lunedì 31 maggio 2010

461 a.C. Il discorso di Pericle agli Ateniesi, attualissimo!

Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi:
e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti
nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai
i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà,
a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato,
ma non come un atto di privilegio,
come una ricompensa al merito,
e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende
anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi
l’uno dell’altro e non infastidiamo mai
il nostro prossimo se al nostro prossimo
piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace
e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare
qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari
quando attende alle proprie faccende private,
ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari
per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati,
e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi
e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere
coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi
non scritte che risiedono nell’universale sentimento
di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato
noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile;
e benchè in pochi siano in grado di dare vita
ad una politica, beh tutti qui ad Atene
siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come
un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà,
ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade
e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé
una felice versalità, la fiducia in se stesso,
la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione
ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo
e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.
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venerdì 28 maggio 2010

Ai miei cari lettori...

Googlando il BHO...BLOG,
questo sito esce come primo risultato.
Il che non so bene cosa significhi, ma mi piace
pensare che questo 'manufatto' che unisce
diversi ingredienti stia crescendo,
dopo anni di ideale gestazione,
per dar appunto vita ad un Sogno
(un sogno che ancora porta un nome piuttosto
comune, vago. BHO, interiezione
che nella nostra vita quotidiana usiamo spesso
per comunicare uno stato di indecisione, incertezza,
indefinitezza. BHO spesso è anche un ponticello che
unisce i pensieri alle parole, sul quale passa il
DISCORSO quotidiano, parlato, vivo...).

Rileggo alcuni post: alcuni meriterrebbero
di essere riproposti. Di essere ri-letti, perchè
ri-leggere è un atto importante per comprendere
meglio i testi, le intenzioni dell'autore,
ma sopratutto noi stessi, noi lettori che siamo
i veri e unici protagonisti della letterattura,
soprattutto in un momento in cui la letteratura
sembra essere un mondo per pochi.

Non voglio pensare che la letteratura sia un
mondo esclusivo, non voglio che sia un privilegio
per pochi, perchè a me la letteratura ha insegnato
tanto e continuerà ad insegnarmi tanto
ed è per questo che credo che la sua funzione
educativa sia una possibilità che dovremmo
tutti sfruttare di più per coltivare la nostra
immaginazione e la nostra conoscenza
e per accrescere la nostra esperienza.

Vorrei che il BHO...BLOG potesse
comunicare quanto di bello e autentico
c'è nel mondo della letteratura e non.
Vorrei poter continuare questo
cammino alto e silvestro
insieme ai lettori vecchi e nuovi,
fedeli o occasionali, conosciuti o
ignoti. E anche con coloro che lasciano
commenti e giudizi firmati o anonimi.

Vi ringrazio pubblicamente
Bho- Bloggers
perchè per un giovane autore
è importantissimo il confronto con lettori veri,
perchè solo attraverso di essi
si mantiene alta la speranza
di non esser solo un foglio scritto
per esser dimenticato in soffitta,
ma piuttosto un messaggio in bottiglia
che sulle onde di un mare virtuale
navighi fino alle vostre coste.

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giovedì 27 maggio 2010

Skeccia: Atelier Teatro @ Cicco Simonetta

L’Associazione Culturale Atelier Teatro organizza
in collaborazione con il Circolo Arci Artemisia Cicco Simonetta

SKECCIA!

La ricetta è semplice:
2/3 di vita, 1/3 di commedia, una fetta di ironia, leggermente speziato.
Da gustare in compagnia e da servirsi freddo o caldo a seconda della stagione.
Vi lascerà in bocca un retrogusto dolce, con un pizzico d’amaro.
Il barman consiglia: sorseggiare lentamente in 20 minuti circa, assaporando ogni fragranza.

AVVERTENZE. Non crea dipendenza ed è possibile assumerne grandi quantità.
È inoltre appurato che fa bene alla pelle e stende i nervi. Ottimo contro l’invecchiamento precoce.
Potrebbero però verificarsi piccole crisi di euforia o momentanee prese di coscienza.
In tal caso consultare l’Associazione.

Artemisia Cicco Simonetta, via Cicco Simonetta, 16 – Zona Navigli.
30 Maggio - 6 Giugno- 13 Giugno - 27 Giugno
h. 18.00

L’ingresso è riservato ai soci Arci, Arcigay, Legambiente, Uisp.

Per maggiori informazioni:
Francesca Papa
atelier teatro@live.it
Cel. 3471868194
www.atelierteatro.org
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venerdì 21 maggio 2010

Pasolini vive!

