giovedì 24 giugno 2010

Italia fuori dai Mondiali: questo l'avete scritto voi

L'Italia è fuori dai Mondiali. Uscita al primo turno. Ultima in classifica.Dopo 36 anni che non succedeva. Queste sono le frasi che sono comparse prima, durante e dopo la partita dell'Italia nella mia Home di Facebook. Le ho volute conservare perchè rappresentano il volto sconsolato di questo pomeriggio calcistico davvero surreale. Lette tutte di seguito, rappresentano il dispiacere e la rabbia dei tifosi. Buona lettura!

Subito nervoso....c'è salvatore bagni che fa la telecronaca
Tutti in sala consiglio!!!
Così è giusto andare a casa!!!!

sempre peggio...

Lippi, non ti sto vedendo, e forse ringrazio Dio di cio'...ma cristo come ti odio!!MERDA!!

maggio e quagliarella...non facciamo gioco e noi mettiamo MAGGIO E QUAGLIARELLA

Meno male che tifo a.s. Roma

Gli azzurri pensano ad andare in vacanza non a giocare!!

TUTTI A CASA.......GRAZIE LIPPI...

RI-DI-CO-LI

a casa meritatamente, meno male siamo abituati a fare figure di merda mondiali

siete imbarazzanti!

ke skifo e vergogna l'ITALIA

QUESTA NAZIONALE E' ANCORA PEGGIO DI QUELLA DI DONADONI...

Quagliarella uomo di merda!!! Per la sportivita dimostrata non meriti di passare il turno!!fai schifo!!

MA 1 CAZZO DI GOAL LO VOLETE FARE..........................

vuole vedere le lacrime di lippi e vuole sentirgli dire che lui e la sua juve fanno cagare

o-mio-dio

fuori tutti....e io che volevo puntare il cinquantello sulla vittoria della slovacchia.......mannagia a me....

VERGOGNA

volo diretto johannesburg-fiumicino...complimenti a mr. Lippi con le sue scelte...Grazie Grazie Grazie...

in 270 minuti ho visto la vera italia solo negli ultimi 30 minuti. Lippi con le sue scelte ha messo in campo una nazionale mediocre (e sono generoso nei commenti). Da persona obiettiva dico che meritiamo la sconfitta, da tifoso dico: MA VAFF.....

...avrei pagato per vedere la partita con Cassano in versione istrione...attendo con ansia di sentire le puttanate che dirà l'Armata Brancaleone...

D.E.L.U.S.I.O.N.E.

'Italia fuori dai mondiali. Per il governo siamo già in semifinale.
en deuil!

nel bene e nel male coi nostri tanto odiati cugini francesi andiamo sempre a braccetto

LIPPI CAMBIATI I CALZINI CHE è MEGLIO!

Ma Che vergogna!!! Scandalosi!!!!

è tristo da dire, ma ci meritiamo assolutamente questo risultato

una squadra di merda per un paese di merda... la cosa triste è che ci incazziamo per la squadra...

...E ORA, UOMO DI MERDA, CHIEDI SCUSA PERCHE' HAI/SEI UN FALLITO, CHIEDI SCUSA A GENTE COME MAGGIO/QUAGLIARELLA IN CUI HAI CREDUTO SOLO QUANDO TUTTO ERA PERDUTO, CHIEDI SCUSA AI VARI "CASSANO" IN CUI NON HAI MAI VOLUTO CREDERE, CHIEDI SCUSA AL CALCIO E SOPRATTUTTO CHIEDI SCUSA A TUTTI NOI ITALIANI!

Che delusione..

ciao, sono l'amico dell'ex-cuoco della nazionale Claudio Silvestri, da domani le colazioni le faccio io!

BYE BYE MARCELLO BYE BYE MARCELLO BYE BYE MARCELLO BYE BYE MARCELLO!!!!!!!!!!

OH NOOO!!!

CHI NON SALTA BIANCO NERO E' E' CHI NON SALTA BIANCO NERO E' E' CHI NON SALTA BIANCO NERO E' E'

Lippi ma vai a rubbbare!! hahahaha FORZA INTER!!!

bastardi senza gloria....

se ci fosse stato Mourinho... ... ... ...

