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L'opinionista e le 'biade in campo'

E questo ti sia sempre piombo a' piedi,
per farti mover lento com'uom lasso
e al sì al no che tu non vedi:
chè quelli è tra li stolti bene a basso,
che sanza distinzione afferma e nega
ne l'un così come ne l'altro passo;
perch'elli 'ncontra che più volte piega
l'oppinion corrente in falsa parte,
e poi l'affetto l'intelletto lega.
Vie più che 'ndarno da riva si parte,
perchè non torna tal qual e' si move,
chi pesca per lo vero e non ha l'arte.

(Paradiso, Canto XIII, v.112- 123)

[Parafrasi:
E la mia spiegazione ti faccia sempre andare con i piedi di piombo,
in modo che tu proceda lentamente, come un uomo stanco,
tanto nell'affermare quanto nel negare ciò che non conosci bene:
poichè è ad un grado molto basso di stoltezza colui che accetta
o nega un giudizio senza riflettere, tanto in una scelta quanto
nell'altra; giacchè accade che il più delle volte il giudizio frettoloso
giunga a false convinzioni, e poi l'attaccamento (alla propria
opinione) ostacola la ragione. Tanto più inutilmente
si allontana dalla costa colui che va alla ricerca della verità
e non ne possiede gli strumenti, poichè ritornerà diverso
da quando è partito.]

Non sien le genti, ancor, troppo sicure
a giudicar, sì come quei che stima
le biade in campo pria che sien mature;
ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima
lo prun mostrasi rigido e feroce,
poscia portar la rosa in su la cima;
e legno vidi già dritto e veloce
correr lo mar per tutto suo cammino,
perire al fine a l'intrar de la foce.

(Paradiso, Canto XIII, v.130- 138)

[Parafrasi:
Inoltre la gente non sia troppo corriva nel dare giudizi,
come colui che valuta le messi del campo prima che
sia maturo; poichè io stesso ho visto il cespuglio di
rovi dapprima presentarsi,lungo tutto l'inverno,
secco e spinoso, poi (in primavera) produrre una
rosa sulla sua sommità; e invece ho visto
una nave prima alta e spedita attreversare il mare
lungo tutto il viaggio e colare a picco
all'imbocco del porto.]


Questi versi del Paradiso di Dante mi hanno
colpito perchè esprimono una riflessione interessante
sui giudizi affrettati degli uomini sugli altri,
spesso sbagliati perchè troppo superficiali e fuorvianti.
La verità è spesso molto più complessa di quanto
appaia ad un primo sguardo veloce sulle cose.
Giudicare senza riflettere allontana da ogni
possibilità di comprensione, di incontro, di crescita.

Il punto è che troppo spesso si è pronti a far
delle cose che accadono nel mondo, un argomento
di dibattito in cui ognuno cerca di dare una sua
personale interpretazione.
D'altronde, anche molti programmi della nostra
televisione si basano su questa idea: talk- show di ogni genere,
reality, forum su Internet, blog e via dicendo...!
Si è addirittura consolidata una nuova figura 'professionale'
legata all' oppinion corrente del v.119:
il cosiddetto opinionista, presente in ogni
trasmissione 'che si rispetti' (si fa per dire)
incarna perfettamente il concetto che voleva esprimere
il nostro buon vecchio Dante nel lontano,
non per costumi e società, 1300.
Infatti l'opinionista è pagato per dare, e dire,
giudizi su qualcosa o su qualcuno davanti ad una telecamera.
Molto spesso questi cervelloni compaiono
cammuffati nel pubblico, altre volte sono personaggi
provenienti da campi professionali
assai lontani dall'argomento di discussione.
Essi esprimono la loro opinione, ma io mi chiedo:
"ma chi gliel'ha chiesta? E poi ma che mi interessa del
punto di vista di Alba Parietti su Anna Franzoni?
o quello di Tonòn su qualche idiota della 'Fattoria'?"

