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Visualizzazione dei post da 2010

LA FINE DI UN DECENNIO

Oggi finisce il 2010, oggi finiscono i primi dieci anni del secolo...
Entrare in un nuovo anno non è così strano come entrare in una nuova
decade! Pensate indietro, riavvolgete il nastro, cercate le cose belle
di questi ultimi dieci anni e capite cosa di bello è successo in questo
tempo che è volato, ma accidenti, dieci anni non sono certo pochi...

Io così su due piedi, mentre mi appresto a festeggiare con amici il
Capodanno, ripenso agli ultimi dieci anni, tornando alle mie immagini
di quando avevo quindici anni. Bhè, ricordo che ero in piena adolescenza
e avevo un sacco di voglia di crescere, avevo ancora il walkman in
cui ascoltavo cassettine mixate da me. Ascoltavo il punk e lo ska.

Al passaggio del millenio, esattamente dieci anni fa, ero a Parigi.
Sotto alla Tour Eiffel ho festeggiato con i miei il 2000, mentre nel mondo
tutti temevano il MILLENIUM BUG! Sugli Champs Elisees pensavo
solo ad una cosa: i NOFX! :-D

In dieci anni ho dato troppi esami: la mia malattia morale!
Esa…

Il BHO...BLOG vi augura BUON NATALE

A tutti i miei cari Bho... Bloggers,
auguri di Buon Natale.
Che sia una giornata di serenità e
felicità per tutti!

Manuela Raganati

Arrivano le feste di Enzo Bianchi

Arrivano le feste, ma con esse anche una domanda sempre più pertinente: siamo ancora capaci di fare festa? Riusciamo ancora a segnare un tempo come festivo, diverso dal feriale quotidiano? E, se e quando ci riusciamo, di cosa abbiamo bisogno per distinguerlo dalle ormai sempre più numerose occasioni che abbiamo per festeggiare, stimolati come siamo da un mercato che ci vuole sempre pronti a consumare tempo e denaro in beni fuori dall’ordinario? Finiamo per credere che ciò che caratterizza la festa debba essere l’eccesso, la ricchezza, il poter spendere per il superfluo, lo stordirci con lo stra-ordinario.

In questo senso il Natale è divenuta la ricorrenza che più di altre mostra la contraddizione in cui ci troviamo e il conseguente paradosso di trovarci in ansia per la festa: siccome ha perso la preziosità che gli derivava del suo essere unica o quasi durante l’anno, ora sembra condannata a distinguersi dalle mille altre feste che ci siamo inventati attraverso un “di più” di tutto: pi…

Omaggio a...John Donne: The good morrow

The good morrow, from Songs and Sonnets, 1663.

I wonder by my troth, what thou, and I
Did, till we lov'd? were we not wean'd till then?
But suck'd on countrey pleasures, childishly?
Or snorted we in the seven sleepes den?
T'was so; But this, all pleasures fancies bee.
If ever any beauty I did see.
Which I desir'd, and got, t'was but a dream of thee.

And now good morrow to our waking soules,
Which watch not one another out of feare;
For love, all love of other sights controules,
And makes one little room, an every where.
Let sea-discoverers to new worlds have showne,
Let us possess one world, each hath one, and is one.

My face in thine eye, thine in mine appeares,
And true plaine hearts doe in the faces rest,
Where can we finde two better hemispheres
Without sharpe North, without declining West?
What ever dies, was ot mixt eqaully;
If our two loves be one, or, thou and I
Love so alike, that none do slacken, none can die.

Il buongiorno
Mi chiedo, in verità, che co…

Spettacolo metropolitano in quel di Sesto.

Esco dalla metropolitana di Sesto Marelli,
mi ritrovo davanti ad un inaspettato spettacolo metropolitano.
Il sole delle cinque del pomeriggio nel giorno che precede
il solstizio d'inverno è di un colore quasi artificiale.
I raggi vengono riflessi dalle facciate dei grattacieli
della città postindustriale.
I vetri a specchio degli edifici sono aranciati
da un sole che sembra finto.
All'orizzonte, sulla periferia, spunta un'irreale luna bianca.
La visione di questa Sesto fredda e onirica
è affascinante. Il ghiaccio sulla strada e, ai lati, la neve rendono
questo luogo ancora più lontano dal centro.
Infine, catturo nella mente, dalla calda finestra,
un tramonto offuscato da nubi invernali in cui
intravedo la mia immagine. Poco più sotto, la gelida ferrovia.
Manuela Raganati.