Lippi ha bisogno di un ufficio stampa "se avessimo confermato anche contro la Slovacchia il livello delle prime due partite probabilmente ce l'avremo fatta"

INTER 3 TITULI - LAZIO 1 TITULO - ITALIA E RESTO D'ITALIA 0 TITULI!!!

decisamente più dispiaciuto che incazzato.

non avrei mai pensato di dover tifare giappone per arrivare agli ottavi in un mondiale di calcio....

a la maison....

lippi ha solo saputo dire che era tutta colpa sua....beh...mia no di certo...!!!

ora potrebbe decidere di tifare USA

Dai Marcè, almeno stavolta non possiamo saltare sul carro dei vincitori..

Incommentabile. Go Argentina, Go!!!

No no, l'italia è andata fuori per non dare ragione a Bossi... Dobbiamo ammirarli per questo

'gli italiani perdono le guerre come fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre'

LIPPI SEI GOBB0 MAIALE NON CE NE FOTTE UN CAZZO DI QUESTA NAZIONALE
NOI SIAMO PADRONI DI MILANO D'ITALIA D'EUROPA NOI SIAMO F.C INTERNAZIONALE

Adesso capite xke l'INTER vince?!?!?!? NON HA ITALIANI!!!!!

Ripensa ai Mondiali passati tra Casa Castellanza e la Comune Foglia... finiti decisamente meglio... :.S

dite che mi cambiano la maglia dell'italia con quella del giappone...ho lo scontrino....?!?!??!
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mercoledì 23 giugno 2010

Milano Milano

La luce, quanta luce, quanta luce bellissima illumina questa mia città. Mi trovo ad osservare le cose con un altro sguardo, quasi un nuovo punto di vista. Ho voglia di partire, ho voglia di essere lontana da qui, ma perchè amo questa mia città, perchè sarà sempre bello tornarci, viverci. Ogni singola via mi ricorda qualche volto umano: amici, nemici, incontri, persone, edicolanti, tabaccai, panettieri, baristi, insegnanti, professori, bibliotecai, clochard, farmacisti, librai, erboristi, tifosi.
La città comunica, dal verbo latino communicare (mettere in comune qualche cosa) che oggi mi è piaciuto molto, traducendo la Pro Caelio di Cicerone. Cosa mette insieme la città? Mette insieme marciapiedi, muri, cemento, asfalto, praticelli, alberi, pochi alberi, lampioni, cartelloni pubblicitari, le facciate antiche dell'Università, la luna, le chiese, i cani, il tramonto, i tram al capolinea, il marmo del Duomo, i panzerotti di Luini, angoli di memoria, le statue, le rondini, la cupola dell'Ottagono, le panchine di San Fedele, gli scoppiati, le porte che si aprono, quelle che si chiudono, i sogni che si avverano e quelli che, pur non avverandosi, ci permettono di vivere in questa mia città.

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Yoga al mare: il saluto al sole. Sport à porter

