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La sposa cerca lo sposo (Cantico dei Cantici, 3)




Le poesie d'amore sanno di baci al cioccolato
e sono belle solo quando sono state scritte
dai grandi poeti, Catullo, Saffo, Hikmet, Tagore...

Ma quando ti ritrovi a pensare ai rapporti d'amore
vissuti, le parole
sembrano uscir dettate dal cuore, proprio come
scriveva Dante in una sua poesia.

L'amore è qualcosa di meraviglioso.
L'han detto in tanti e poi l'han negato tutti!

Vi risparmio una mia poesia d'amore e propongo
un breve poemetto tratto dal Cantico dei Cantici,
contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.
La particolarità del testo è il carattere
sensuale ed erotico, assai inusuale per
le Sacre Scritture. E' un amore
che ha carattere neccessario perchè nasce
dalla volontà naturale e divina di
un rapporto speciale e inossidabile
tra uomo e donna. Gli archetipi di questo
amore sono Adamo ed Eva, colti da un desiderio
di trasgressione, cacciati
dalla Felicità paradisiaca, che
si ritrovano a vivere la loro
unione nella buona e cattiva sorte,
sperimentando fatiche, dolori, privazioni
ma attraverso la forza di un legame
che vince tutte le difficoltà.

La sposa cerca lo sposo (Cantico dei Cantici, 3)
di Salomone

Sul mio giaciglio, lungo la notte, ho cercato
l'amato del mio cuore;
l'ho cercato, ma non l'ho trovato.

Mi alzerò e farò il giro della città;
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l'amato del mio cuore.

L'ho cercato, ma non l'ho trovato.
Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:
"Avete visto l'amato del mio cuore?".
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l'amato del mio cuore.
L'ho stretto con forza, e non lo lascerò
finché non l'avrò condotto in casa di mia madre,
nella stanza di colei che mi partorì.

Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle e per le cerve dei campi:
non destate, non scuotete dal sonno l'amata
finché lei stessa non lo vorrà.

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