Il pagliaccio nel cortile

Seduto su uno scoglio in mezzo al mare
un povero pagliaccio
sussurra al vento
la sua tristezza.

Un giorno sedeva in un buio e grigio
cortile e
nessuno lo ha mai capito.

Ed ora erra per
il mondo e ogni sera
si ritrova davanti ad un tramonto
e pensa cosa mai ha sbagliato.

Il mare lo circonda,
le onde lo bagnano,
la salsedine gli sporca la parrucca...

Fissa l'orizzonte
senza trovare
la fine.

Manuela Raganati
http://www.dirkvanden.net/images%20by%20dirk.htm
"Sad Clown" - oil on canvas board - 36"x24" by Dirk Vanden

Salone del Libro Usato: un libro, una pepita d'oro

Oggi sono stata invitata ad andare al Salone del Libro Usato organizzato dalla Biblioteca di via Senato con il patrocinio della Regione nel Padiglione 1 di FieraMilanoCity.
Non mi aspettavo di trovare così tanti espositori: quattrocento, provenienti da tutta Italia e anche qualcuno dall'estero. Appena sono entrata ho capito che avrei perso la testa con tutti quei vecchi libri!

Ho trovato davvero di tutto: libri di narrativa di primo, secondo, terzo livello; libri per l'infanzia degli anni '30-'40; libri antichi con magnifiche rilegature, libri di carte geografiche di grandi dimensioni; prime edizioni di titoli importantissimi come Il sogno di una cosa, L'odore dell'India, Alì dagli occhi azzurri di Pier Paolo Pasolini e Incontri d'amore di Corrado Alvaro. C'erano libri e riviste d'arte di ogni epoca, stampe a basso prezzo, dischi e fumetti, guide turistiche, cartine stradali, mini-libri e persino cartoline e fotografie antiche.


Un vero e proprio …

La Valchiria cavalca la Scala di Milano.

E' da poco terminata l'attesissima prima della Scala,
come ogni anno, tenutasi nel giorno del Santo Patrono
di Milano. Quest'anno il debutto della stagione
è stato affidato all'opera di Wagner La Valchiria,
diretta dal grande Barenboim che ha esordito
affermando di essere molto preoccupato per la
situazione della cultura nel nostro Paese,
ricordando a tutti l'articolo 9 della Costituzione:
"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
Lo spettacolo è durato all'incirca cinque ore, pause
comprese. Durante il susseguirsi dei tre atti,
il pathos è andato in crescendo, sempre con maggior
forza e impeto. Le scenografie di Enrico Bagnoli
con potenti giochi di luce e nuovi effetti
di video-arte hanno reso lo spettacolo molto più
moderno e avvicente, nonostante la lunghezza dell'opera.
La Valchiria (Die Walküre) è la seconda delle quattro …

Ri- lettura: Buon Natale Signor Piccione

Buongiorno signor Piccione? Ha visto che bel sole quest'oggi?

Oh sì...è proprio una bella giornata...

Lei cosa farà per Natale?

Bhè io credo che me lo passerò a tubare con mia moglie...

Ma davvero? Ma che bella idea...Sa un po' la invidio...

Ma come signorina? Cosa dice? Le sembra un pensiero da fare...?

Bhè no, però a me il giorno di Natale mette strane sensazioni addosso...

Il giorno di Natale è un giorno che si riempie di significati...solo per le persone che ne sanno trovare...

Crede che non lo sappia? E' proprio questo il problema signor Piccione. A me non è dato volare se non con il pensiero, lei invece...

Io vorrei sapere volare con il pensiero, sa signorina?
Io non sono un falco, un'aquila, nè un tenero passero.
Non sono nobile, romantico. Non sono un cantante melodico, nè lirico.
Sono solo un ordinario uccello metropolitano,
sono solo un piccione. Faccio qualche volo,
combino qualche danno e mi ritrovo spesso in compagnia
di altri piccioni uguali a me, in cerc…

Intervista a Saviano.