Volete provare un’esperienza davvero indimenticabile che unisce movimento, benessere e natura? Non dovete far altro che combattere la pigrizia e respirare profondamente. Come? Innanzitutto, qualche mattina delle vostre vacanze al mare, dovreste trovare la forza di svegliarvi molto presto, indossare il primo costume che trovate in stanza, pareo e infradito e via, fuori di casa! Passeggiare in spiaggia, quando non c’è ancora nessuno e il mare è piatto come un tavola da surf, non ha davvero prezzo, credetemi!
L’essenza dello Yoga è proprio l’unione di corpo e mente. Non sempre queste due componenti della nostra persona riescono ad essere in perfetto equilibrio per molte ragioni, quali lo stress, la stanchezza accumulata durante l’anno, l’ansia e l’inattività. Le vacanze estive sono perciò una buona occasione innanzitutto per riposarsi, riservandosi il proprio tempo, e per riprendere fiato. E lo Yoga è esattamente la disciplina che insegna a respirare con maggiore consapevolezza e con maggiori benefici.
Perciò, tornando alla nostra passeggiata mattutina in spiaggia, quando e se ve la sentite, cercate un punto intimo e tranquillo e sedetevi. Guardate il mare, assaporatene i profumi intensi e chiudendo gli occhi, ascoltate il suono armonico dell’onda che si spezza sulla riva, poco lontano da voi. La natura si sta risvegliando offrendo al vostro corpo tutta una serie di sensazioni positive che influiscono direttamente anche sulla vostra mente rendendola libera da ogni tensione, ansia o paura. Esistono molte tecniche yoga: Bikram, Ashtanga, Raja e molte altre. L’Hatha yoga, per esempio, si occupa direttamente del corpo fisico. Le asana, abbinate ad una respirazione consapevole e alla concentrazione, stimolano le ghiandole endocrine, producono equilibrio fisico e mentale, donano flessibilità e forza muscolare, risolvono gli irrigidimenti della colonna vertebrale e mantengono elastiche le articolazioni. Un corpo in buona forma è quindi ritenuto necessario per la crescita spirituale.
Siete pronte, allora, a dare il buongiorno al sole? Benissimo, allora, state attente a questa serie di posizioni e provate a farle con molta serenità, senza forzare e facendovi guidare dal vostro corpo fino a trovare i suoi limiti, i vostri limiti. Sarà proprio il vostro respiro che condurrà i vostri singoli movimenti permettendovi di vivere un momento esclusivamente vostro, lontano da tutto e tutti. Godetevi ogni sensazione, ogni emozione lasciando che i pensieri volino fuori dalla vostra mente.
Il saluto al sole. 1) Posizionatevi in piedi, gambe divaricate alla stessa larghezza delle anche. La colonna deve essere ben allineata e le mani unite di fronte al petto. 2) Inspirate, aprite le braccia verso l’esterno, fatele ruotare verso l’alto fino a congiungere i palmi delle mani. Puntate lo sguardo verso i pollici e abbassate le spalle. 3) Espirando, abbassate le braccia e piegate il busto verso terra, mantenendo la colonna dritta (flettete le gambe, se sentite dolori alla schiena!) Inspirando, fate scivolare le mani sulle tibie per allungare meglio la spina dorsale, e se non sentite tensioni, espirando, arrivate a toccare il terreno con le mani. 4) Inspirate e con un leggero salto, portate la gamba sinistra indietro, mantenete la posizione qualche istante per allungare bene la muscolatura della gamba. 5) Espirando, portate indietro l’altra gamba, sollevando il bacino verso l’alto. Fissate questa posizione, detta del cane, puntando i piedi. Avete la testa all’in giù. 6) Inspirando, piegate i gomiti, portando il corpo parallelo al pavimento. Scivolate sul dorso dei piedi, inarcate la schiena e puntate lo sguardo verso l’alto. 7) Espirando, spingete di nuovo il bacino verso l’alto per tornare nella posizione del cane. 8) Inspirate ed espirando portate il piede destro in mezzo alle mani, sollevate le braccia e aprite bene il centro del petto, spingendo il bacino in avanti. 9) Ripetete tutta la sequenza alternando la gamba. Link utile per video sequenza del saluto al sole: http://www.youtube.com/watch?v=eGXgoW70IB0&feature=related















(In collaborazione con Sport à porter)
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domenica 20 giugno 2010

(immensamente) Giulio non lo sa di Giuseppe Braga

Ciao, bentornato, come stai?, Giulio mi sorride dall’alto delle scale.

Giulio non lo sa che sto arrancando col palato disidratato e, appena gli sono vicino, terminati i gradini, mi stringe la mano.

Giulio non lo sa, ma io sto sudando per tutta una serie di motivi, non secondario quello per cui mi sono coperto troppo (maglioncino a collo alto e giacca di velluto) e fuori ci saranno una trentina di gradi col 98% di umidità.


Giulio non lo sa che anche oggi ho sbagliato a vestirmi. Lui dopotutto aveva fatto le cose per bene (a lui del tempo non doveva importare, mica doveva controllare le previsioni meteo) e nella mail me l’aveva detto il motivo, un motivo ben specifico, che poi sarebbe il motivo per cui io adesso sono lì, in casa editrice, ma Giulio non lo sa che io negli ultimi sette, otto secondi, complice il caldo micidiale e l’emozione, mi sono scordato tutto, ma proprio tutto. E Giulio non sa neppure che la mia psiche, definiamola pure così, mi sta giocando brutti scherzi, sta mettendosi d’impegno per farmi partire il boccino, la mia psiche, messa sotto pressione, diventa ballerina. Sia come sia, il corto circuito è avvenuto e io sto nel pallone più completo.

Giulio non lo sa, ma io quel motivo specifico per cui sono lì, alle due di un pomeriggio di maggio che sembra ferragosto ai tropici, io quel motivo specifico me lo sono scordato.

