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Visualizzazione dei post da Settembre, 2010

Omaggio a... Paul Klee

Tutto ciò che è effimero è solo un simbolo.
Ciò che vediamo è una proposta, una possibilità, un ripiego.
La verità autentica è invisibile.
Nei colori ci colpisce non l'illuminazione, ma la luce stessa.
Luce e ombra: di questo è fatto il mondo della grafica.
La luminosità diffusa e come velata offre più suggestioni
di un giorno pieno di sole.
Lieve strato di nebbia poco prima del sorgere dell'astro.
E' difficile fissare sulla tela questo momento, è così fuggevole.
Deve penetrare nell'anima.
Dato esteriore e visione del mondo
devono diventare tutt'uno.


Paul Klee, 1917

Verfremdung

Cercavo di capire quali fossero stati i suoi passi:
ma l'asfalto è duro,
non permette di lasciar tracce.

Pensa bene e starai bene

Da "La vita è splendica. Pensieri per ispirare ogni tuo giorno."
di Sri Swami Satchidananda
Macro Edizioni- 2004


Fai quello che puoi e lascia il resto alla Natura.
La Natura dice sempre: "Che sia così". Tu dici:
"Voglio essere una scimmia", e la Natura dice:
"Che sia così". "Voglio essere una persona intelligente",
"Sono molto infelice", "Sono stufo di tutto" e qualsiasi
cosa dici, la Natura dirà sempre: "Che sia così".
Quindi, dipende solo da te.
Se continui ad avere pensieri negativi, la Natura dirà:
"Che sia così". Poichè l'hai desiderato, l'avrai.
Ti rendi conto di come devi stare attento con i tuoi
pensieri? I tuoi pensieri vengono confermati dalla forza
cosmica: "Che sia così".
Questa è la ragione per cui si dice:
"Si diventa quello che si pensa".
Pensa bene e starai bene,
pensa male e starai male.
Dipende tutto dai tuoi pensieri.
Qualche volta non pensi male di te, ma del tuo pross…

Ri-letture: IL CAPPELLO A TUBA. [Chapter 1]

“Rivoglio gli acquerelli di quando ero piccola!”
esclamò rabbiosamente Matilde, quel giorno.
Un senso di solitudine si alimentava dentro lei,
anche se non riusciva a comprendere da cosa fosse causato
e quando fosse iniziato.
Era insolito vederla arrivare con quel broncio in viso.
Erano mesi che il suo sorriso non smetteva un attimo di splendere.

Matilde, 19 anni, ragazza dai contorni ben marcati:
come un ritratto di Manet, la sua figura si stagliava
nel chiaro-scuro di quel ‘Cafè du Impressionism’,
in cui a quei tempi andavamo ogni pomeriggio.
Lì ci conoscevano tutti e si era creato quel piacevole
clima familiare che solitamente non era facile trovare
nei locali di Milano.
Chiacchieravamo molto e qualche volta finivamo anche a
filosofeggiare, senza arrivare mai ad una certezza.

Matilde era sempre là in mezzo,
con quel suo scialle lilla che dava al suo volto un accento
di velato colore che si mischiava
a quelle gote già rosse per il freddo.

Quel pomeriggio d’autunno, l’aria fresca e il grigiore di Milano
c…

Invito alla lettura di...

Il BHO...BLOG invita a leggere questo passo dal testo
"Così parlò Zarathustra" di F.Nietzsche, pubblicato dal blog
particellesecondarie.

Prassi o pensiero?

La questione è intricata ma assai semplice.
La questione è: prassi o pensiero?
Il linguaggio arzigogolato del letterato aristocazzico è ormai desueto e poco ascoltato. Le parole del poeta sono solo note armoniche in uno spazio senza tempo.
I sogni di gloria sono solo i soliti feticci lasciati sul comodino dopo essersi svegliati alla mattina presto per...
Per far che?
E qui viene il punto. Si fa per dire, ovviamente, perchè il punto non c'è. Il punto è un segno grafico del tutto astruso: segna un confine astratto tra i pensieri e le parole, ma nella mente, e nella vita, il punto non esiste. Eppure Eliot diceva: "E non chiamatelo fissità,
il luogo dove passato e futuro sono uniti.
Non movimento da né verso,
non ascesa, né declino.
Fuorchè per il punto, il punto fermo,
non ci sarebbe danza e c'è solo danza.
Posso solo dire là noi siamo stati:
ma non so dire dove.
E non so dire per quanto tempo,
perchè questo è collocarlo nel tempo."

Questa è una vaga immagine del punto fermo. …

I sassi di Capo Pecora

Ore 3. Sabato mattina. Occhio a palla. Eppure la giornata è stata stancante. Forse è così che ci si sente quando si è soddisfatti di ciò che si è fatto. Il silenzio avvolge il mondo come un coperchio su una pentola. Le palpebre iniziano ad appesantirsi. Domani i piatti si lavino da soli!
E’strano come un paio di scarpe nuove ti possa far sentire diversa. Incredibile il potere delle cose su noi stessi. Uno spera di non essere schiavo del consumismo ed invece si ritrova la spazzatura piena di piatti e bicchieri di plastica. Sporchi. Tra l’altro mi chiedo ancora se vadano nella differenziata. Le pentole invece sono di acciaio inox. Difficili da differenziare. Impossibili direi.
Ultimamente sono avvezza a piccole manie di protagonismo e ad ansia di prestazione. Forse è passato inosservato che sia sempre stata così. L’importante è che non ho nulla da rimproverarmi se non che spesso prima di decidere a prendermi cura di me stessa è necessario che io mi torturi. Masochismo puro?
Camminando su…