Tratto da Una giornata con Saviano: le mie prigioni di velluto
di John Llyod
© «Financial Times»

(Traduzione di Fabio Galimberti per «Il Sole 24 ore» )

Quando era adolescente, Saviano vide suo padre pestato per aver soccorso una vittima della camorra: la «regola» era che quelli bisognava lasciarli morire. Suo padre però mostrava rispetto per gli uomini di potere, e consigliava a suo figlio di essere forte, come i boss della camorra. Forse ha avuto più influenza su di lui un prete anticamorra, don Peppino, a cui Saviano dedica un capitolo in Gomorra e che fu ucciso da coloro che aveva denunciato. Saviano ricorda che il prete gli diceva che chi si opponeva ai clan doveva essere «lì per accusare e testimoniare la parola con la sua unica difesa: dire le cose pubblicamente».


Saviano ha seguito quel consiglio ed è stato questo a dargli la notorietà straordinaria di cui gode. Lui c'è, con forza, in tutto quello che scrive; e c'è ora, con ancora più forza, nel suo programma televisi…

Omaggio a... Friedrich Nietzsche

AL SUD

Così io dunque sto sopra un ramo
curvo, e cullo la mia stanchezza.
Un uccello m'invitò a casa sua,
è in un nido d'uccello che mi riposo.

Il mare bianco si è addormentato,
una vela di porpora lo solca.
O torri, fichi, porti e dirupi,
idilli ovunque e belare di greggi-
innocenza del sud, prendimi in te!

Passo passo- che vita sarebbe?
Prima un piede poi l'altro fa tedesco.
Pregai il vento di levarmi in alto,
imparai a librarmi con gli uccelli-
volai a sud, attraversai il mare.

La ragione? Che penoso affare!
Porta alla meta in men che non si dica!
Capii volando quel che m'ingannava-
Già sento ardire, sangue e freschi succhi
per una nuova vita, un nuovo gioco...

Pensar da soli, quest'è certo saggio,
ma cantar soli- sarebbe sciocco!
Dunque udite il mio canto in vostra lode
e mettetevi zitti intorno a me,
voi malvagi uccellini, fate cerchio!

così giovani e falsi, così scaltri
voi mi sembrate fatti per amare
e per ogni diletto e passatempo?
Al nord io amavo- devo c…

Vieni via con me: un po' come a messa, di Aldo Grasso

Segnalo questo commento di Aldo Grasso apparso oggi sul sito del Corriere della Sera.
Credo sia interessante perchè offre ulteriori spunti di dibattito.

http://www.corriere.it/spettacoli/10_novembre_24/grasso_fil-di-rete_ddee7b72-f794-11df-9137-00144f02aabc.shtml

Vieni via con me_ Atto III: quello che le donne dicono

Ieri sera, mentre mi gustavo la terza puntata di Vieni via con me,
ascoltando la cover di Sally cantata da Fiorella Mannoia,
bellissima canzone di Vasco Rossi che non conoscevo
e che mi è arrivata subito al cuore,
mi sono accorta di essere una donna, una donna come tante altre.

Quando sei bambina senti che le cose parlano e sussurrano storie,
quando sei ragazza pensi che vorresti piacere agli altri,
quando sei donna senti che il mondo gira dentro un vortice assurdo.

Sei donna perché sei cresciuta con i tuoi sogni di bambina e
ti ritrovi poi ad essere una bambina che deve fare le cose da grande.
Ti ritrovi immersa in un mare di lacrime, senza sapere perché,
senza sapere quando smetterai.

I sensi di colpa costellano la mente delle donne.
I pensieri e le riflessioni che hanno accompagnato una vita
ad un certo punto, diventano fardelli troppo pesanti
da portarsi in borsetta.
Allora, vorresti sapere che cosa fare
delle innumerevoli pagine di diario scritte in tutti questi ann…

Morte a Venezia: la clessidra di sabbia

"Io mi ricordo che c'era una clessidra come questa in casa di mio padre.
La sabbia scorre attraverso un forellino così sottile che all'inizio
sembra che il livello della parte superiore non debba cambiare mai.
Cominciamo ad accorgerci che la sabbia scorre via solo verso la fine.
Ma prima di allora ci vuole tanto che non vale la pena pensarci.
Poi, all'ultimo momento, quando non c'è più tempo, ci si accorge che
è troppo tardi, ci si accorge che è troppo tardi per pensarci..."














