Passa ai contenuti principali

Woga,watsu&co.

Le vacanze ormai sono vicine e questo luglio prosegue nel sfornare giornate bollenti. Cosa c’è di meglio allora di una bella nuotata nell’acqua fresca? Al mare o in piscina, il nuoto tiene in forma e scarica le tensioni. E’ uno degli sport più completi perché in acqua i muscoli lavorano meglio, tonificandosi e favorendo un maggior consumo di calorie. Inoltre tutti gli sport in acqua, grazie all’assenza di carico, prevengono i fastidiosissimi danni alle articolazioni. Infine, il contatto con l’acqua fresca favorisce un miglior flusso di circolazione nelle vene. Però, per chi si è stufato della classica nuotata libera, vi sono tantissimi altri sport da praticare in acqua che basano l’attività acquatica sul divertimento, la meditazione e il fitness. Molti impianti sportivi in città o nelle località balneari di tutta Italia si sono attrezzati ad accogliere queste innovative discipline acquatiche.
Si parte dallal più famosa e ormai classica Acquagym, ginnastica aerobica che si svolge in acqua bassa, con ritmi molto veloci e spesso a suon di musica.
L’Acquastep, invece, prevede l’uso del mitico scalino in piscina, dove l’acqua attutisce le forti sollecitazioni per le articolazioni, pur mantenendo tutti i benefici per i punti critici: polpacci, cosce, glutei. Per le più scatenate, non c’è di meglio che l’Acquaboxing, un’ottima forma di allenamento per scaricare le tensioni, che prevede calci e pugni in acqua, ma senza il contatto corpo a corpo. Gli esercizi fortemente dinamici favoriscono le funzioni cardiocircolatorie e scolpiranno i vostri muscoli! Per le più meditative che cercano il rilassamento in acqua, invece, ci sono due nuove discipline super trendy!
L’Acquapilates, sfruttando i principi cardine del Pilates classico (respirazione, core control, concentrazione e fluidità), con l’acqua che arriva alla vita o appena sotto il petto, permette una maggiore facilità d’esecuzione di esercizi che favoriscono la concentrazione, la respirazione, lo scioglimento delle articolazioni e soprattutto la mobilizzazione della colonna, per una maggiore estensione e flessione, grazie all’attivazione di una vertebra alla volta.
Lo ‘yoga in acqua’ è la traduzione di Woga, una perfetta fusion dei termini water e yoga. Questa disciplina infatti proviene dalla California, nata all’incirca 10 anni fa, quando il fisioterapista Harold Dull, iniziò a far praticare gli esercizi dello yoga in ambiente acquatico, sostenendo che il luogo fosse ottimale per molte discipline di fitness. Praticare le Asana (le posizioni statiche insegnate dall’Hatha Yoga) e controllare il Pranayama, ossia regolando il respiro in modo attento, in acqua è un’esperienza molto bella perché richiede una disposizione acquatica che unita al rilassamento muscolare e all’addolcimento dei movimenti, dona una straordinaria sensazione di benessere non solo fisica, ma anche mentale. Infatti, in acqua i movimenti del corpo creano un inconfondibile suono di dolce fruscio che favorisce maggiormente il rilassamento psichico. L’acqua sembrerebbe dotata di un enorme potere rievocativo che ci riporterebbe alla mente sensazioni e pensieri, provati inconsciamente nella fase prenatale, quando il liquido uterino ci avvolgeva proteggendoci e coccolandoci, ai primordi della nostra vita. Tramite la pratica dello Woga è addirittura possibile superare la paura dell’acqua.
Infine, per raggiungere la pace dei sensi e l’estasi totale, ci si potrà concedere un meraviglioso massaggio Watsu. No, nessun errore, si chiama proprio così! Si tratta, infatti, di un massaggio Shatsu condotto in una vasca d’acqua tiepida da uno ‘watsuer’, il massaggiatore in acqua, appunto. Avvolti in un’atmosfera estatica con le luci soffuse e il tepore dell’acqua, verrete sottoposti ad un indimenticabile massaggio che vi condurrà in un stato di completo rilassamento muscolare e mentale, simile al sonno profondo. Quindi, quest’estate non siate pigri: non perdete l’occasione di sperimentare queste nuove discipline, tornando al vostro autentico stato di natura: l’ACQUA!















