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Bentornato Natale

Oggi è Santa Barbara, dice Nicola Savino su Radio Dj.
Nevica in molte parti dell'alta Lombardia e anche su
altre parti del nord. A Milano piove e fa freddo.
L'umidità si annida tutta all'altezza dei miei
punti nevralgici, il dolore alla schiena e al collo
toglie il fiato, già poco. L'umore non è dei migliori,
per quanto mi faccia prendere bene dal clima natalizio.

Vorrei essere a New York in questo momento, essere uno
di quei bambini di 'Mamma ho perso l'aereo' che bisticciano
coi fratelli e aspettano i regali di Natale. Vorrei
essere in quella casa e fare dolci sotto la neve.
Camminare per Central Park e incontrare la Donna dei
Piccioni. Parlarle di me senza aspettarmi niente,
se non di essere giudicata per quello che semplicemente
mi ritrovo ad essere. Guarderei insieme a lei
lo sky- line della città da un punto alto accorgendomi che
una lacrima scende dai miei occhi. Brucia.

Gli alberi di Natale sono belli. Mi piacciano le luci.
L'atmosfera che ogni anno questa tradizione porta in città
è magica. Il consumismo purtroppo sfrutta il momento, ma
è parte di questa tradizione. I regali per i bambini, le
lettere a Babbo Natale (il mio nipotino ha scritto la sua prima
letterina),i dolci, le feste, i bigliettini d'auguri...
Poi le chiese e le candele, la notte della Vigilia e
il bene che vorrei esprimere a tutti.

Poi il Natale possiede un velo malinconico.
L'eterne incomprensioni tra famigliari, i litigi,
i distacchi e le persone che mancano, che non ci sono più.
E poi, la solita nostalgia della mia infanzia
quando ero solo una bambina che giocava ed era felice.

Non capivo ancora nulla. Osservavo solo le cose e mi
piacevano e mi piacevano e mi piacevano.

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