lunedì 19 luglio 2010

Mens sana in corpore sano

Il BHO… BLOG va in vacanza e vi saluta con alcuni consigli di letture interessanti per la vostra estate! Si dice, non a caso, mens sana in corpore sano! Infatti dopo aver a lungo trattato di sport e benessere, fitness e divertimenti, vorrei concludere questo ciclo di post estivi con un piccolo vademecum letterario, una sorta di kit di libri d’emergenza per ogni evenienza!

Se vi capita di ritrovarvi sole perché il vostro ragazzo vi ha lasciate, leggete Tu più di chiunque altro di Miranda July, un libro che le mie amiche mi han regalato l’estate scorsa e che mi è piaciuto molto perché tratta i problemi delle donne con un tono sarcastico e originale. Altro che Sophie Kinsella, credetemi!

Se invece vi siete innamorate dell’istruttore di subacquea e avete il cuore in alto mare, non potete non dedicarvi ad una romantica lettura di Karen Blixen, Ehrengard. E’la storia di un pittore dongiovanni che s’innamora di una bellissima giovane, vergine guerriera. Dopo averla terminata rimarrete incantate sotto l’ombrellone con lo sguardo perso nell’orizzonte.

Se invece siete tra quelle lettrici a cui piace il mistero e non vedete l’ora che arrivi la fine per scoprire il giallo, vi consiglio un racconto di Mario Soldati intitolato La finestra. Non rimarrete deluse da questa storia ambientata nella Londra del dopoguerra che unisce mistero, avventura, amore ed esistenzialismo (non becero).

Siete a due passi dalla riva, al tramonto, e sentite che vi manca l’ispirazione? Non posso che consigliarvi Venti poesie d’amore e una canzone disperata di Pablo Neruda. Vi addolciranno l’anima dopo una lunga giornata di sole!

Se invece andrete in vacanza in Sardegna e avrete voglia di approfondire la letteratura dell’isola, vi consiglio una lettura un po’ difficile, ma molto intrigante e sensuale, La vedova scalza di Salvatore Niffoi. Una terra così dolce e aspra, allo stesso tempo, non può che produrre indimenticabili storie d’amore e morte.

Siete così appassionate di mare che lo vivreste a qualsiasi ora del giorno? Ebbene Oceano mare di Alessandro Baricco vi conquisterà sicuramente per la sua capacità di renderlo protagonista assoluto di una storia senza tempo.

Se invece volete leggere un ‘romanzo di formazione’ ambientato negli anni Settanta, tra le spiagge della Liguria e la città di Milano, con protagonista una giovane ragazza come voi, vi consiglio La spiaggia del lupo di Gina Lagorio.

E se con l’istruttore di sub non è andata, potete consolare il vostro amore per il mare su un bellissimo manuale di fotografia subacquea, come Photo Diver e diventare delle vere esperte di biologia marina con un altro interessante libro pieno di immagini: Pesci marini d’Europa e del Mediterraneo di Egidio Trainito. Così l’anno prossimo tornerete dal vostro istruttore sapendone più di lui!

E ovviamente non dimenticatevi del BHO… BLOG che vi proporrà sempre letture interessanti di ogni genere. Il loft virtuale è aperto sempre a qualsiasi ora del giorno e della notte! Vi aspetto… Pronte le valigie?!

Buone vacanze a tutti.
















(Si ringrazia Sportàporter per lo spazio dedicato al BHO... BLOG,
un grazie speciale però va a LaFra...)
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Lo snorkeling

Oggi ho proprio voglia di soddisfare un desiderio che aspetto di realizzare da un anno!

Oggi mi butto in acqua e non ci sono più per nessuno. Stacco cellulare, telefono, chiudo il pc e prendo il largo con la mia maschera da sub, il boccaglio e le pinne.

Ho voglia di prendere un po’ di tempo per me, in mezzo alla natura, ritrovarmi a contatto con un altro mondo, un mondo pacifico e silenzioso, eppure sempre in movimento. Inizio a pinneggiare veloce verso gli scogli, dove posso incontrare più fauna marina. Anche se nuoto in superficie, guardando il fondale dal vetro della mia maschera, scopro già i suoi segreti.

Le conchiglie adagiate sulla sabbia sono la tana di qualche granchio o paguro. Le stelle marine rosse e bianche decorano il mare, ricordandomi quanto ne andavo matta da bambina. L’azzurro dell’acqua è attraversato, qua e là, da qualche castagnola in cerca di cibo. Sono immersa in un universo di pace, lontana dalla gente ammassata sulla spiaggia e dal fastidioso chiacchiericcio quotidiano.

