giovedì 24 dicembre 2009

Buona Vigilia a tutti i Bho..Bloggers!

Carissimi Bho..Bloggers
ci siamo quasi a Natale, oggi è la vigilia,
un giorno che adoro perchè è super fremente!
Auguroni a tutti!
Speriamo che sia un Natale sereno e felice per tutti...


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mercoledì 16 dicembre 2009

Domenica sulle Zattere. Parte seconda

Arrivo a Punta della Dogana.
Quanto è bello camminare soli per una città che non conosci,
una città che non ti appartiene che presto saluterai.

Punta della Dogana è un triangolo estremo.
Oltrepassandolo, mi si apre un palcoscenico
dallo sfondo settecentesco:
quasi come in una commedia goldoniana vanno in scena
attori in costume, piccoli e deliziosi alberghetti
colorati, con le loro facciate colorate e illuminate dai
riflettori di un giovane sole.
Santa Maria della Salute ancora chiusa.
Salgo la lunga scalinata grigia. Intravedo poco più avanti
il ponte per la fondazione Peggy Guggenheim.

Piccoli vicoli si disperdono qua e là.
Sulla Fondamenta Fornai sento già mancanza del mare e così
tiro sempre dritto e lo trovo là in fondo.

Il bello di camminare soli è perdersi in sè stessi
e nel resto delle cose. E' godere con gelosia di un momento
speciale che è unico in sè stesso,
indimenticabile per definizione.
Godere egoisticamente sè stessi e per sè stessi.
L'odore di mare confonde:
salsedine mista a carburante e pesce.

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martedì 15 dicembre 2009

Domenica mattina sulle Zattere. Parte prima

Venezia.
Apro gli occhi prima delle altre.
La città chiama. Il mare chiama.
Alle 8.45 sono fuori. Venezia è deserta.
Sogno. Realtà. Ponti. Canali. Barche.
Acqua, salata. Verde scuro.
Tutto è basso: le porte, le case, le persone.
Il cielo è sopra di me. Stradine, calle.
Sola. Tutti i negozi chiusi.

Riconosco la strada. Arrivo al porto.
Non c'è un'anima, ma è il mare l'anima che
chiama. Cammino dentro al mio felpone e ai
miei stivali: sto bene e al sicuro.

Il cielo è grigio.
Scie di bava di lumaca.
Squarci di sole sopra quella chiesa di cui non
conosco il nome ma che mi riporta alle passeggiate
parigine quando all'improvviso si scorgono Les Invalides.

I miei passi si rincorrono a pochi metri dal mare.
Qualcuno fa footing, pochi fotografano.

C'è una pace indescrivibile. Penso che qui ci vivrei,
i miei pensieri assumerebbero forme strane.
Le navi entrano in porto. Mi fermo a guardarle.
Qualcuno dalla nave saluta noi sulle Zattere.
Echeggia nell'aria uno strano "Ciaooooo...".
E' una scena sonora che spiazza i sensi.
Qui tutto spiazza i sensi.
Le strade d'acqua, il mare nella città, le navi che
escono ed entrano, gli spazi aperti, i gabbiani nelle
piazze vicino al mercato del pesce, il sole che
riverbera sull'acqua e riflette luce bianca,
abbagliante, calda.

C'è silenzio. E' domenica mattina 25 ottobre.
Sono sulle Zattere degli Incurabili prima del Ponte Lungo.
Nei pochi bar aperti poche persone dentro.
Scopro la pensione dove viveva John Ruskin,
i miei occhi brillano. Poco più avanti c'è un pittore.
Dipinge come io scrivo.
Proseguo. La voglia di conoscere è in fermento.
Cammino veloce, ansiosa di vedere dove mi porta
quella lunga passeggiata.

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giovedì 10 dicembre 2009

Il gigante

E' il 9 dicembre ai Giardini di v.Quadronno.
E' mezzogiorno.
Il sole è bellissimo, caldo, alto.
E' una giornata stupenda a Milano.
Ascolto il rumore dell'altalena, musica dell'infanzia,
seduta su una panchina. Dalla fontana sgorga acqua.
Panta rei. La vita è qui.
I bambini giocano ancora dove io passavo i miei primi
pomeriggi. Sono cresciuta qui, insieme a tanti altri
bambini. Dietro le spalle ho il mio asilo, la mia scuola
elementare. E' sempre bello rincontrare il proprio bimbo,
quello che dentro non muore mai, quello che
gioca e non pensa in modo consapevole: "il" poeta.
Le persone creano il mondo, il mondo crea le persone,
i piccioni tubano. Poi si diventa vecchi, però sempre
sulla stessa panchina verde.
Penso a quelli che sono venuti prima di me
e penso che tutti hanno pensato quello che penso io.
Suonano le campane. Siamo in città.
Il sole abbaglia come i ricordi sparsi per ogni angolo
di questo giardino, oggi dedicato ad Oriana Fallaci.
Le altalene cigolano, riportano sul Lago di Como.
Per un momento sembra tutto uguale.
Giocare è bello perchè ci rende più leggeri.
La Casa è sempre più luminosa,
piena di sedie dove potersi sedere
per parlare con qualcuno che ci conosce e che con
noi si diverte.
La mattina è un giardino dell'infanzia
in cui il Gigante torna bambino senza paure
e non é più solo.
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lunedì 7 dicembre 2009

