sabato 4 settembre 2010

I sassi di Capo Pecora

Ore 3. Sabato mattina. Occhio a palla. Eppure la giornata è stata stancante. Forse è così che ci si sente quando si è soddisfatti di ciò che si è fatto. Il silenzio avvolge il mondo come un coperchio su una pentola. Le palpebre iniziano ad appesantirsi. Domani i piatti si lavino da soli!
E’strano come un paio di scarpe nuove ti possa far sentire diversa. Incredibile il potere delle cose su noi stessi. Uno spera di non essere schiavo del consumismo ed invece si ritrova la spazzatura piena di piatti e bicchieri di plastica. Sporchi. Tra l’altro mi chiedo ancora se vadano nella differenziata. Le pentole invece sono di acciaio inox. Difficili da differenziare. Impossibili direi.
Ultimamente sono avvezza a piccole manie di protagonismo e ad ansia di prestazione. Forse è passato inosservato che sia sempre stata così. L’importante è che non ho nulla da rimproverarmi se non che spesso prima di decidere a prendermi cura di me stessa è necessario che io mi torturi. Masochismo puro?
Camminando sui sassi della spiaggia di Capo Pecora si è concretizzata la mia attitudine a scegliere sempre la strada più complicata e difficile per arrivare alla meta. Come se non trovassi giusto a percorrere la strada più semplice e lineare, mi son trovata spesso a voler salire su sassi pericolosi. Solo grazie ad un bastone sono riuscita a non cadere. Ma non solo.
L’aiuto delle persone che ti stanno accanto è qualcosa che non bisognerebbe tralasciare. In due le cose si fanno meglio. E in tre? Quattro? Cinque? Etc. Non lo so, sono così scettica sull’argomento che non mi voglio dar risposte. Ho capito una cosa però: proprio quando dai un’altra possibilità ad una persona, capisci il perché ti sei allontanato da quella persona.
Pensieri alla rinfusa affollano questa testa ancora accesa a notte fonda. La notte è fatta per dormire, è vero, ma a volte scordo quanto sia bello perdersi nel silenzio di Milano. Una notte è anche fatta per sé stessi dopo una giornata dedicata agli altri. Settembre: l’inizio di un nuovo anno. Troverò il sasso giusto dove mettere il piede?



4 commenti:

  1. molte, molte delle persone che ti stanno accanto, pensavo, che è pericoloso che stiano troppo vicine.
    ci pensavo giusto poco fa, un po' triste, tra un vaneggiar di sentimento ed un giudizio certo - molti, troppi, capita si accompagnino agli altri soprattutto per per..

    ma qui le parole si fermano e la voce comincia a tremare, non è possibile, non può essere...eppure, forse anch'io...

    qui mi fermo e vado alla buona notte,
    buonanotte anche a te..

    (naturalmente non mi posso firmare, pensa un po' che penserebbero quelli che quotidianamente mi stan vicini! :))

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  2. io penso che sia giusto stare vicini a persone che ci fanno star bene. Ognuno poi ha il suo concetto di star bene, concetto del tutto soggettivo, ovviamente. Non credo che molte, troppe persone si accompagnano ad altre per per... Credo piuttosto che molte persone abbiano un gran fiuto nel costruirsi rapporti basati sui loro interessi. E questo fatto dell'interesse, non è una questione da poco, poichè tutti noi ne siamo coinvolti, nel bene e nel male. Credo però che trovare persone con cui si sta bene 'ad infinitum' sia molto difficile. Ed avere la possibilità di ritrovare qualcuno dopo molto tempo, ti fa meglio comprendere le ragioni precise per le quali ci si è allontanati.
    Naturalmente io non posso esimermi dal firmare, ma ti ringrazio, caro anonimo, per essere intervenuto. Buona notte

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  3. ringrazio te per la risposta.

    io sono sempre positivo, propositivo, anche quando, in sere come questa, sento l'assenza di persone che ho allontanato ma che mi volevano davvero bene e me ne vogliono sicuramente ancora. ma in futuro?
    il tempo è gagliardo e i gagliardi ne godono. per gente come me, invece, piccola e "idealista", sembra soltanto crudele.
    certo è che gli amori perduti non tornano -ed è difficile lasciare un amore, seppur persuasi che sia il meglio, senza averne un altro, uno nuovo, pronto ad accoglierci; anzi!, con la sensazione che mai, o per lo meno per molto tempo avanti, altri ce ne saranno.
    quello che rimane in momenti come questo è la speranza, virtù dei poveri ma vizio per i forti, che per la persona allontanata sarà il meglio, oppure per me...per me, per me forse nonc'è...

    maledetta sia la sospirante saggezza crepuscolare, questo passivo affetto decadente.
    benedetta invece sia la gioia, sana e vitale, della saggezza mattutina..
    ma arriverà il sole del meriggio e leverà le ombre dalla strada -e saremo allora faccia a faccia con ciò che semplicemente sta.

    buon notte!

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  4. Si lascia ciò che non si vuole, non si lascia ciò che si vuole. Si vuole quello che ci fa star bene, non ci si allontana da quello che ci piace. Fatti del bene, riprenditi ciò che vuoi. Sarai almeno per un momento felice di te stesso/a. buona notte.

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