Attraverso lo snorkel, il boccaglio, respiro profondamente. Questa è una delle cose che amo di più dello snorkeling: ascoltare il mio respiro che entra ed esce, entra ed esce, costantemente, senza mai fermarsi, a volte seguendo proprio il ritmo dell’onda. I pesci di scoglio all’inizio sembrano scontrosi, ti guardano e scappano in qualche tana. In realtà, ti osservano da lontano e ti studiano. Se capiscono che sei una minaccia, rimangono nascosti, altrimenti tornano a nuotare liberi nel loro mare. Il fucile subacqueo, una volta, era molto usato in questo sport.

Serviva nella pesca in apnea per catturare pesci di medie e grandi dimensioni, ma anche nello snorkeling per pescare qualche polpo, triglia o sarago. Attualmente, invece, l’uso del fucile è in molti mari vietato, soprattutto vicino alle coste. Infatti, negli ultimi dieci anni, sono stati creati molti parchi marini, ossia vaste aree salvaguardate e protette, dove sono vietati molti sport acquatici come lo sci nautico e la pesca subacquea, appunto.

Per questo, ultimamente, lo snorkeling è considerato un vero e proprio sport che avvicina l’uomo ai pesci senza un secondo fine utilitaristico. Il vecchio predatore si è trasformato in osservatore estatico, davanti ad un paesaggio dalle mille forme: le pianure di sabbia lasciano spazio a grandi canyon pieni di alghe, i fiori del mare. A seconda della luce solare, i colori cambiano sfumandosi in tinte che vanno dall’intrigante verde al limpido azzurro dell’acqua.

Tutto sembra in perfetta sintonia, anche se le ferree leggi della natura regolano anche questa vita. Infatti, i branchi di pesci si contendono il plancton, i più grandi vincono sui più piccoli e le carcasse di molluschi morti diventano, niente meno che, conchiglie. Ma nuotare in ‘’questo piccolo mondo antico’’ è davvero un’esperienza ricca di belle emozioni: sentirsi un pesce tra pesci è come immergersi nel ventre marino, facendosi cullare nel profondo.

Al di là della poesia del momento che, certamente ognuno di noi vive a suo modo, lo snorkeling è uno sport che coniuga la scoperta del mare all’attività fisica ed è ottimo per rimanere in forma divertendosi. Infatti, pinneggiando nell’acqua fresca, si bruciano molte calorie e si attiva la circolazione sanguinea. I muscoli si tonificano e la schiena si abbronza moltissimo grazie al riverbero dell’acqua.

Non dimenticatevi, quindi, di mettere un po’ di crema anche se state molto tempo in mare! Che inizi l’avventura nel profondo blu, allora! Sempre con una consapevolezza, però: con il mare non si scherza!
















(In collaborazione con Sportàporter)
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domenica 18 luglio 2010

Porta Romana

Porta Romana è bellissima questa mattina.
Sembra un lungo viale settecentesco.
Pochissime le auto parcheggiate, sporadici i passaggi dei veicoli,
silenziosi i passi dei pochi passanti domenicali.

Le strade spaziose e vuote sono spaccate in due: ombra e sole
sembrano contentendersi il presente e il passato.
L'asfalto del marciapiede
è assolato, anche se il sole di questa mattina è ventilato e limpido,
come da tempo non succedeva e l'ombra è immersa in un sogno antico;
il pavè è l'aia di un piccione che becca una rotaia morta.

La casa di fronte mi entra negli occhi addolcendo i respiri.
Una casa di ringhiera, ristrutturata, rosa è cosparsa di fiori verdi.
Qua e là, sembra dipinta da un vecchio pittore.
Il campanile della chiesa sconsacrata, subito dietro,
si libra in cielo, come una
rondine settembrina che fa ritorno nei paesi caldi.

Affacciata alla finestra da dove mia nonna
guardava il mondo in cui era cresciuta,
ricordo i campi al sole di questa vecchia Milano,
ricordo i prati di Boccioni, ricordo la campagna,
ricordo la città che qui finiva.

E ancora, a volte, nelle giornate più assorte,
Porta Romana torna un paesino padano,
immerso nelle sue preghiere festive e
nei suoi silenzi votivi.

Luglio penetra la vita,
porta lontani, lontani da qui, dagli altri, da sè stessi...
Ma la città finalmente respira,
brilla, gioca.

E' ancora
una piccola giostra in piazza
ed io
sono ancora una piccola bambina
su una nave che si allontana.

