venerdì 4 giugno 2010

Il piccione annunciatore...

Buonasera mondo di Internet, di Facebook, di Manu.
Buonasera perchè sono le 19:28 e un'ora fa un
uccello è passato qua sopra e se l'è fatta sotto,
o meglio, me l'ha fatta addosso, sui miei piedi.

Squilla il telefono: è mia sorella che dice di
non lamentarmi perchè porta bene assai quando
cascano giù queste manne dal cielo...
E allora cascassero più spesso, mi dico io!

Bene, inizio la mia sera. Acceso il pc,
inizio le mie tappe consuetudinarie tra
Messanger, Facebook, il BHO...BLOG e le varie
caselle di posta. Apro Gmail...

Ed ecco che si palesa la fortuna:
finalmente arriva una risposta tanto attesa...
Ma allora quella roba schifosina che
ti si appiccica addosso per caso
o meglio perchè tu e un piccione siete
entrati in collisione, porta davvero
fortuna?

E' strano ma a volte ti capita di ritrovarti
davvero a terra perchè ti sembra che non hai
combinato niente di buono neanche questa volta
e l'unico responsabile sei tu, anche se cerchi
di dar la colpa agli altri.

Così ti ritrovi solo al sole
di giugno. Cuoci via tutte le schifezze che hai
dentro e se ve ne fossero di nuove e di buone?
Ah, per Diana, quel che sarà sarò!
(e non è un refuso!)

Vedi due farfalle che in aria si rincorrono.
Che bello sarebbe giocare a giugno in quei
parchetti pieni di erba oppure correre
sulla spiaggia fino a non poterne più e
buttarti dentro il mare per raggiungere
ancora una volta l'orizzonte...

No, non è ancora tempo per far questi
pensieri, lo so! Prima devo tirare su cantieri
e costruire case e poi scale e poi chissà
mattone su mattone che combinerò...

Il punto è che lo stomaco è un buco nero:
se non lo rilassi, ti risucchia con tutto
quello che ti sta attorno. E no, non voglio
che mi capiti ancora, basta grazie!

Nel sole evaporano le insicurezze,
nel sole ti ritrovi nella natura
e non sai neanche chi ti ha dato
tutte queste ore belle.


3 commenti:

  1. "metafisica:


    consolazione di deboli cuori
    è il sospirar!

    un cielo dietro alle nuvole
    non esiste."



    Così scrivevo in un giorno nuvoloso, sulla mia porta, e stranamente gioivo.

    Ora solamente: "nuvole" che "vanno, vengono...qualche volta si fermano tanto che non ricordi più il cielo e le stelle".

    Non ricordo, è vero. Ma cosa importa? Io so che loro ci sono anche se, di questi tempi, altro che turbolenze caotiche nelle altezze non vedo.
    Ma cosa importa? Il cielo e le stelle ci sono anyway, pure la mia stella, ne sono scientificamente persuaso, e tanto basta al mio cuore. Soffre però di queste nuvole, ma io gli parlo:
    dice lui confuso e trasognato.
    .

    un bacio a tutti,
    buonanotte.

    Alberto

    RispondiElimina
  2. ops il commento ha perso l'aanima, il dialogo che avevo scritto.

    s o b b

    è troppo tardi per ripensarci, maledizione gioviale a blogspot dunque,
    spiace,
    notte...

    RispondiElimina
  3. Alby vogliamo il dialogo!:-D

    RispondiElimina

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