Le foto hanno un potere speciale:
rendono le persone immortali
per alcuni istanti, o meglio
rendono eterni alcuni istanti
di una persona.
Davvero una contraddizione in termini,
ma a ben rifletterci,
si tratta proprio di un ossimoro senza tempo.
E quando il soggetto fotografico
si chiama Pier Paolo Pasolini,
che di per sè gode di un'immortalità
letteraria- artistica
che esula da quella delle
fotografie che lo ritraggono,
viene da chiedersi:
ma se n'è mai veramente andato?

La mostra Immagini Corsare in via Senato,12
presso la Biblioteca di Via Senato
propone un percorso di immagini fotografiche
che ritraggono Pasolini in vari momenti
della sua vita: sui set cinematografici,
alle prime dei suoi film, in compagnia delle sue
amatissime attrici e amiche o in momenti
di solitudine studiosa nelle sue varie
abitazioni, cambiate nel corso degli anni
vissuti a Roma.

Sono molte le impressioni che ti lasciano queste
bellissime immagini corsare.
Innanzitutto l'ordine apparente di Pasolini:
sempre curato, pettinato, sempre con la sua camicetta,
golfino collo a V e pantaloni a vita alta.
Altro elemento tipico dell'immagine pasoliniana:
gli occhiali! Che fossero da vista o da sole, non importava,
purchè fossero eccentrici.

Da una foto all'altra la sua immagine appare costantemente
stabile, quasi immutabile nel tempo.
Il suo aspetto sembra esser sempre sospeso tra la severità
dell'intellettuale impegnato, la pensosità dell'artista
in cerca di nuove forme e la poeticità di un animo
profondamente malinconico.

Sembra che Pasolini stesso ci accompagni in questa
mostra, entrando direttamente nella cornice delle
foto in esposizione, passando da una all'atra,
attraversando alcune tappe fondamentali
della sua vita per riappropriarsi di quel suo
corpo, trucidato una notte di novembre del 1975.

Un dialogo tra passato e presente,
tra vita e morte, tra chi osserva e chi è
osservato. Chi è il corsaro?
Colui che agisce al di fuori delle regole,
ma non per il proprio interesse,
in quanto opera per conto di chi rappresenta un'autorità
e quindi un ideale superiore.
E chi è questa autorità?
Risponde lo stesso Pasolini:
« Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza:
se non quella che mi proviene paradossalmente
dal non averla o dal non averla voluta;
dall'essermi messo in condizione di non aver
niente da perdere, e quindi di non esser fedele
a nessun patto che non sia quello con un lettore
che io del resto considero degno di ogni

più scandalosa ricerca. »
E col lettore si abbandona a queste foto,
come se rivivesse ancora per il tempo di questa
suggestiva mostra.
Ripete pose, riabbraccia le sue amate amiche
Laura Betti, Maria Callas, Anna Magnani,
ritorna ancora una volta nei luoghi di Roma,
quella degli amici di borgata e quella
dell'Eur dove abitava negli anni '70,
gli ultimi anni di un poeta che fingeva di
non esser poeta.
E che fu infatti regista, giornalista,
ancora prima insegnante, critico,
sceneggiatore e srittore,
ma sempre attaverso quello sguardo
inconfondibilmente profondo,
corrotto e corrucciato.

Ognuna di queste foto conserva lo sguardo
del poeta Pier Paolo Pasolini,
che rimarrà in esse per sempre impresso
per scrutarci a fondo.
Ed è proprio questo lo scacco alla contraddizione
tra l'istantanea esistenza e l'eterna essenza.

*Pubblicato su Pagine Corsare
http://www.pierpaolopasolini.eu/ppp-nei.blog_manu-bhoblog.htm

http://www.pasolini.net/ppp-nei.blog_manu-bhoblog.htm




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venerdì 14 maggio 2010

Immergersi nel blu del mare in una milanese giornata uggiosa e grigia.

Può succedere quando capiti in un cinema semi-vuoto,
insieme ad altri carissimi subacquei di vecchia data,
di ritrovarti ad indossare una maschera rossa che,
a ben pensare, guarda caso, assomiglia molto
a quella che usavo io da piccola le prime volte
che ho messo la testa sott'acqua.

L'immersione nel blu avviene così velocemente
che subito ti ritrovi a contatto con un mondo
incredibilmente affascinante, silenzioso e pacifico.
Un mondo sommerso che scopriamo attraverso
il lungo viaggio di una tartaruga marina.