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venerdì 16 luglio 2010

Woga,watsu&co.

Le vacanze ormai sono vicine e questo luglio prosegue nel sfornare giornate bollenti. Cosa c’è di meglio allora di una bella nuotata nell’acqua fresca? Al mare o in piscina, il nuoto tiene in forma e scarica le tensioni. E’ uno degli sport più completi perché in acqua i muscoli lavorano meglio, tonificandosi e favorendo un maggior consumo di calorie. Inoltre tutti gli sport in acqua, grazie all’assenza di carico, prevengono i fastidiosissimi danni alle articolazioni. Infine, il contatto con l’acqua fresca favorisce un miglior flusso di circolazione nelle vene. Però, per chi si è stufato della classica nuotata libera, vi sono tantissimi altri sport da praticare in acqua che basano l’attività acquatica sul divertimento, la meditazione e il fitness. Molti impianti sportivi in città o nelle località balneari di tutta Italia si sono attrezzati ad accogliere queste innovative discipline acquatiche.
Si parte dallal più famosa e ormai classica Acquagym, ginnastica aerobica che si svolge in acqua bassa, con ritmi molto veloci e spesso a suon di musica.
L’Acquastep, invece, prevede l’uso del mitico scalino in piscina, dove l’acqua attutisce le forti sollecitazioni per le articolazioni, pur mantenendo tutti i benefici per i punti critici: polpacci, cosce, glutei. Per le più scatenate, non c’è di meglio che l’Acquaboxing, un’ottima forma di allenamento per scaricare le tensioni, che prevede calci e pugni in acqua, ma senza il contatto corpo a corpo. Gli esercizi fortemente dinamici favoriscono le funzioni cardiocircolatorie e scolpiranno i vostri muscoli! Per le più meditative che cercano il rilassamento in acqua, invece, ci sono due nuove discipline super trendy!
L’Acquapilates, sfruttando i principi cardine del Pilates classico (respirazione, core control, concentrazione e fluidità), con l’acqua che arriva alla vita o appena sotto il petto, permette una maggiore facilità d’esecuzione di esercizi che favoriscono la concentrazione, la respirazione, lo scioglimento delle articolazioni e soprattutto la mobilizzazione della colonna, per una maggiore estensione e flessione, grazie all’attivazione di una vertebra alla volta.
Lo ‘yoga in acqua’ è la traduzione di Woga, una perfetta fusion dei termini water e yoga. Questa disciplina infatti proviene dalla California, nata all’incirca 10 anni fa, quando il fisioterapista Harold Dull, iniziò a far praticare gli esercizi dello yoga in ambiente acquatico, sostenendo che il luogo fosse ottimale per molte discipline di fitness. Praticare le Asana (le posizioni statiche insegnate dall’Hatha Yoga) e controllare il Pranayama, ossia regolando il respiro in modo attento, in acqua è un’esperienza molto bella perché richiede una disposizione acquatica che unita al rilassamento muscolare e all’addolcimento dei movimenti, dona una straordinaria sensazione di benessere non solo fisica, ma anche mentale. Infatti, in acqua i movimenti del corpo creano un inconfondibile suono di dolce fruscio che favorisce maggiormente il rilassamento psichico. L’acqua sembrerebbe dotata di un enorme potere rievocativo che ci riporterebbe alla mente sensazioni e pensieri, provati inconsciamente nella fase prenatale, quando il liquido uterino ci avvolgeva proteggendoci e coccolandoci, ai primordi della nostra vita. Tramite la pratica dello Woga è addirittura possibile superare la paura dell’acqua.
Infine, per raggiungere la pace dei sensi e l’estasi totale, ci si potrà concedere un meraviglioso massaggio Watsu. No, nessun errore, si chiama proprio così! Si tratta, infatti, di un massaggio Shatsu condotto in una vasca d’acqua tiepida da uno ‘watsuer’, il massaggiatore in acqua, appunto. Avvolti in un’atmosfera estatica con le luci soffuse e il tepore dell’acqua, verrete sottoposti ad un indimenticabile massaggio che vi condurrà in un stato di completo rilassamento muscolare e mentale, simile al sonno profondo. Quindi, quest’estate non siate pigri: non perdete l’occasione di sperimentare queste nuove discipline, tornando al vostro autentico stato di natura: l’ACQUA!















