lunedì 8 marzo 2010

Il mio mondo ideale

Non posso che alzare la testa e guardare fuori dalla finestra,
mischiarmi con l'esterno in questo cielo abbagliante,
come Dante, fissare lo splendore dei raggi solari che
decorano questa domenica pomeriggio.

Respiro profondamente, ascolto l'ispirazione tenue di un
momento ricco di emozioni. Esse vorrebbero librarsi nel
cielo come rondini di primavera, anzichè tramutarsi
in parole già usate e lette.

Eppure è questa la mia libertà, la mia liberazione:
creare discorsi sulle ali di pensieri passeggeri come nuvole
davanti al sole. Il mio momento è intenso e caldo.
Quant'è semplice parlare ad un foglio, quant'è complicato
a volte, dialogare con gli esseri umani.

Come posso convivere con questa tensione che fascia
il cuore? Io non voglio vivere come una schiava malata o
un uccello con un'ala spezzata.
Io voglio poter guardare le cose e il mondo con un occhio
straniato, allucinato ma libero di potersi esprimere
senza inutili sensi di colpa, senza inutili compiacimenti.

Sono solo un poeta e solo colgo i rapporti segreti tra le cose.

Coltivare significa piantare semi e innaffiare con acqua.
Bisogna continuamente pensare di fare crescere una pianta,
senza mai dimenticarsene, per essere un buon coltivatore.
Dedizione, passione, fatica.

Un giorno crescerò e toccherò il soffitto con la testa...
Proprio come capita ad Alice, quando mangia i biscottini
del suo mondo ideale...



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