Giulio non lo sa, ma inizio a intravedere facce, oggetti, perlopiù ribaltati e deformati, mostri orribili a due teste, extraterrestri verdognoli maleodoranti, luoghi immaginifici che si alternano a scatti, come fossero diapositive sovraesposte. Mi gira pure la testa, forse sto per svenire e mi aggrappo alla ringhiera.

(TO BE CONTINUED ...
@ Piani alti cultura bassa 2.0)
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sabato 19 giugno 2010

Da Cecità a Pensar, pensar. Buon viaggio Josè

Lo ammetto, Cecità non sono riuscita a finirlo.
L'ho iniziato a leggere durante un progetto di comunicazione
sociale organizzato da Pubblicità Progresso
che io e la mia amica avevamo deciso di svolgere
sul tema della cecità, appunto, tre anni fa.
Abbiamo lavorato sul percorso di Dialogo nel buio, allestito nelle sale dell'Istituto dei Ciechi
di Milano, in via Conservatorio, 7.

La mia riflessione sul tema della cecità era iniziata
dalla lettura di questo libro, a mio parere, e non solo mio,
uno dei libri più difficili della nostra letteratura
(e per nostra intendo quella che si colloca
nella storia ultra recente, quella dagli anni Novanta in poi).
Cecità di Josè Saramago è stato pubblicato nel 1995,
presso Einaudi.

Cecità è claustrofobico, angosciante, estremamente crudo.
Una lettura complessa e impegnativa perchè tutta la narrazione
è costruita sul non vedere. Si annulla quindi il punto di vista,
inteso come punto di vista fisico sul mondo,
ma si potenzia all'inverosimile il punto di vista ideologico
e psicologico su un mondo completamente
indifferente alla tragedia, fino alle estreme conseguenze.

Infatti, la cecità in questo libro è concepita come
un'epidemia che si diffonde lentamentante in una città,
in un paese, in una nazione, tra cittadini e istituzioni
che non hanno un nome. Verrebbe da dire,
un'indifferenza identitaria della società come
stato normale delle cose.
E il superamento di questa normalità avviene solo attraverso
l'anormalità della contaminazione.

Infatti, nel libro, ci si rende conto del problema,
del dolore e della sofferenza, solo se contagiati,
solo se quel problema tocca direttamente, solo se
la tragedia investe e rende protagonista.
Solo se la cecità diventa un ghetto di umiliazione e
di confinamento ai limiti dell'umanità.
Quindi, la cecità è qui immaginata come
la punizione e la redenzione
inviata da un cieco destino, da una terribile Ananke.

La tragedia da chi è vissuta diventa realtà invisibile,
ma realtà vissuta.
La tragedia da chi è ancora vedente,
è solo osservata da fuori prima con
indifferenza ed egoismo, con il distacco di chi non è coinvolto
e poi con la progressiva angoscia del pericolo cui tutti,
prima o poi, vanno a scontrarsi.

Riflettendoci oggi, la metafora è sconcertante ed è un'interessante
chiave di lettura per comprendere l'attualità nelle sue varie
sfaccettature storiche, politiche e sociali. A volte, i problemi ci
toccano solo se riguardano esclusivamente noi stessi.
Ma non voglio, qui addentrarmi in un problema
di natura etico-morale.

Voglio solo ricordare questo libro, peraltro, come dicevo,
ancora da terminare, e quindi da rileggere, come il punto d'avvio
di una ricerca sul guardare anche attraverso gli altri sensi,
o sul percorrere strade in altri sensi.
Cecità è un libro straordinariamente costruito sulla potenza
descrittiva di tutti i nostri sensi che non siano la banale vista
esteriore e superficiale delle cose.

L'udito, l'olfatto, il tatto e il gusto sono le percezioni altre
attraverso le quali viene articolandosi l'esperienza del mondo
in Cecità, attraverso le quali il narratore descrive lo spazio.
L'autore Josè Saramago, scomparso purtroppo
ieri all'età di 87 anni, forse voleva indicarci un modo nuovo,
o meglio altro di vedere e quindi pensare le cose.

Ed è bello che poche ore prime di partire per il suo altro
viaggio (e qui cito un altro libro a cui sono particolarmente
legata che si chiama Viaggio in Portogallo del 1981 e che
riflette proprio sul viaggio come costruzione di un
proprio percorso attraverso le proprie esperienze
fisiche e spirituali), Josè Saramago abbia pubblicato
queste parole che ci invitano ad una grande e profonda
riflessione. Le prossime righe sono le ultime parole
pubbliche di Saramago e sono un'eredità che noi tutti
dobbiamo accogliere.