(In collaborazione con Sportàporter)
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martedì 13 luglio 2010

Estate in città

Non solo al mare o in montagna è arrivata l’estate, ma anche nelle città, dove i termometri sono schizzati inesorabilmente sui 35- 40 gradi. E il caldo fa pensare alle vacanze, ma per qualcuno sono vicine, per altri ancora lontane. Chi infatti, come me, dovrà resistere ancora un po’ a studiare e lavorare in città, o deciderà di farsi le ferie in un altro periodo dell’anno, dovrà viversi quello che la natura della metropoli offre in estate per combattere l’afa, per allietarsi i pomeriggi del weekend o semplicemente per esplorare il territorio in cui vive . Ecco, allora, un paio di itinerari interessanti e divertenti dai quali potete trarre spunto per qualche passeggiata in città o in bici.
Il parco è il luogo giusto per trovare un po’ di fresco in una giornata torrida di luglio. Sdraiandosi sotto un albero, all’ombra, potrete gustarvi la lettura di un buon libro, sognando di essere nella fresca e umida Irlanda, per esempio! Oppure potreste intrattenervi con una fashion magazine per affrettarvi ad architettare il vostro look estivo, sorseggiando un fresco succo di frutta. Se invece siete in compagnia, organizzate un pic-nic, dopo il quale vi troverete tutti sdraiati a pancia all’aria per il classico sogno di mezza estate! In città sono facilmente raggiungibili molti parchi: i Giardini Pubblici di via Palestro, il parco Sempione, Lambro, Forlanini. Munitevi di spray anti- zanzara e se volete conoscere nuovi parchi, consultate qualche guida comunale e troverete gli indirizzi di tutti i luoghi verdi della città.
Il bosco in città, per esempio, è nato nel 1974, dopo una bonifica dell’area dove oggi sorge. L’ingresso principale si trova in via Novara. E’ un’esperienza fantastica perdersi nei suoi sentieri, ritrovarsi in silenziose radure battute solo da cavalli, sentire il ronzio delle vespe e fotografare le tartarughe nel lago. Una passeggiata in questo enorme parco equivale ad una scampagnata fuori Milano, solo che ci si arriva facilmente anche in autobus! E’ strano pensare di trovarsi non lontani dall’autostrada o dallo Stadio di San Siro che, qua e là, si scorge da lontano. Ma pur essendo immersi ancora nel tessuto urbano, ci si dimentica prestissimo della città! L’itinerario può proseguire con una passeggiata nei vicinissimi Parchi di Trenno e delle Cave, nei quali incontrerete vecchie cascine e vasti, silenziosi spazi. La durata di questo percorso è di circa un’oretta e mezza in bici e di almeno tre ore a piedi, quindi potrete approfittare della ‘s-cìttadinata’ per fare un po’ di sport!
La bellezza di camminare in città si racchiude misteriosamente nella possibilità di imbattersi in luoghi o persone sorprendenti che nessuna guida turistica vi può segnalare anticipatamente. Quindi, lasciatevi trasportare dalla vostra città, seguendo tratti di strade sconosciute, perdendovi un po’ all’interno della grande piovra che è Milano, con i suoi tentacoli mai fermi, sempre in movimento, sempre al lavoro per trasformare sé stessa. Ascoltate il cuore della città, per ricordare Savinio, e troverete tutto quello che state realmente cercando!















(In collaborazione con Sport à porter)
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domenica 11 luglio 2010

Ri-lettura: Tavolara, l'isola dell'eterno amore.

Sempre ti guardo,
anche solo nella mia mente…

Dedico a te questa voglia di fuggire
la solita noia invernale.

E penso alla tua immensità
che si staglia sul mio orizzonte.

Esiliata, donna menzognera e illusoria che fosti,
ora giaci nell’infecondo mare
nel tuo ingannevole aspetto.
E ancora cambi
a seconda del luogo in cui ti si guarda.

Passi l’inverno
bagnata dal blu
tua sensuale passione, tua lussuria
che ora ti condanna
alla pietrificazione
pur sempre viva.

Desideravi l’eterno amore,
temevi la morte
con il tuo Mare
avresti voluto sempre giacere.

Ed ora, guardati,
vecchia rugosa incolore,
immobile,
niente più baci
persa ogni sensibilità..

Il tuo corpo, nel freddo abbraccio
dell’onda avvolto,
spuma di godimento,
per sempre nudo.

Il tuo nome è
e sempre sarà Tavolara

e ti si vedrà da molto lontano
perché qui
tutto t’appartiene:
l’alba del mattino,
i gabbiani,
il vento e anche le stelle…

Ma per te nessuna rosa tra i capelli,
nessuna lapide da commemorare,
nessun pianto.
Solo aride rocce e deformità,
questa la triste tua condanna.