(Gustav von Ashenbach, in La morte a Venezia di Luchino Visconti, 1971)

Dibattito su Vieni via con me: risposta ad un lettore

Caro Enrico, grazie innanzitutto dell’attenzione e del commento lasciato al precedente post! Mi fa piacere che tu abbia lasciato qui le tue impressioni sul programma Vieni via con me di Fazio e Saviano. Sono contentissima che il BHO…BLOG possa essere anche uno spazio di dibattito e confronto, perché è proprio attraverso il dialogo e lo scambio dei punti di vista che si cresce e, concedimi l’afflato retorico, che cresce il Paese. Inoltre mi dai l’opportunità di ampliare il discorso che ho affrontato nel post.
Detto questo, veniamo al dunque!

Primo punto: la Retorica.
Cito da Wikipedia che, a sua volta, cita da R.Barthes: “La retorica (dal greco ῥητορικὴ τέχνη, rhetorikè téchne, «arte del dire») è l’arte di parlar bene, la disciplina che studia il metodo di composizione dei discorsi, ovvero come organizzare il linguaggio naturale (non simbolico) secondo un criterio per il quale ad una proposizione segua una conclusione. Sotto questo aspetto essa è un metalinguaggio, in quanto cioè un «d…

Saviano e il potere del racconto

Le storie d'amore hanno un potere speciale:
sono sempre appassionanti, ti incollano all'ascolto
e incuriosiscono l'animo umano, sopratutto quello
più avvezzo alle emozioni.
Quando queste storie sono raccontate da
Roberto Saviano sembrano favole, ma non favole
per bambini, bensì favole per adulti.

E cosa c'è di nuovo nella favola per adulti?
Nella favola per adulti, il narratore è un testimone
di verità, di fatti. La narrazione è una forte
denuncia travestita da racconto pieno di pathos e
incantamento. Queste storie accentrano
l'ascolto del pubblico sui nuclei fondamentali della storia,
rafforzati da potenti immagini evocate attraverso
continue digressioni. E' uno stile retorico del tutto
efficace perchè permette di informare il pubblico
in modo appassionante e coinvolgente,
accompagnandolo all'interno di questioni molto
complesse e a volte inavvicinabili ai più.

Non mi vergogno a dire che stasera ho imparato
finalmente, una volta per tutte, che cosa sia la
mafia in Italia. Non …

Via, via vieni via con me...

Stasera ho sfiorato la commozione almeno
tre o quattro volte. Quel senso di stretta
alla gola che ad un tratto ti prende e
ti stritola le emozioni dentro e ti fa
capire che dopo tutto, nonostante tutto,
nonostante più di un decennio di berlusconismo,
nonostante le indegne riforme sulla giustizia,
sull'università, sull'emigrazione, i tagli
sulla cultura e nonostante la poca informazione
di un paese che si professa ancora democratico,
insomma, dopo tutto, sei vivo, sei qui e
porca miseria, quei signori lì, quei
grandi uomini che sono lì a metterci la
faccia, il nome e la vita, sono lì a
ricordarci, una volta per tutte, che questa
'cosa è nostra', ma non in quel senso là che
piace tanto ai colletti bianchi o ai
Sandokan, no... La res publica, signori e
signore, la res publica... La cosa di tutti,
la cosa per cui il mio, il tuo, il suo
trisavolo han combattuto, la cosa che ci
riguarda sì sì che ci riguarda... e sai perchè?
Perchè sta cadendo a pezzi e noi con lei...
Simbolo tragico, quanto è ver…

Ri- lettura: " Dal diario di viaggio:Bali"

8 aprile 2001
Sono sospesa sul mondo,con le nuvole
che mi sostengono in questo lungo volo.
Sul mio orologio sono le 19,30,
e ora sono quasi sopra l’Himalaya
e questo è davvero emozionante.

Sento di aver dimenticato tutto a casa,
di non aver portato niente con me.
Ma la realtà è che non avrei voluto
portare niente con me.

Mancano ancora 5 ore e mezza
all’atterraggio a Bangkok,Thailandia.
Il mio piccolo microcosmo è sempre più lontano.

Bangkok.
Dopo esser scesi dall’aereo,
ci ha investito il caldo orientale.
30 gradi alle 6 del mattino…
L’atmosfera thailandese ci ha avvolto immediatamente,
appena entrati in aeroporto.
Dopo aver passeggiato nell’area commerciale,
siamo arrivati davanti ad una grande vetrata
che dava sulle piste ma soprattutto prestava all’occhio
un’immagine favolosa:
l’alba di quel sole che ogni giorno nasce lì ad oriente
per morire in Occidente. Da sempre.

