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Lo snorkeling

Oggi ho proprio voglia di soddisfare un desiderio che aspetto di realizzare da un anno!

Oggi mi butto in acqua e non ci sono più per nessuno. Stacco cellulare, telefono, chiudo il pc e prendo il largo con la mia maschera da sub, il boccaglio e le pinne.

Ho voglia di prendere un po’ di tempo per me, in mezzo alla natura, ritrovarmi a contatto con un altro mondo, un mondo pacifico e silenzioso, eppure sempre in movimento. Inizio a pinneggiare veloce verso gli scogli, dove posso incontrare più fauna marina. Anche se nuoto in superficie, guardando il fondale dal vetro della mia maschera, scopro già i suoi segreti.

Le conchiglie adagiate sulla sabbia sono la tana di qualche granchio o paguro. Le stelle marine rosse e bianche decorano il mare, ricordandomi quanto ne andavo matta da bambina. L’azzurro dell’acqua è attraversato, qua e là, da qualche castagnola in cerca di cibo. Sono immersa in un universo di pace, lontana dalla gente ammassata sulla spiaggia e dal fastidioso chiacchiericcio quotidiano.

Attraverso lo snorkel, il boccaglio, respiro profondamente. Questa è una delle cose che amo di più dello snorkeling: ascoltare il mio respiro che entra ed esce, entra ed esce, costantemente, senza mai fermarsi, a volte seguendo proprio il ritmo dell’onda. I pesci di scoglio all’inizio sembrano scontrosi, ti guardano e scappano in qualche tana. In realtà, ti osservano da lontano e ti studiano. Se capiscono che sei una minaccia, rimangono nascosti, altrimenti tornano a nuotare liberi nel loro mare. Il fucile subacqueo, una volta, era molto usato in questo sport.

Serviva nella pesca in apnea per catturare pesci di medie e grandi dimensioni, ma anche nello snorkeling per pescare qualche polpo, triglia o sarago. Attualmente, invece, l’uso del fucile è in molti mari vietato, soprattutto vicino alle coste. Infatti, negli ultimi dieci anni, sono stati creati molti parchi marini, ossia vaste aree salvaguardate e protette, dove sono vietati molti sport acquatici come lo sci nautico e la pesca subacquea, appunto.

Per questo, ultimamente, lo snorkeling è considerato un vero e proprio sport che avvicina l’uomo ai pesci senza un secondo fine utilitaristico. Il vecchio predatore si è trasformato in osservatore estatico, davanti ad un paesaggio dalle mille forme: le pianure di sabbia lasciano spazio a grandi canyon pieni di alghe, i fiori del mare. A seconda della luce solare, i colori cambiano sfumandosi in tinte che vanno dall’intrigante verde al limpido azzurro dell’acqua.

Tutto sembra in perfetta sintonia, anche se le ferree leggi della natura regolano anche questa vita. Infatti, i branchi di pesci si contendono il plancton, i più grandi vincono sui più piccoli e le carcasse di molluschi morti diventano, niente meno che, conchiglie. Ma nuotare in ‘’questo piccolo mondo antico’’ è davvero un’esperienza ricca di belle emozioni: sentirsi un pesce tra pesci è come immergersi nel ventre marino, facendosi cullare nel profondo.

Al di là della poesia del momento che, certamente ognuno di noi vive a suo modo, lo snorkeling è uno sport che coniuga la scoperta del mare all’attività fisica ed è ottimo per rimanere in forma divertendosi. Infatti, pinneggiando nell’acqua fresca, si bruciano molte calorie e si attiva la circolazione sanguinea. I muscoli si tonificano e la schiena si abbronza moltissimo grazie al riverbero dell’acqua.

Non dimenticatevi, quindi, di mettere un po’ di crema anche se state molto tempo in mare! Che inizi l’avventura nel profondo blu, allora! Sempre con una consapevolezza, però: con il mare non si scherza!
















(In collaborazione con Sportàporter)

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