Forse un giorno
riaffogherai là sotto
nelle profondità del mare
e
nessuno mai ti vedrà più…

Ma sarai sempre in lui
lui in te
come
in un eterno amore.

*Tavolara:
è un'isola di 5,9 kmq della Sardegna nord-orientale, nella regione storico-geografica della Gallura, appartenente ai comuni di Olbia e Loiri Porto San Paolo nella provincia di Olbia-Tempio.
L'isola si presenta come un maestoso altopiano calcareo-granitico a picco sul mare, di forma grossomodo rettangolare lunga circa 6 km e larga 1 km;raggiunge una quota massima di 565 metri e alle estremità presenta due istmi sabbiosi dove sono stati ricavati degli approdi per piccole imbarcazioni, che collegano l'isola con il porto di Porto San Paolo.

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venerdì 9 luglio 2010

Medley ovvero Il gelato è fashion...

Oggi ho camminato tanto, non a causa dello sciopero,
ma per la voglia di sgranchire (e tornano
ancora i 'granchi', vd.post sotto)
le gambe e la mente, ultimamente un po' fossilizzata
sulle sillabe della metrica latina che proprio non capirò mai!
Lunghe le strade che ci dividono, sotto il sole ancora
più silenziose, nonostante il traffico di Milano, che
a luglio però, è meno caotico del solito.
M'impongo un passo lento, non ho nessuna fretta, nessuna
meta, nessuna stella cometa, come rincarano gli Ustmamo.
Arriverò a casa a che ora? Non importa, l'importante è che
mi sia goduta una passeggiata nella mia città.
Gli alberi stendono un lungo tappeto d'ombra
sul quale io danzo a passo lento sulle mie ballerine,
le 5 euro meglio spese dell'anno! Mi sento stranamente
leggera, come sollevata da un peso, quasi pronta per partire,
anche se è tutto il contrario nella realtà. Ma questa è
la mia passeggiata e decido io cosa pensare e cosa
perdere nel vento, vento metaforicamente immaginato come
il movimento veloce della metropoli, vento assente nell'afosa
realtà. Questo cammino non ha pretese o attese, solo la
sospensione completa del dovere. "Libero com'ero stato ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori..."

Già, sono fuori, fuori dalle mie quattro mura di carta e parole,
fuori da tutto quello che rappresenta la mia scalata,
sono qui fuori, dove la vita scorre, con te o senza di te,
with or without you...
I piedi mi porteranno a casa, ma al loro ritmo! Sentono un vago
desiderio di poggiarsi sull'asfalto, sentono il bisogno di
sentire la terra, liberano anch'essi la voglia di toccare
ciò che hanno sotto di essi. Si dice 'toccare con mano', di solito.
Io dico voglio 'toccare con piede'. Adesso che il sandalo
finalmente s'è rotto, la mia pianta rimette radici nel
suolo da cui è venuta: l'asfalto. Sei un fiore che è cresciuto
sull'asfalto e sul cemento.

La via dei negozi mi attrae per le sue vetrine piene
di vestiti colorati. Mi diverto a pensare a come sarebbero le
vetrine del mio negozio. Pensando al casino del mio armadio,
non potrebbero che essere le vetrine di un negozio dell'usato,
o vintage, che sembra faccia più figo. Ah, per rimanere
in tema di nuove mode: a Milano il gelato è fashion!
Non scherzo, dico davvero! Per quanto il gelato sia da sempre
un intramontabile ingrediente di ogni estate, io non ho mai
visto pullulare così tante gelaterie in giro.
C'è la gelateria biologica,la gelateria vegetariana,
la gelateria mini, la gelateria maxi,
la gelateria inglese, la gelateria in radica, la gelateria moda,
la gelateria zozzona, la gelateria take away o quella con i
tavolini in mezzo ai passanti. Insomma c'è n'è davvero per
tutti i gusti! Ma per una che ci mette mezz'ora solo per
scegliere pistacchio e liquirizia, è meglio andare sul sicuro!
La classica gelateria di una volta che non trovi più neanche nei
paesi di campagna, è quella che all'ora del crepuscolo,
diventa una sorta di centro di aggregazione di un quartiere.
La gelateria di una volta, chiamiamola così, ha sempre
delle panchine davanti perchè il gelato non si può
mangiare senza fermarsi a gustarlo. E laddove si trovano
panchine, troverete degli alberi, se vivete ancora in una città
dove gli assessori e il sindaco pensano prima a voi uomini che
alle macchine. Bene, su quelle panchine, troverete alcuni
anziani che cercano fresco e mangiano gelato in coppetta,
troverete famigliole ecuadoregne di circa sessanta individui cad.
che occupano 3 panchine solo con i passeggini, tutti con coppetta,
perchè è più comoda. Troverete, poi,
l'immancabile ficcanaso che proprio non ce la fa a non
impicciarsi dei fatti degli altri. Lui mangia un cono due gusti.
Ed infine troverete chi si incontra per un bacio e un abbraccio,
ovviamente su un cono da sgranocchiare. "Gelato al cioccolato,
dolce e un po' salato, tu gelato al cioccolato, un bacio al cioccolato
io te l'ho rubato, tu gelato al cioccolato, rimani così
che dolce sei tu"