Era sensazionale essere lì davanti a quel sole,
quasi mi sembrava di conoscerne una parte nuova di esso.
Dopo una lunga corsa intorno al mondo…

Pier Paolo Pasolini. Una morte violenta.

Sono passati trentacinque anni dall'omicidio
di Pier Paolo Pasolini.
Scrivere qualche parola a riguardo mi sembra
un dovere.
Ieri sera, mentre tornavo a casa su un
silenziosissimo taxi, guardando le strade
di una Milano allagata dalla pioggia, non
facevo che pensare all'ultima notte di
trentacinque anni fa dell'a me caro scrittore,
quasi come se non se ne fosse ancora
definitivamente andato da questo mondo.
Quella notte sul lungomare di Ostia
fu una morte violenta.

Spesso nelle pagine della sua narrativa
ricorrono immagini e scene cariche di
aspra violenza: dai giochetti sadici dei
Ragazzi di vita, alle rapine di Una vita violenta,
dalle scene di rabbia di madri senza speranza,
ai pugni tra fratelli. Insomma, la violenza
come espressione di un mondo al limite
dell'umanità è uno dei simboli negativi
della Roma pasoliniana.

La città vissuta dall'autore friulano non
si configura affatto come il tipico salotto
letterario dove l'intellettuale borghese
affonda le sue natiche su calde e…

Tempi moderni

I pensieri senza senso, i pensieri che non vanno,
quelli che non fanno bene e che nessuno vede.
Le ondate di forme capovolgono il cuscino.
I sensi persi alla ricerca di una via.
Una via che non c'è.
A parlare è una voce profonda più del disgusto,
l'eco si perde nella notte di tempesta.
Il cielo è pesante, un coperchio di ferro
su cui piange qualche divinità implacabile.
I morti non sono sotto terra, i morti siamo noi.

Le campane annunciano la resurrezione di Faust,
il mondo è qui ora, poi chissà.
Una Gretchen muore d'amore,
una coppia di Filemone e Bauci difende il passato,
Mefistofele sogghigna nei volti mascherati
di ognuno di noi.

Roma, la pioggia... a cosa serve la letteratura?

Ho appena finito di leggere un libro che si intitola
Roma, la pioggia...A cosa serve la letteratura? di
R.P. Harrison. E' un libro che ho comprato molto
tempo fa, ancora ai tempi del liceo. L'avevo
trovato per caso negli scaffali del Libraccio,
quando ancora passavo i miei sabato pomeriggio
a cercare interessanti libri di letteratura,
non vedendo l'ora di arrivare all'università
per dedicare tutta me stessa a questo studio.

Però ho sempre avuto il vizio di comprare libri
e non leggerli, meglio, non leggerli subito.
Infatti, questo libro per quanto sembrasse interessante,
non ha mai avuto da me molta considerazione in tutti
questi anni. E il tempo è passato,
tanto tempo è passato.

Sabato mattina ho iniziato a leggere questo
libro dalla copertina viola su un treno
regionale per Venezia. Un viaggio strano,
un viaggio di evasione da cosa o da chi non so.
Forse solo una ricerca di spazio per meglio
prendere la rincorsa prima di volare, ecco...

La lettura di questo libro mi ha rapita subito.
Mi h…

Omaggio a... Fernando Pessoa (ovvero il mio oggi)

Dal LIBRO DELL'INQUIETUDINE di Bernardo Soares:

12
(67)

Questa è una giornata nella quale mi pesa, come un ingresso in carcere, la monotonia di tutto. Ma la monotonia di tutto non è altro che la monotonia di me stesso.
Ciascun volto, anche lo stesso che abbiamo visto ieri, oggi è un altro, perchè oggi non è ieri. Ogni giorno è il giorno che è, e non ce n'è mai stato un altro uguale al mondo. L'identità è solo nella nostra anima (l'identità sentita con se stessa, anche se falsa), attraverso la quale tutto si somiglia e si semplifica. Il mondo è cose staccate e spigoli distinti; ma se siamo miopi, essa è una nebbia insufficiente e continua.