Cito dal blog dell'autore alla pagina
http://caderno.josesaramago.org/
Pensar, pensar
Junho 18, 2010 por Fundação José Saramago
Acho que na sociedade actual nos falta filosofia. Filosofia como espaço, lugar, método de refexão, que pode não ter um objectivo determinado, como a ciência, que avança para satisfazer objectivos. Falta-nos reflexão, pensar, precisamos do trabalho de pensar, e parece-me que, sem ideias, nao vamos a parte nenhuma.

Trad.Penso che nella società attuale, ci manchi la filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo determinato, come la scienza che invece procede per soddisfare i suoi obiettivi. Ci manca la riflessione, pensare, ci manca il lavoro di pensare e mi sembra che, senza idee, non andiam da nessuna parte.

Revista do Expresso, Portugal (entrevista), 11 de Outubro de 2008

BUON VIAGGIO JOSE'!

(Foto dal blog Das Kabarett dove potrete trovare un altro interessante contributo su Cecità)
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venerdì 18 giugno 2010

Consigli utili per abbronzarsi al meglio. Sport à porter

Ciao a tutti quelli che sono in partenza e a tutti quelli che invece devono attendere ancora un po’ per le vacanze! Nonostante questa anomala pioggia di giugno che sembra voglia farci ritardare i preparativi per l’estate, è bene non perdere tempo e iniziare fin da subito a pensare quali siano i migliori trucchi per ottenere una tintarella da urlo! L’abbronzatura perfetta esiste e occorre semplicemente prestar attenzione ad alcune semplici regole per tornare in città con un look invidiabile.

Innanzitutto, bisogna preparare la propria pelle al sole. Per renderla più morbida, alla sera dopo una bella doccia tonificante, regalatevi un massaggio con una buona crema idratante, che oltre a migliorare gli inestetismi della cute, riattiva la circolazione. Non dimenticatevi che un’alimentazione corretta e ricca di vitamina A e carotenoidi stimola la melanina, la famosa sostanza che rende scura la nostra pelle. Quindi, fatevi una scorpacciata di carote, pomodori, meloni, spinaci e albicocche ma ricordatevi che la miglior dieta è la combinazione completa di tutti gli alimenti. Inoltre, spesso può anche esser utile assumere alcuni tipi d’integratori al betacarotene che rendono ancora più veloce questo processo.

In spiaggia o in montagna, poi, non può assolutamente mancare una crema solare protettiva specifica per il proprio fototipo. Infatti, ognuno di noi presenta caratteristiche diverse di pelle: chi più olivastra, chi più chiara. Per questo è davvero importante scegliere la crema più adatta alla vostra pelle. Se avete dubbi, fatevi consigliare da un dermatologo o dal farmacista. Rischiate di ustionarvi e di dover evitare l’esposizione al sole per giorni, rimanendo a casa annoiati, mentre tutti se la spassano in spiaggia!

Non bisogna aver fretta! L’abbronzatura se è raggiunta gradualmente, dura di più. Quindi i primi giorni state attenti a non stare troppe ore al sole. Solo così eviterete di ritrovarvi la faccia di quel tipico colore rosso fuoco e di essere oggetto di sfottò da chi invece è più nero!

Cercate di non addormentarvi in spiaggia nell’ora più calda (da mezzogiorno alle quattro, circa). Sempre che non vi siate appena svegliati dopo una lunga notte in discoteca! Rischiate un violento abbassamento di pressione, una specie di dolce svenimento sotto il solleone, oltre che un invasione di bambini sul vostro asciugamano con conseguente sotterramento di sabbia del vostro caro iPod. Decisamente da evitare!

A coloro che invece amano il trekking e le passeggiate in natura, è bene ricordare di utilizzare un burro cacao ad alta protezione solare per le delicatissime labbra, da applicare soprattutto in seggiovia mentre si sale ad alta quota dove i raggi UVB sono più forti. Infatti il sole della montagna è il più pericoloso: si rischiano insolazioni con ustioni e febbre alta. Non occorre ribadire quanto sia importante che anche durante l’ attività sportiva vi proteggiate con le vostre creme ad alto fattore solare.