Torno sui miei passi, ripensando che anche la metrica latina,
d'altronde, è questione di piedi. E allora sul ritmo del distico
elegiaco mi ritrovo già in viale Montenero,
"Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote
ma doppiate.
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare,
lasciami sognare in pace...
Liberi com'eravamo ieri,
dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e
andare fuori..."

Sono arrivata a casa con la mente più fresca,
con un gelatino in panza e con un sacco di
passi lasciati dietro a me da andare a
ricercare presto ma ho dei centimetri di
libri sotto i piedi!

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giovedì 8 luglio 2010

Punti fermi

Una cascata verso l'alto, una marmorea cascata di presente, è
sopra me, come una notte d'estate,
a Milano.

Un vento dal basso, un vischioso vento di passato, è
intorno a me, come un lenzuolo
sulla pelle.

Un pozzo al centro, un medievale pozzo di futuro, è
davanti a me, come un mercante
di sogni.

Un uomo a fianco, un giovane uomo di sempre, è
dentro me, come un verso poetico
nell'anima.


Buona ventura, Caravaggio, 1593- 1594

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martedì 6 luglio 2010

Lo sport dell'estate

Quest’anno, lo sport dell’estate è, senza dubbio, il calcio. Infatti si stanno ancora svolgendo i seguitissimi Mondiali che termineranno l’11 luglio, giorno della finale. E anche se la nostra Nazionale è uscita al primo turno, disputando pessime prove, questi Mondiali 2010 saranno ricordati a lungo per il tanto amato (dai sudafricani) e odiato (dai più), suono delle vuvuzelas! Il Campionato mondiale di calcio, forse è superfluo ricordarlo, è l’evento sportivo che coinvolge più pubblico, in assoluto!
In attesa di sapere quale sarà la prossima squadra Campione del Mondo, possiamo cavalcare l’onda dell’interesse calcistico per divertirci anche noi vacanzieri con il pallone tra i piedi, durante le nostre giornate al mare. Il beach soccer infatti è una disciplina ormai entrata a far parte degli sport ufficiali, da quando la FIFA, la federazione internazionale che governa il gioco calcio, ha riconosciuto questo gioco da spiaggia come una variante di quello normalmente disputato sui campi d’erba naturale o sintetica.
Infatti, si svolgono campionati nazionali ed internazionali di beach soccer. L’ultima Europa League di calcio su sabbia si è svolta nell’estate del 2008 sulle spiagge di Lignano Sabbiadoro. Si gioca in 5 in un campo lungo dai 34 ai 40m e largo dai 24 ai 30m. I giocatori giocano scalzi e gli arbitri, contrariamente dal calcio classico, sono due. La partita dura 36 minuti, divisa in 3 tempi, duranti i quali i giocatori possono essere espulsi a tempo.
Vi sono, inoltre, altre simpatiche varianti dello sport più bello del mondo. Per chi amasse anche il volley, c’è il foot volley, un originale mix tra calcio e pallavolo, o del tennis, se la rete è molto bassa. Lo scopo del gioco è, come nella pallavolo o nel tennis, quello di far passare la palla al di sopra di una rete, ma colpendola per un numero di volte limitato e con le parti del corpo consentite dalle regole del calcio. A livello professionistico si disputa 2 contro 2.