Il mio desiderio è fuggire. Fuggire da ciò che conosco, fuggire da ciò che è mio, fuggire da ciò che amo. Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non esser questo luogo.
Non voglio più vedere questi luoghi, queste abit…

Ode alla cipolla di Pablo Neruda

Dedicata a chi non si toglie facilmente di dosso un pensiero
o un'idea o una persona...

Ode alla cipolla

Cipolla
luminosa ampolla,
petalo su petalo
s’è formata la tua bellezza
squame di cristallo t’hanno accresciuta
e nel segreto della terra buia
s’è arrotondato il tuo ventre di rugiada.
Sotto la terra
è avvenuto il miracolo
e quando è apparso
il tuo lento germoglio verde,
e sono nate
le tue foglie come spade nell’ orto,
la terra ha accumulato i suoi beni
mostrando la tua nuda trasparenza,
e come con Afrodite il mare remoto
copiò la magnolia
per formare i seni,
la terra così ti ha fatto,
cipolla,
chiara come un pianeta,
e destinata a splendere
costellazione fissa,
rotonda rosa d’ acqua,
sulla
mensa
della povera gente.
Generosa
sciogli
il tuo globo di freschezza
nella consumazione
bruciante nella pentola,
e la balza di cristallo
al calore acceso dell’ olio
si trasforma in arricciata piuma d’oro.

Ricorderò anche come feconda
la tua influenza l’ amore dell’ insalata
e sembra che il ci…

Ri-dichiarazioni...

NIENTE AL MONDO

E’ PIU’ BELLO CHE SCRIVERE.

ANCHE MALE.

ANCHE IN MODO DA FAR RIDERE

LA GENTE.

L’UNICA COSA CHE SO FARE

E’ QUESTA.

Ciao Sarah

"Ecco gli amabili resti cresciuti intorno alla mia assenza, quei legami talvolta tenui, talvolta frutto di grandi sacrifici, ma per lo più magnifici, che si formarono dopo la mia scomparsa"

Non ce la faccio, scusate,
non ce la faccio proprio a starmene zitta...
Lo so che di fronte a certe cose
non ci sono e non ci dovrebbero essere
parole di commento,
se non profonda riflessione e rispetto.
Ma sono davvero turbata
dalla notizia del ritrovamento del cadavere di Sarah Scazzi.
Io non riesco a mandare giù che una vita si possa distruggere così.
Io non riesco ad accettare.
Profonda rabbia e profondo senso del ribrezzo.
15 anni finiti in un pozzo.

La primavera scorsa ho visto un film di Peter Jackson, intitolatato
AMABILI RESTI.
Ebbene, la storia è molto simile a questa del 'giallo di Avetrana',
o 'giallo di fine estate', come l'han chiamato i giornali,
(peraltro uscita di dubbio gusto).

E' da ieri notte che ripenso alle immagini del film,
tornate a galla dalla memoria,

BURIED. SEPOLTO

Sepolto sotto terra. In una cassa di legno.
Cosa e chi lo tirerà fuori da quell'orribile prigione?
BURIED è il nuovo film di Rodrigo Cortés che uscirà nelle sale il 15 ottobre 2010.
Non è di certo un film facile, leggero, spensierato, probabilmente non sarà un film per tutti (astenersi claustrofobici), forse non sbancherà ai botteghini, ma sicuramente non vi lascerà uscire dalle sale senza aver provato emozioni forti.
Vi toglierà il respiro.

L' idea narrativa è davvero geniale: un uomo chiuso in una cassa sotterrata, un cellulare e alcuni altri oggetti. Tutta la trama della storia passa attraverso questi pochissimi 'attanti', per dirla alla Greimas. L'intreccio è un po' assurdo, ma contrasta in modo efficace con il crudo e intenso realismo della claustrofobica agonia di questo eccezionale Ryan Reynolds, che per chi ancora non lo sapesse è il fortunato maritino della bella Scarlett Johansson.