Gli incontri sono sorprendenti, soprattutto
perchè il cinema si trasforma in un grande oceano
nel quale vivono numerose specie ad altissimo rischio
di estinzione, condizione che dopo il recentissimo
disastro petrolifero nel Golfo del Messico,
sarà di certo ben peggiorata!

Iniziamo ad osservare i colori magnifici dei coralli
e delle madrepore spugnose che decorano la barriera
corallina nella quale ben presto, scoviamo cernie e
murene dalle loro tane, accarezziamo anemoni di mare
e popolazioni infinite di medusine,
mentre la danzatrice spagnola e il cavalluccio marino
ballano ondeggiandosi nell'acqua.

Il paradiso sembra profilarsi davanti e intorno
a noi subacquei-3d, quando ci ritroviamo in mezzo
ai pesci vetro che sembrano avvolgerti in una
luce divina che si apre per condurti in un
paesaggio davvero perduto.

Se alziamo un po' la testa dal fondale in su,
la superficie dell'acqua sembra un passaggio verso
un mondo lontano, la terra. Ora siamo qua sotto però,
e dobbiamo goderci questo tuffo
nelle acque virtuali di un pomeriggio milanese.

Attaccati alla pinna di qualche delfino,
nuotiamo veloci per incontrare presto
materne balenottere dagli occhi un po' malinconici
che ci conducono nel mare aperto,
negli abissi popolati da creature incredibili.

Gli squali bianchi dal violento istinto carnivoro
sono i più potenti esseri marini, sono il terrore
di tutti gli altri pesci. Niente a che vedere con
l'immensità pacifica del maculato squalo balena
che si nutre di solo plancton.

Il viaggio è un susseguirsi di immagini
che gli amanti del mare e della subacquea
apprezzeranno sicuramente: elefantini marini,
divertenti foche, razze, aquile di mare,
squali martello, serpentelli di mare e
molto altro ancora.

Al termine dell'immersione,
veniamo a galla pieni di entusiasmo,
togliamo la maschera-3d ed è
dura ritrovarsi immersi nel traffico
di Milano che ricorda solo per il caos
le immense correnti oceaniche.

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giovedì 13 maggio 2010

La Leggenda Personale ( da L'Alchimista)

"Sono il re di Salem", gli aveva detto il vecchio.
"Perchè mai un re parla con un pastore?" domandò il ragazzo,
pieno di vergogna e stupore. "Per varie ragioni. Ma diciamo
che la più importante è che tu sei stato capace di realizzare
la tua Leggenda Personale". Il ragazzo non sapeva neanche che
cosa fosse la Leggenda Personale.
"E' quello che hai sempre desiderato fare. Tutti, all'inizio
della gioventù, sanno qual'è la propria Leggenda Personale.
In quel periodo della vita tutto è chiaro, tutto è possibile,
e gli uomini non hanno paura di sognare e di desiderare
tutto quello che vorrebbero veder fare nella vita.
Ma poi, man a mano che il tempo passa, una misteriosa forza
comincia a tentare di dimostrare come sia impossibile realizzare
la Leggenda Personale."
(...)"Sono le forze che sembrano negative, ma che in realtà
ti insegnano a realizzare la tua Leggenda Personale.
Preparano il tuo spirito e la tua volontà.
Perchè esiste una grande verità su questo pianeta:
chiunche tu sia o qualunque cosa tu faccia,
quando desideri una cosa con volontà, è perchè
questo desiderio è nato dall'anima dell'Universo.
Quella cosa rappresenta la tua missione sulla Terra."
"Anche se si tratta soltanto di viaggiare?
O di sposare la figlia di un commerciante di tessuti?"
"Oppure di cercare un tesoro.
L'Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli
uomini. O dall'infelicità, dall'invidia, dalla gelosia.
Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere
degli uomini. Tutto è una sola cosa.
E quando tu desideri qualcosa, tutto l'Universo
cospira affinchè tu realizzi il tuo desiderio
."

(Paulo Coelho, L'Alchimista, Bompiani, Milano, 1995)


by Joan Mirò
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martedì 11 maggio 2010

Berlin flashes

Cammino nel Tiergarten,
in un k-way a strisce
bianche e rosa,
è agosto e il cielo è grigio,
l'Italia è assai lontana,
l'Italia è africana.

Reichstag,
verde e bianco.
Richter,
nero rosso giallo...
Ricordi di un'estate berlinese
nera rossa gialla...

