Passa ai contenuti principali

Ri-letture: IL CAPPELLO A TUBA. [Chapter 1]

“Rivoglio gli acquerelli di quando ero piccola!”
esclamò rabbiosamente Matilde, quel giorno.
Un senso di solitudine si alimentava dentro lei,
anche se non riusciva a comprendere da cosa fosse causato
e quando fosse iniziato.
Era insolito vederla arrivare con quel broncio in viso.
Erano mesi che il suo sorriso non smetteva un attimo di splendere.

Matilde, 19 anni, ragazza dai contorni ben marcati:
come un ritratto di Manet, la sua figura si stagliava
nel chiaro-scuro di quel ‘Cafè du Impressionism’,
in cui a quei tempi andavamo ogni pomeriggio.
Lì ci conoscevano tutti e si era creato quel piacevole
clima familiare che solitamente non era facile trovare
nei locali di Milano.
Chiacchieravamo molto e qualche volta finivamo anche a
filosofeggiare, senza arrivare mai ad una certezza.

Matilde era sempre là in mezzo,
con quel suo scialle lilla che dava al suo volto un accento
di velato colore che si mischiava
a quelle gote già rosse per il freddo.

Quel pomeriggio d’autunno, l’aria fresca e il grigiore di Milano
creavano un’atmosfera a dir poco surreale:
era facile, dopo aver guardato il cielo, sentir dentro di sé
un vuoto incolmabile che prendeva forme strane e inspiegabili.
Non c’è da meravigliarsi, in quella città succedeva di tutto,
in quell'epoca!

Aspettavo Matilde per il nostro consueto caffè delle cinque.
Avevo intenzione di parlarle di quel groviglio di amarezza
che faceva da sfondo ai miei ultimi pomeriggi.
Stavo davvero male, avevo bisogno di un po’ d’ascolto.
Speravo che almeno lei potesse ridare un po’ di colore
a quel pomeriggio in bianco e nero.

Lei invece arrivò improvvisamente al tavolino dove ero seduta
con un passo veloce e alquanto nervoso.
Si sfilò la borsetta che teneva a tracolla e,
da quel breve movimento incrociato,
s’intuì che qualcosa dentro la turbava.

Esclamò allora,dopo essersi seduta,quella frase così strana:
“Rivoglio gli acquerelli di quando ero piccola!”
Per un attimo rimasi in silenzio,guardandola negli occhi,senza sapere cosa dire.
Nella mia mente mi chiedevo a cosa potesse riferirsi…


[to be continued...]

Commenti

Post popolari in questo blog

10 cose da fare a Milano a Natale 2015

di Manuela Raganati

Quest'anno la nebbia non ci lascia tregua neanche a Sant'Ambrogio e ci ruba tutto il sole e il cielo azzurro. Consoliamoci con un po' di tempo per rilassarci e divertirci! E magari viverci le tradizioni meneghine! Ecco una lista di dieci cose carine da fare nei prossimi giorni a Milano. Se ne avete altre da consigliarmi, scrivetemi qui o sulla mia pagina Facebook dopo ovviamente aver lasciato un Like in dono! A Natale siamo tutti più buoni, vero?


1. Obej Obej: in Piazza Castello, abbandonate ogni speranza, voi che entrate e tuffatevi senza paura nella bolgia del mercatino di Natale per eccellenza: gli Obej Obej! Ne uscirete senz'altro infreddoliti e pieni di regali di Natale per la vostra famiglia! Quest'anno sembra che il vero must della Fiera sia il kitchissimo Mocio Mop... Fino all'8 Dicembre.

2. Alter Bej 2015: per ogni mercatino, c'è un contro-mercatino! Al Cavalcavia Bussa, zona Isola, potrete trovare musica e artisti di strada, ba…

Neve su Tavolara Febbraio 2012

di Manuela Raganati

Ieri mi sono arrivate** ancora numerose fotografie dalla bellissima Sardegna, dopo la copiosa nevicata di domenica. Le più belle, ovviamente, riguardano l'isola che amo da quando sono nata, Tavolara. PER CONTINUARE CLICCA QUI...


Lascia che sia

di Manuela Raganati




Lascia che sia, lascia perdere, lascia andare. E respira...

E' questo che ci dovremmo dire nei momenti in cui tutto sembra andare storto.
Dovremmo ricordarci di queste perle di pura saggezza quando piove e proprio non si vorrebbe uscire, quando i piatti nel lavello sembrano un Everest da scalare, quando la Vita ti chiede di dare sempre di più e tu pensi che nel tuo zainetto di risorse le pillole di energia siano finite.

Lasciamo andare, lasciamo che le cose siano, lasciamo che vadano così come devono andare. Adesso.
Ben presto, riusciremo a vedere il lato positivo di ogni cosa.

Allora prenderemo l'ombrello e ci andremo a fare una bella passeggiata sotto la pioggia battente, magari mano nella mano con la persona amata, poi torneremo a casa e guarderemo il nostro lavello pulito e ripenseremo che ciò che poco prima sembrava una grande scalata, in realtà, era solo un piccolo impegno quotidiano.

E allora cercando meglio nello zainetto, ci renderemo conto che il …