Anche l’abbronzatura ha una sua estetica. Infatti, deve essere presa in modo uniforme per sfuggire agli odiosissimi segni che lasciano le spalline dei costumi delle girls o i lunghi boxer dei maschietti. Quando prendete il sole, abbassate le spalline del costume per lasciare che le spalle siano libere. Quando vi abbronzate sulla parte posteriore, slacciate i nodi dei vostri costumi a triangolo per fare abbronzare tutta la schiena e il collo. E voi uomini, alzate un po’quei lunghi pantaloncini e prendete un po’ di colore anche sulle cosce!

Però ricordatevi che il miglior modo per prendere il sole non è rimanere stesi e immobili sul proprio telo come lucertole, ma muoversi molto: passeggiare sulla riva del mare, nuotare, fare snorkeling, aquagym, surf, windsurf, andare in canoa, in vela, in barca oppure giocare a beach volley. Prendere il sole, infatti, non deve essere uno stress, ma un momento di rilassamento profondo intervallato da momenti di attività sportive completamente immersi nella natura.

In ultimo, bagnatevi spesso con l’acqua di mare, o se preferite spruzzatevi dell’acqua dolce per evitare che si secchi troppo la pelle. Contemporaneamente, non scordate di portar con voi, una borraccia d’acqua fresca per dissertarvi, ovviamente, ma anche per reintegrare i sali minerali che si perdono con il sudore durante l’esposizione solare e indispensabili a mantenere fresca e giovane la propria pelle.

(In collaborazione con Sport à porter)
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giovedì 17 giugno 2010

Consigli utili per le vacanze. Sport à porter

Il BHO… BLOG per inaugurare al meglio l’arrivo dell’estate
scende in campo per una nuova sfida. O meglio, scende in spiaggia
con un nuovo ciclo di post legati ad alcune
delle mie più grandi passioni.

Sono aspetti di me che forse tengo un po’ nascosti,
ma che a ben pensarci, mi rappresentano molto:
il mare, lo sport ed il benessere
sono per me da sempre gli elementi ideali
di una vacanza perfetta. E sono tutti temi che
mi permetteranno di dispensare consigli utili per
prepararci a godere della stagione estiva al meglio!

Per questo ho deciso di collaborare con un nuovo sito
che si chiama Sport à porter.
Qui, per tutto il mese di giugno ed inizio luglio,
troverete oltre ai post firmati BHO… BLOG,
un sacco di idee per preparare la valigia
senza troppe ansie. Infatti, su questo nuovo portale
potrete trovare alcune idee per i vostri viaggi,
per i costumi più pratici e colorati
e davvero a buon prezzo) o semplicemente per scoprire
quali siano gli sport più divertenti dell’estate!
Inoltre, potrete seguire i simpatici video
dell’espertissimo Gabriele che aiuterà quattro ragazze
davvero in gamba a prepararsi per partire
per la Sardegna, il Salento, Capo Verde e Djerba!

Allora seguite l'onda del BHO...BLOG anche su
http://www.sportaporter.biz/

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mercoledì 16 giugno 2010

U.Fiori: Contatti

Lo vedi come sono
storto, contratto? Lo vedi questo piede,
quando mi siedo, come lo metto?
E' tutto per lo sforzo, in tanti anni,
di non urtare le persone. Stretto
contro un sedile, dentro l'autobus pieno,
stare a posto, evitare
coi miei vicini
persino il minimo contatto.

(...)

(U.Fiori)

Ascolta RadioCittà Fujiko


P.Leddi, Tram, 1972
http://www.pieroleddi.com/
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martedì 15 giugno 2010

mercoledì 9 giugno 2010

Ri-lettura: Aar

Passeggiare di notte
sui sentieri di Aar
con un vento lunare
che investe la pelle
è quasi bello
quanto il profumo
della selvaggia natura
dell'altipiano.

Sento dentro me
lo sciabordio del mare
e il vociare del
vento tra i pini,
gli ontani e...
i litani.

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domenica 6 giugno 2010

Ri-lettura: Una storia triste...









La storia che racconterò oggi è una storia triste.
Non perché io sia triste o perché mi piacciano le cose tristi
ma perché a volte sento storie che non vorrei sentire mai,
ma che in un modo o nell’altro arrivano al mio orecchio,
perciò spesso al cuore.