Il jorkyball, invece, combina aspetti del calcio e dello squash e anch'esso si gioca 2 contro 2. Vi sono anche il calcio svedese che si gioca da seduti, e il calcio saponato, simile al calcio a 5 ma giocato su una superficie cosparsa di acqua e sapone che rendono il fondo scivoloso e quindi instabile l'equilibrio dei giocatori.
Per chi non sa stare senza pallone tra i piedi, l’estate è un momento da sfruttare al massimo perché sulla spiaggia ci si può divertire ad organizzare partitelle con gli amici.
Trovatevi lo spazio adatto per giocare in tranquillità, magari lontano dagli ombrelloni ( altrimenti, al posto dell’arbitro, avrete il nonnetto incazzoso che vi insulterà alla prima palla ‘sopra la traversa’!) e date il via ad un piccolo torneo di beach soccer sulla spiaggia! Vi divertirete a sfidare gli amici, sudando sotto il solleone, bruciando un po’ di calorie, per poi tuffarvi in mare per continuare a fare passaggi in acqua! Perché è ovvio, il calcio non va mai in vacanza!














(In collaborazione con Sport à porter)
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domenica 4 luglio 2010

"Cosa conta davvero" ve lo ricordate???

Ustmamo' Testo Canzone Cosa conta
" Cosa conta "
( Ustmamo' )


pietra dura se sei cosa che cura- libera me dal male e dalla mia paura
pietra dura tu sai cos'e' che cura- insegnami a capire aiutami a vedere
cosa conta davvero- che cos'e' che conta davvero
dimmi dov'e' il posto- l'ora il tempo giusto
mettimi nel tempo giusto- dammi un segno e un posto
stella cometa - la notte si fa quieta
e' calmo respirare- e' quieto ritornare alla memoria
di mondi gia' stati di modi gia' usati- per dire spiegare cercare intuire
cosa conta davvero - sto pensando a camminare
non m'importa di arrivare- non ho un posto ne' una meta
una mia stella cometa- sfinge impassibile
di fronte ad un tramonto- statua di cera
che cola di sudore- sentire vedere toccare
finire per sempre oppure durare- mistero cosi' vuoto e presente
io sono respiro- mistero cosi' vuoto e presente
io sono ci sono respiro- mistero cosi' vuoto e presente
io sono respiro- mistero cosi' vuoto e presente
io sono ci sono respiro- sto pensando a camminare
non m'importa di arrivare- non ho un posto ne' una meta
una mia stella cometa

sto pensando a camminare
non m'importa di arrivare
non ho un posto ne' una meta
una mia stella cometa
sto pensando a camminare
non m'importa di arrivare
non ho un posto ne' una meta
una mia stella cometa

http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%9Cstmam%C3%B2



Ustmamo' - Cosa Conta
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Granchi

I granchi mi inquietano.
Fin da quando sono piccola ho sempre pensato che
fossero i ragni del mare con quelle loro zampette veloci
e a forma di pinza. A Ponza li catturavo con mio cugino
e li facevo morire, poverini, in mezzo ai cespugli:
crudeltà infantile! Per questo, crescendo, la 'paura'
dei granchi non si è placata, ma anzi, rafforzata dal senso
di colpa: quasi mi aspettassi la vendetta marina.
Spesso li intravedo sulla mia spiaggia e faccio finta
che non esistano...
Loro fanno lo stesso con me, d'altronde...
Questo conferma che la guerra deve ancora iniziare.
(Penso sia bene specificare che sono un po' aracnofobica...)

E' strano però come proprio il granchio sia diventato per me
simbolo di qualcosa che sta per iniziare, qualcosa che
a che fare con l'amore. Fu quasi un rito d'iniziazione
l'incontro con un piccolo crostaceo, proprio poco prima
di dichiarare il mio primo amore.
Ero al largo, vicino ad una boa,
guardavo il cielo sopra di me. L'imbrunire è uno dei momenti
che amo di più a Porto Coda Cavallo.
Sentii muoversi qualcosa sopra di me: un granchio
all'altezza del petto, all'altezza del cuore.
Un brivido.
Tornai a riva con una decisione.
Questo fu molto tempo fa.

Alcune sere fa, dopo aver scritto per ore la storia della
mia vita a qualcuno che di me ancora nulla non sa,
mi son resa conto di aver la neccessità di raccontare,
di raccontarmi, per meglio comprendere la mia esistenza.
Era da molto che non tiravo le fila del
discorso, del mio discorso, e mi son resa conto
che era bello farlo attraverso
la lettura di qualcuno che fa parte di un possibile futuro.

La sensazione però di vedere nascere una nuova amicizia
mi ha quasi turbato. E ancor di più il fatto che l'abbiano capito,
prima di me, due amici importanti, quello che ancora non
mi conosce e quello che non smette mai di conoscermi.
Il granchio questa volta è tornato sotto forma di
metafora.