Io durante i primi dieci minuti di film pensavo di avere, da un momento all&…

Omaggio a... Fabio Volo :-D

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
la felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,. ..
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose...
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità e' fatta di emozioni in p…

Omaggio a... Paul Klee

Tutto ciò che è effimero è solo un simbolo.
Ciò che vediamo è una proposta, una possibilità, un ripiego.
La verità autentica è invisibile.
Nei colori ci colpisce non l'illuminazione, ma la luce stessa.
Luce e ombra: di questo è fatto il mondo della grafica.
La luminosità diffusa e come velata offre più suggestioni
di un giorno pieno di sole.
Lieve strato di nebbia poco prima del sorgere dell'astro.
E' difficile fissare sulla tela questo momento, è così fuggevole.
Deve penetrare nell'anima.
Dato esteriore e visione del mondo
devono diventare tutt'uno.


Paul Klee, 1917

Verfremdung

Cercavo di capire quali fossero stati i suoi passi:
ma l'asfalto è duro,
non permette di lasciar tracce.

Pensa bene e starai bene

Da "La vita è splendica. Pensieri per ispirare ogni tuo giorno."
di Sri Swami Satchidananda
Macro Edizioni- 2004


Fai quello che puoi e lascia il resto alla Natura.
La Natura dice sempre: "Che sia così". Tu dici:
"Voglio essere una scimmia", e la Natura dice:
"Che sia così". "Voglio essere una persona intelligente",
"Sono molto infelice", "Sono stufo di tutto" e qualsiasi
cosa dici, la Natura dirà sempre: "Che sia così".
Quindi, dipende solo da te.
Se continui ad avere pensieri negativi, la Natura dirà:
"Che sia così". Poichè l'hai desiderato, l'avrai.
Ti rendi conto di come devi stare attento con i tuoi
pensieri? I tuoi pensieri vengono confermati dalla forza
cosmica: "Che sia così".
Questa è la ragione per cui si dice:
"Si diventa quello che si pensa".
Pensa bene e starai bene,
pensa male e starai male.
Dipende tutto dai tuoi pensieri.
Qualche volta non pensi male di te, ma del tuo pross…

Ri-letture: IL CAPPELLO A TUBA. [Chapter 1]

“Rivoglio gli acquerelli di quando ero piccola!”
esclamò rabbiosamente Matilde, quel giorno.
Un senso di solitudine si alimentava dentro lei,
anche se non riusciva a comprendere da cosa fosse causato
e quando fosse iniziato.
Era insolito vederla arrivare con quel broncio in viso.
Erano mesi che il suo sorriso non smetteva un attimo di splendere.

Matilde, 19 anni, ragazza dai contorni ben marcati:
come un ritratto di Manet, la sua figura si stagliava
nel chiaro-scuro di quel ‘Cafè du Impressionism’,
in cui a quei tempi andavamo ogni pomeriggio.
Lì ci conoscevano tutti e si era creato quel piacevole
clima familiare che solitamente non era facile trovare
nei locali di Milano.
Chiacchieravamo molto e qualche volta finivamo anche a
filosofeggiare, senza arrivare mai ad una certezza.

Matilde era sempre là in mezzo,
con quel suo scialle lilla che dava al suo volto un accento
di velato colore che si mischiava
a quelle gote già rosse per il freddo.

Quel pomeriggio d’autunno, l’aria fresca e il grigiore di Milano
c…

Invito alla lettura di...

Il BHO...BLOG invita a leggere questo passo dal testo
"Così parlò Zarathustra" di F.Nietzsche, pubblicato dal blog
particellesecondarie.

Prassi o pensiero?

La questione è intricata ma assai semplice.
La questione è: prassi o pensiero?
Il linguaggio arzigogolato del letterato aristocazzico è ormai desueto e poco ascoltato. Le parole del poeta sono solo note armoniche in uno spazio senza tempo.
I sogni di gloria sono solo i soliti feticci lasciati sul comodino dopo essersi svegliati alla mattina presto per...
Per far che?
E qui viene il punto. Si fa per dire, ovviamente, perchè il punto non c'è. Il punto è un segno grafico del tutto astruso: segna un confine astratto tra i pensieri e le parole, ma nella mente, e nella vita, il punto non esiste. Eppure Eliot diceva: "E non chiamatelo fissità,
il luogo dove passato e futuro sono uniti.
Non movimento da né verso,
non ascesa, né declino.
Fuorchè per il punto, il punto fermo,
non ci sarebbe danza e c'è solo danza.
Posso solo dire là noi siamo stati:
ma non so dire dove.
E non so dire per quanto tempo,
perchè questo è collocarlo nel tempo."

Questa è una vaga immagine del punto fermo. …