Penso che ad ognuno di voi, nella vostra esperienza quotidiana,
capiti di sentirne…
Non so cosa ne facciate poi, dove vi capiti di depositare certe
notizie che vi colpiscono…
Non so se le cacciate in quell’informe contenitore che chiamano
‘dimenticatoio’ o invece le archiviate
ordinatamente in stanzette della vostra mente
per ricordarvene un giorno…
Magari invece riuscite a non ascoltare, ad andare avanti come
asfaltatrici meccaniche che non si curano di niente all’infuori
del proprio cammino.

Non giudico, badate bene, non mi interessa.
Qualunque sia il vostro atteggiamento di fronte al tragico,
credo che siate tutti disposti a leggere una storia triste.
Non è questa la sede né lo strumento per moralizzare comportamenti
che ognuno attua in modo istintivo e variabile a seconda
delle circostanze interiori ed esterne.

Luca è un ragazzo tossicodipendente.
Luca ce la fa ed esce dal suo tunnel.
Alza la testa e incontra un mondo nuovo, disposto ad aiutarlo,
nonostante sia senza lavoro e senza patente.
Luca è un ragazzo disponibile e gentile.
Frequenta questo gruppo di persone che lo coinvolgono in cose
belle e non lo giudicano né lo isolano.
Luca ce la sta facendo.
Prende la patente, anche se ha ormai 30 anni.
E dopo averla presa, accompagna gli amici a casa, anche se
fa ancora qualche errore da principiante.
Ma chi non ne fa?
Mangia la pizza e chiacchiera.
Conosce e si fa conoscere.
Luca trova un lavoro.
Questa è la vera svolta per lui.
Forse è felice.
Ma forse no.
Il lavoro sembra non andar bene.
I suoi amici lo cercano per degli incontri,
lui cerca i suoi amici per disdire e
avvisar loro che
per un po’ sarà assente.
I sospetti iniziano.
I sospetti sono fondati.
Gli amici vengono a sapere che Luca
torna in comunità.
Ma poi cosa succede?
Succede che una sera Luca
non ne può più.
Pensa che sia meglio fuggire
da lì…Forse si sente solo,
forse si sente perso, forse, forse, forse,
chissà…
Succede che una sera Luca decide
di farla finita davvero…
E da lì scappa…

A volte in strada
non si muore per un incidente d’auto
o di motorino...

(Dedicata a Luca,
disgraziatamente mancato il 1.06.2009)
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sabato 5 giugno 2010

La sposa cerca lo sposo (Cantico dei Cantici, 3)




Le poesie d'amore sanno di baci al cioccolato
e sono belle solo quando sono state scritte
dai grandi poeti, Catullo, Saffo, Hikmet, Tagore...

Ma quando ti ritrovi a pensare ai rapporti d'amore
vissuti, le parole
sembrano uscir dettate dal cuore, proprio come
scriveva Dante in una sua poesia.

L'amore è qualcosa di meraviglioso.
L'han detto in tanti e poi l'han negato tutti!

Vi risparmio una mia poesia d'amore e propongo
un breve poemetto tratto dal Cantico dei Cantici,
contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.
La particolarità del testo è il carattere
sensuale ed erotico, assai inusuale per
le Sacre Scritture. E' un amore
che ha carattere neccessario perchè nasce
dalla volontà naturale e divina di
un rapporto speciale e inossidabile
tra uomo e donna. Gli archetipi di questo
amore sono Adamo ed Eva, colti da un desiderio
di trasgressione, cacciati
dalla Felicità paradisiaca, che
si ritrovano a vivere la loro
unione nella buona e cattiva sorte,
sperimentando fatiche, dolori, privazioni
ma attraverso la forza di un legame
che vince tutte le difficoltà.

La sposa cerca lo sposo (Cantico dei Cantici, 3)
di Salomone

Sul mio giaciglio, lungo la notte, ho cercato
l'amato del mio cuore;
l'ho cercato, ma non l'ho trovato.

Mi alzerò e farò il giro della città;
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l'amato del mio cuore.

L'ho cercato, ma non l'ho trovato.
Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:
"Avete visto l'amato del mio cuore?".
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l'amato del mio cuore.
L'ho stretto con forza, e non lo lascerò
finché non l'avrò condotto in casa di mia madre,
nella stanza di colei che mi partorì.

Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle e per le cerve dei campi:
non destate, non scuotete dal sonno l'amata
finché lei stessa non lo vorrà.
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venerdì 4 giugno 2010

Il piccione annunciatore...