"Non stare sulla porta del tuo cuoricino come un granchietto
pronto a rintanarsi subito".

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sabato 3 luglio 2010

venerdì 2 luglio 2010

7 idee per non annoiarsi in spiaggia

Stare in spiaggia dopo un po’ ti annoia? Il sole ti infastidisce? Non ami star sdraiato e immobile sull’asciugamano? Odi il pettegolezzo sotto l’ombrellone? Il rimedio c’è e si chiama spirito d’iniziativa. Infatti, non tutti amano svenire al sole e preferiscono inventarsi ogni tipo di attività da fare in spiaggia per divertirsi da soli o in compagnia. Ecco un simpatico elenco di idee alternative dal quale potrete trarre ispirazione per le vostre vacanze al mare. Ricordatevi che le vacanze sono come il carnevale: ovvero la completa sospensione della normalità! Quindi sbizzarritevi quest’estate.
1. Al classico passatempo da ombrellone del pigro vacanziero intellettuale (e un po’ nerd), quest’anno si sostituirà un ebook, cioè un libro digitale o ancor meglio un nuovissimo iPad! Certo, non ci sarà il rischio di ritrovarsi mille granelli di sabbia tra le pagine, ma attenzione a non navigare tutto il giorno solo su Internet, rischiate di perdervi la bellezza di essere davanti ad un vero mare!
2. Sei uno scapestrato scrittore in cerca di un editore e senza penna in mano non riesci a stare? Se ti sei dimenticato a casa carta e inchiostro, non c’è problema! Trova un legnetto, una riva che fa per te, non troppo battuta, e fatti ispirare dalla natura. Scrivi sulla sabbia un piccolo haiku. La tradizione giapponese insegna, infatti, che attraverso questo genere di componimento brevissimo, si riescono ad esprimere al meglio le emozioni che ci provengono dallo stretto contatto con le cose belle del cosmo. E magari troverai un editore in vacanza nella tua stessa spiaggia che leggerà la tua poesia sulla spiaggia!
3. Lo sportivo invece non rinuncerà di certo ad una lunga nuotata con pinne e maschera per scoprire i fondali della zona. Se però dopo un po’ si annoierà di star solo in superficie, potrà cercare un centro diving dove iscriversi ad un corso di subacquea e prendere il brevetto per immergersi con le bombole. E’ un’esperienza bellissima ritrovarsi sul fondo del mare, tra pesci di ogni tipo, e guardare verso la superficie, intravedendo i raggi del sole. Là sotto è davvero un mondo incantato e incantevole!
4. Per chi non sopporta il caldo, non può non esser piacevole una bella pennichella sotto una fresca pineta. Stendete il telo sotto i pini marittimi e rilassatevi all’ombra con quel piacevole venticello fresco di mezzogiorno. Non preoccupatevi per l’abbronzatura: il sole filtra ugualmente e non rischierete di tornare a casa pallidi! Perciò non dimenticatevi di mettervi lo stesso la crema protettiva!
5. Se invece sei un amante delle passeggiate, non potrai non andare alla scoperta di nuove calette nascoste. La costa è frastagliata, tra scogli e spiaggette: puoi camminare sui sentieri che portano in luoghi poco accessibili e selvaggi. Potrai godere di una maggiore tranquillità in mezzo alla natura incontaminata … o quasi!
6. Tu e i tuoi amici siete tra quelli che non rinunciano mai a stare al centro dell’attenzione? Istrionici animatori della spiaggia, compratevi tutti un oggetto divertente e indossatevelo! Per esempio, degli occhiali da sole colorati a forma di cuore o degli eccentrici costumi da bagno! Poi passeggiate con nonchalance sulla riva così che tutti potranno farsi una bella risata al vostro passare e voi, di certo, aumenterete il vostro immancabile narcisismo estivo!
7. Al tramonto non potete perdervi un momento indimenticabile: l’aperitivo in spiaggia! Potrete cercare qualche baretto sulla spiaggia organizzato per l’happy hour con buona musica, dove poter anche ballare un po’. Oppure potrete organizzarlo voi stessi. Portate in riva al mare alcuni bicchieri di plastica e del buon vino (possibilmente in una piccola ghiacciaia) e alcuni piattini da riempire con delle classiche patatine. Stendete un bel telo, accendete qualche candela alla citronella che, allontanando gli insetti, creeranno anche l’atmosfera più adatta per bervi un aperitivo a pochi passi dal mare, all’imbrunire, guardando l’orizzonte e le prime stelle della sera.














(In collaborazione con Sport à porter)
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