(In collaborazione con Sportàporter)

Commenti

Post popolari in questo blog

30 aprile...sei anni dopo

Passa il tempo, quasi non distinguo quanto.
Questa data è sempre un misto di emozioni.
Colleziono 30 aprile per ricordare un ragazzo
che ci ha lasciato davvero troppo presto.
Lo conoscevo poco, ma mi è bastato poco
per capire quant'è ingiusta a volte la vita.
Forse è proprio quel 30 aprile che ho capito
quanto fosse triste la perdita di un amico,
anche se non era proprio un mio amico,
ma Alessio era amico di persone a cui,
tutt'oggi, voglio molto bene.
Nonostante lo abbia
frequentato solo un paio di sere a Roma,
bhè...sono ancora qui a scriverne...

Il 30 aprile a me piace ricordarlo
perchè in quei giorni in cui andavo ancora al
liceo, la maturità si avvicinava.
Stavo scrivendo una tesina su Salvador Dalì.
Mi ricordo che quando ebbi quella notizia
mi chiusi in camera a piangere.
Anche fuori il cielo pioveva.
La mia vita stava cambiando,
quella di un'altro giovane non sarebbe
mai più mutata...
Un anno dopo scrissi quello che se avrete voglia di leggere
rimane il mio manifesto del 30 aprile (vd.sot…

Amare Milano - Carlo Castellaneta

di Manuela Raganati


Amare Firenze? Facile.  Amare Venezia? Facilissimo. Ma amare Milano?  Cosa c’è nel suo “movimento”, oltre al culto della rapidità e della fretta?
Il senso del divenire. Milano è la combinazione di etnie, dialetti, tradizioni e lingue. È la contaminazione degli spiriti, la voglia di rischio e novità. È una scatola cinese con tante Milano una dentro l’altra: anche dove spicca una bellezza superba, non ama mettersi in mostra. Tipico di un carattere orgoglioso e schivo. Meglio mostrare una faccia diversa per ogni rione: 
dall’aristocratica Porta Magenta alla plebea Porta Ticinese, un po’ di Scandinavia alla Città degli Studi e un po’ di Parigi al Sempione Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete che amano essere scoperte. 
Milano appartiene a questa specie, al punto che riesce difficile stabilire le ragioni del suo fascino. Io credo che esso consista anzitutto nella sua “classe”, né più né meno come avviene per certe donne che ci colpiscono per…

Metoo e femminismo: il manifesto di Marina Terragni

di Manuela Raganati


Esce per Sonzogno, Gli uomini ci rubano tutto. Riprendersi il corpo, il femminismo, il mondo un libro-manifesto che approfondisce le tematiche attualmente tanto in voga su quotidiani online e show televisivi. Marina Terragni 
A che punto è la battaglia femminista? Apparentemente avanza su molti fronti. Basti pensare al movimento #metoo, che ha messo sulla difensiva migliaia di uomini potenti. O al grande discorso ai Golden Globe di Oprah Winfrey («il tempo della brutalità maschile è scaduto»). O alla marcia mondiale delle donne per protestare contro l’elezione di Donald Trump. Ma proprio mentre il dominio patriarcale sembra simbolicamente vacillare, per le donne in carne e ossa – dice Marina Terragni – le cose non vanno affatto bene: gli indicatori materiali (salute, lavoro, stipendi, giustizia) sono tutti negativi, mentre crescono i numeri della violenza sessuale e la politica non è stata mai tanto misogina. Dopo un secolo di femminismo, il bilancio lascia ancora a …