Passa ai contenuti principali

Domenica mattina sulle Zattere. Parte prima

Venezia.
Apro gli occhi prima delle altre.
La città chiama. Il mare chiama.
Alle 8.45 sono fuori. Venezia è deserta.
Sogno. Realtà. Ponti. Canali. Barche.
Acqua, salata. Verde scuro.
Tutto è basso: le porte, le case, le persone.
Il cielo è sopra di me. Stradine, calle.
Sola. Tutti i negozi chiusi.

Riconosco la strada. Arrivo al porto.
Non c'è un'anima, ma è il mare l'anima che
chiama. Cammino dentro al mio felpone e ai
miei stivali: sto bene e al sicuro.

Il cielo è grigio.
Scie di bava di lumaca.
Squarci di sole sopra quella chiesa di cui non
conosco il nome ma che mi riporta alle passeggiate
parigine quando all'improvviso si scorgono Les Invalides.

I miei passi si rincorrono a pochi metri dal mare.
Qualcuno fa footing, pochi fotografano.

C'è una pace indescrivibile. Penso che qui ci vivrei,
i miei pensieri assumerebbero forme strane.
Le navi entrano in porto. Mi fermo a guardarle.
Qualcuno dalla nave saluta noi sulle Zattere.
Echeggia nell'aria uno strano "Ciaooooo...".
E' una scena sonora che spiazza i sensi.
Qui tutto spiazza i sensi.
Le strade d'acqua, il mare nella città, le navi che
escono ed entrano, gli spazi aperti, i gabbiani nelle
piazze vicino al mercato del pesce, il sole che
riverbera sull'acqua e riflette luce bianca,
abbagliante, calda.

C'è silenzio. E' domenica mattina 25 ottobre.
Sono sulle Zattere degli Incurabili prima del Ponte Lungo.
Nei pochi bar aperti poche persone dentro.
Scopro la pensione dove viveva John Ruskin,
i miei occhi brillano. Poco più avanti c'è un pittore.
Dipinge come io scrivo.
Proseguo. La voglia di conoscere è in fermento.
Cammino veloce, ansiosa di vedere dove mi porta
quella lunga passeggiata.

Commenti

Post popolari in questo blog

10 cose da fare a Milano a Natale 2015

di Manuela Raganati

Quest'anno la nebbia non ci lascia tregua neanche a Sant'Ambrogio e ci ruba tutto il sole e il cielo azzurro. Consoliamoci con un po' di tempo per rilassarci e divertirci! E magari viverci le tradizioni meneghine! Ecco una lista di dieci cose carine da fare nei prossimi giorni a Milano. Se ne avete altre da consigliarmi, scrivetemi qui o sulla mia pagina Facebook dopo ovviamente aver lasciato un Like in dono! A Natale siamo tutti più buoni, vero?


1. Obej Obej: in Piazza Castello, abbandonate ogni speranza, voi che entrate e tuffatevi senza paura nella bolgia del mercatino di Natale per eccellenza: gli Obej Obej! Ne uscirete senz'altro infreddoliti e pieni di regali di Natale per la vostra famiglia! Quest'anno sembra che il vero must della Fiera sia il kitchissimo Mocio Mop... Fino all'8 Dicembre.

2. Alter Bej 2015: per ogni mercatino, c'è un contro-mercatino! Al Cavalcavia Bussa, zona Isola, potrete trovare musica e artisti di strada, ba…

Neve su Tavolara Febbraio 2012

di Manuela Raganati

Ieri mi sono arrivate** ancora numerose fotografie dalla bellissima Sardegna, dopo la copiosa nevicata di domenica. Le più belle, ovviamente, riguardano l'isola che amo da quando sono nata, Tavolara. PER CONTINUARE CLICCA QUI...


Lascia che sia

di Manuela Raganati




Lascia che sia, lascia perdere, lascia andare. E respira...

E' questo che ci dovremmo dire nei momenti in cui tutto sembra andare storto.
Dovremmo ricordarci di queste perle di pura saggezza quando piove e proprio non si vorrebbe uscire, quando i piatti nel lavello sembrano un Everest da scalare, quando la Vita ti chiede di dare sempre di più e tu pensi che nel tuo zainetto di risorse le pillole di energia siano finite.

Lasciamo andare, lasciamo che le cose siano, lasciamo che vadano così come devono andare. Adesso.
Ben presto, riusciremo a vedere il lato positivo di ogni cosa.

Allora prenderemo l'ombrello e ci andremo a fare una bella passeggiata sotto la pioggia battente, magari mano nella mano con la persona amata, poi torneremo a casa e guarderemo il nostro lavello pulito e ripenseremo che ciò che poco prima sembrava una grande scalata, in realtà, era solo un piccolo impegno quotidiano.

E allora cercando meglio nello zainetto, ci renderemo conto che il …