Buonasera mondo di Internet, di Facebook, di Manu.
Buonasera perchè sono le 19:28 e un'ora fa un
uccello è passato qua sopra e se l'è fatta sotto,
o meglio, me l'ha fatta addosso, sui miei piedi.

Squilla il telefono: è mia sorella che dice di
non lamentarmi perchè porta bene assai quando
cascano giù queste manne dal cielo...
E allora cascassero più spesso, mi dico io!

Bene, inizio la mia sera. Acceso il pc,
inizio le mie tappe consuetudinarie tra
Messanger, Facebook, il BHO...BLOG e le varie
caselle di posta. Apro Gmail...

Ed ecco che si palesa la fortuna:
finalmente arriva una risposta tanto attesa...
Ma allora quella roba schifosina che
ti si appiccica addosso per caso
o meglio perchè tu e un piccione siete
entrati in collisione, porta davvero
fortuna?

E' strano ma a volte ti capita di ritrovarti
davvero a terra perchè ti sembra che non hai
combinato niente di buono neanche questa volta
e l'unico responsabile sei tu, anche se cerchi
di dar la colpa agli altri.

Così ti ritrovi solo al sole
di giugno. Cuoci via tutte le schifezze che hai
dentro e se ve ne fossero di nuove e di buone?
Ah, per Diana, quel che sarà sarò!
(e non è un refuso!)

Vedi due farfalle che in aria si rincorrono.
Che bello sarebbe giocare a giugno in quei
parchetti pieni di erba oppure correre
sulla spiaggia fino a non poterne più e
buttarti dentro il mare per raggiungere
ancora una volta l'orizzonte...

No, non è ancora tempo per far questi
pensieri, lo so! Prima devo tirare su cantieri
e costruire case e poi scale e poi chissà
mattone su mattone che combinerò...

Il punto è che lo stomaco è un buco nero:
se non lo rilassi, ti risucchia con tutto
quello che ti sta attorno. E no, non voglio
che mi capiti ancora, basta grazie!

Nel sole evaporano le insicurezze,
nel sole ti ritrovi nella natura
e non sai neanche chi ti ha dato
tutte queste ore belle.
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giovedì 3 giugno 2010

Ri-lettura: Volte trecentesche

E' sera, una sera di ottobre molto strana,
fredda, ventosa e tersa. Il cielo sembra
disegnato da un'artista trecentesco, sulla
volta di una cappella di qualche ricco
committente. Me lo immagino osservare
il suo capolavoro come se fosse la prima
e ultima volta che vede un cielo stellato.

Le ossa sono prese da uno strano torpore
autunnale, un misto tra febbre, stanchezza
e euforia. Da dove arriva questo vento?
Perchè soffia così forte? Cosa cerca?

Era una giornata di sole limpido e irreale.
I colori avevano qualcosa di eccessivamente
vivo. Una pianta che cade, un albero ricurvo
e il freddo serale. Il tempo passava anche
quell'anno, tutto sembrava un po' più
bello però...
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martedì 1 giugno 2010

Ri-lettura: La zattera della conoscenza

La conoscenza è una zattera
che ti porta da una riva all'altra.


Indubbiamente a qualcosa può servire,
è utile all'approdo.
Ma una volta che la tanto aspirata riva
è stata raggiunta,
che si fa della zattera?

Dimentica la conoscenza e sarai più libero,
più leggero, nuovamente aspirante
conoscente.
Disfati della zattera per intraprendere
altre conoscenze.
La riva non è solo punto d'arrivo,
ma soprattutto punto di partenza
per nuove esperienze.

Da bambino
t'illudevano che potevi galleggiare
sull'acqua
solo con i braccioli di plastica.
Ma cosa hai provato nel mare azzurro
della tua isola,
quando ti sei sfilato quei supporti
così buffi e ingombranti?

Ricordo che guardavo il fondo
con una maschera subacquea arancione.
Improvvisamente mi son sentita leggera
e galleggiante.Sì! Galleggiavo!
E in quel momento ho dimenticato
cosa fosse imparare a nuotare.
Ormai sapevo nuotare.

(Vorrei ringraziare colui che mi
ha insegnato queste cose,
anche se, a suo dire,
si è subito dimenticato
di questo insegnamento,
come forse farò anch'io
perchè la vita è dura e non sempre
permette di sentirsi leggeri.

Amo chi mi lascia qualcosa alla fine
della giornata.
Amo chi non vuole esser dimenticato
da me.
Amo chi lascia una firma sulle mie
pagine.)


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