G.Richter@ Reichstag
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venerdì 7 maggio 2010

Immigrato per una sera

Fuori piove, ho appena finito di leggere NONOSTANTE MILANO,
una sorta di pamphlet di sapore rosso, regalatomi al Cox.
Una lettura complessa dalle tematiche politiche molto scottanti.
Ripenso alla serata al Leoncavallo quando siamo andati a
festeggiare il compleanno della Stefi con i suoi allievi della
scuola di italiano, ragazzi di ogni età e di ogni provenienza,
immigrati in Italia in cerca di lavoro e di una condizione migliore.

Quanta difficoltà a sentirmi a mio agio in mezzo a persone
così diverse da me per colore e cultura, lingua e stato sociale!
Quante BARRIERE esistono realmente tra noi AUTOCTONI
e loro IMMIGRATI! Sentirsi in minoranza è davvero un'esperienza
amara. Ti senti minacciato?
Più che altro diverso, quasi inutile,
invisibile, quasi un fenomeno da baraccone con tutti
gli occhi addosso o forse nessuno.
Non è per niente facile rapportarsi con persone
diverse da noi, ormai affetti da questa degenerazione politica.
La difficoltà è tangibile:
alcuni di questi ragazzi hanno l'aspetto
di tanti altri che spesso vediamo per le strade e che guardiamo con
diffidenza solo perchè non appartengono alla nostra esperienza quotidiana.
Quale difficoltà sembra insormontabile?
Trovare qualcosa da dire. Sì, sentirsi veramente spinti a dialogare,
essendo sè stessi, nonostante le difficoltà culturali.

Stiam perdendo la capacità di fraternizzare, siamo così chiusi nell'eremo di noi stessi pieni della nostra individualità che ci risulta quasi impossibile parlare con gli altri.
Semplicemente parlare.

E quasi prende una sorta di timore di fronte all'altro,
una paura di essere aggrediti nella propria persona,
danneggiati.

Credo che per riuscire a rapportarsi con le persone
non ci voglia una laurea ma tanta voglia di combattere
le cose calandosi in un mondo nuovo senza pregiudizi,
senza nette classificazioni sociali, senza ricchi e potenti,
senza agiati, senza paria.

Non so bene quello che penso perchè non so ancora bene
quale sia la mia posizione sulla questione integrazione.
Cioè mi rendo conto che sarei ipocrita a fare discorsi
pieni di retorica sugli immigrati, quando sono
la prima che l'altra sera al Leoncavallo si è sentita
STRANA. Ma quella sensazione mi porta a riflettere
ancora su cosa significhi essere DIVERSO, o meglio,
esser considerato diverso, in minoranza, insistentemente
colpito da sguardi che osservano.

Insomma provare per una sera quello che moltissime
persone provano spesso qui nella nostra città.
L'emarginazione credo sia un'esperienza dolorosissima,
anche se spesso i volti di queste persone sono molto
fieri seppur nella loro rabbia, disperazione, rassegnazione.
E' l'impotenza dell'EREMITA che ha smesso di
SAPER PARLARE.
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mercoledì 5 maggio 2010

Le storie

E' bello ascoltare le storie:
quelle degli amici, quelle dei libri, quelle delle favole
e anche quelle che ci detta la nostra immaginazione.

E' rilassante anche se non si ascolta proprio tutto.
La prosa permette di seguire la trama degli eventi,
ascoltando la voce di chi narra,
andando avanti sempre avanti,
in progressione.

Mai fermarsi o soffermarsi troppo su certi elementi
del discorso mentre si ascolta!
Meglio abbandonarsi alla propria immaginazione:
lei sì che lavora incessantemente
senza pretendere troppe ricompense!
E, a volte, è lei che prende la parola
e inizia a raccontare
ciò che l'autore deve umilmente
trascrivere, mentre lei detta,
ispirandolo...
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martedì 4 maggio 2010

La pioggia di maggio

Maggio inizia con pioggia e vento.
Benissimo, dico io!
Più concentrazione, più tempo per studiare,
meno voglia di partire ed evadere da Milano.

E poi un po' di pioggia fa bene alle radici.
Bisogna pur nutrirli questi parchi!
E poi porta novità che fan sempre bene
a noi esseri pigroni.

La pioggia di maggio è una musica ritmata
che ti fa tenere il passo, quasi un rap...
Non so perchè ma ci sta benissimo oggi!
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