Ah, è vero, è vero, scusate! In un perfetto regime di
democrazia vige il diritto di parola, l'antica
parresia socratica...
Già, ma in una democrazia che
imbavaglia chi pensa prima di parlare, ossia
tutti coloro che esprimono una la loro idea e non
solo una propria opinione,
dove sta il diritto di coltivare il proprio campo,
senza che i frutti siano valutati anticipatamente e
superficialmente, prima ancora che sia venuto
il tempo del raccolto?

Tutte le cose e le azioni degli uomini, i loro
comportamenti e le loro parole vanno osservate
con un'attenzione profonda. Prima di giudicare
bisogna saper aguzzare la vista e la mente.

Il punto è: siamo ancora capaci di farlo?
Siamo pronti a fermarci a riflettere?
Abbiamo ancora quei piedi di piombo con i quali
Dante consiglia di procedere?
O la velocità e la futilità degli interscambi comunicativi
tra le persone porta ad una sorta d'ossessione
di dire la propria, di partecipare al dibattito,
di esserci apparentemente senza poi esserci veramente?!

Anche per quanto riguarda il
giudicare noi stessi è indispensabile non
perdere il senso della realtà e non allontanarsi
troppo dalla costa se non si è grandi esperti
di mare: si rischia di farsi opinioni sbagliate, ovvero
immagini di sè deformate, grottesche.

L' occhio lucido del capitano scruta l'orizzonte
attraverso il suo cannocchiale:
non si permette di perdersi in
false opinioni nè false illusioni, non si arroga
il diritto di superficiali giudizi e cerca di mantenere
il senso della realtà all'interno della sua ciurma,
senza mai dare niente per scontato.

















IL PENSATORE di A. Rodin, 1880- 1902
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_pensatore
Inizialmente chiamata Il poeta, la statua faceva parte di una porta monumentale in bronzo commissionata a Rodin come porta d'ingresso di un progettato Musée des Arts Décoratifs a Parigi che in realtà non verrà mai inaugurato. Rodin scelse di raffigurare un tema a lui caro, ovvero l'universo dantesco della Divina Commedia che in quell'epoca era considerata un'opera ricchissima di spunti romantici e avventurosi, e che oltretutto Rodin conosceva molto bene fin dai tempi della Petit Ecole. Ogni figura da lui ideata rappresentava uno dei personaggi principali del poema. Il pensatore doveva raffigurare Dante davanti alle porte dell'Inferno, meditando sulla sua grande opera.

Commenti

  1. Il pensatore di Rodin... quanti ricordi, vero?
    Riguardo il resto... purtroppo siamo e andiamo sempre più verso una società sempre più superficiale, povera di contenuti, che nonostante le possibilità di conoscenza di cui dispone preferisce spegnere il cervello di fronte alla realtà.
    Citando Alexander Pope mi tornano in mente i suoi versi: "Eternal sunshine of a spotless mind!". Come biasimarlo. La conoscenza non è di certo portatrice di felicità, mentre la beata ignoranza permette a molti di vivere nelle proprie illusioni, di ignorare la dura realtà che li circonda. La società mediatica persegue proprio questo scopo: pensare a cose inutili per non pensare alla realtà delle cose...

    RispondiElimina
  2. Ciao Andre! Eh già quanti ricordi le lezioni di Arte...Quella sulla Porta dell'Inferno di Rodin era infinita e un po' barbosa!hhihihi...
    Grazie per il commento e per la bella citazione di Pope!( Tra l'altro non sapevo che fosse il titolo originale del film 'Se mi lasci ti cancello')...Lo so che è un po' scontata una riflessione di questo genere in una società mass- mediatica e sotto il regime
    dell'ottusità, ma volevo attualizzare Dante che a volte crea immagini in cui riesce a sintetizzare concetti importantissimi e senza tempo. Un bacio e a presto!

    RispondiElimina

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