO...BLOG! Ma sopratutto per stasera buona visione e buona ramazzata time! Anche io seguirò il programma in sala con i miei. E non ci sarò per nessuno!Evivva i lunedì sera di Vieni via con me!

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