Bentornati Obej Obej


Si ringrazia Cuneo per l'ingente spedizione di
venditori di marroni,
con più di dieci bancarelle alla tradizionale fiera
degli Obej Obej di Milano.
Seguono grandi ringraziamenti per gli amici sardi
con i loro banchetti agroculinari pieni di forme di
pecorino e torrone di Tonara, davvero onnipresente.
Si rilevano strani gemellaggi Sardegna- Ariccia
dalle improbabili proposte agro- gastronomiche.


Clicca per ingradire foto e leggere esilaranti cartellini!

06.12.2009

Sempre più gente si affolla ai piedi del Castello nel giorno di San Nicola. E' impossibile vedere le bancarelle, ti ritrovi in mezzo alla calca e ti chiedi "Ma che cavolo ci faccio qui?". Passa una processione anti- morattiana. I soliti venditori di utensili da cucina fanno il loro show di dimostrazione con microfonino incorporato alla bocca. Tra il trash e il comico. (Franzina ricordi? C'era ancora lui!!!). C'è tanto artigianato africano e tanti rami di fiori finti spuntano,volanti, tra le persone. L'atmosfera è sempre bella, natalizia, ma manca ciò che rappresenta da sempre questa fiera...Manca il vin bulè, mancano gli abusivi, manca davvero l'anima goliardica della tradizione popolare. Sembrano una Fiera dell'artigianato questi Obej-Obej, perdono la loro carica e la loro magia più suggestiva. Troppo conformisti, in tutto. Non mi piacciono. Lasciano insoddisfazione e spaesamento. E non mi piace vedere cani in vendita dietro le gabbie. Immagine molto collodiana: quei poveri boxer sembrano Pinocchio e Lucignolo, trasformati in asini e venduti in piazza.

Non si può intervenire dall'alto con decreti ufficiali che vietano ogni forma più tragressiva (ma anche più viva e gioiosa) di espressione popolare. Non ha senso cambiare le tradizioni della città per paura di non sapere governare. Gli Obej Obej non sono davvero più quelli di una volta e dobbiamo ringraziare i nostri politici che ogni giorno smantellano le più elementari formi di libertà.

Ma il cielo è sempre più blu...



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Cracking Art: Milano, Milano, chi va piano, va sano e lontano!



Sono lumache di plastica rosa fluo e sono un simbolo
al ritorno alla lentezza come condizione necessaria per
un progresso consapevole e meditato.
Il detto popolare insegna
"Chi va piano, va sano e lontano!"
Ma a Milano, capitale della modernità e dell'economia italiana,
la velocità ha da sempre rappresentato il fiore all'occhiello,
il principale idolo da venerare. Il Futurismo,
all'inizio del secolo scorso, la eresse a
monumento della città
e fu la componente vincente dello
sviluppo industriale lombardo. Oggi è diventata la maggiore causa
di stress e nervosismo meneghino. Basta solo osservare
i movimenti
delle persone per rendersene conto.
Necessario, così, un ritorno all'ordine dopo un secolo
di etica ed estetica della velocità.
Il Novecento è stato un secolo intenso, una corsa verso il futuro.
Un corsa rumorosa, sintesi elettronica tra il suono metallico delle fabbriche,
il tintinnio delle monete nei caveau delle banche, il calpestio
sul selciato del Duomo
di milioni di lavoratori, lo scoppio delle
bombe di Piazza Fontana,
il battito ritmico della stampa editoriale e dei clacson urlanti.
La chiocciola ha la forma di un padiglione auricolare
quasi a significare che attraverso la lentezza e la tranquillità
è possibile un maggiore ascolto del mondo e quindi una
maggiore comprensione della società e della vita.
Una vita, quella milanese, in cui tutto sembra sussurrarti
PRODUCI- CONSUMA- CREPA.
Ma per trovare
altri significati e nuovi aspetti positivi
in questa città
bisogna avere ben salda la propria casa sulle spalle,
proprio come il guscio della lumachina.
E non solo perchè gli affitti
sono impossibili, ma anche perchè la casa è la famiglia, la cultura,
la tradizione, il proprio passato, il presente e il futuro.
Insomma in una sola parola,
è la propria identità,
solo attraverso la quale
è possibile modellare l'ambiente in cui si esiste.

Queste dodici lumacone ideate dal Collettivo
Cracking Art attraverseranno le strade di Milano tra novembre
e gennaio, da Piazza della Scala a Piazza San Fedele, Piazzetta
Reale e Piazza della Stazione Centrale. E' una delle prime
installazioni organizzate per la corsa verso l'Expo 2015.
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domenica 6 dicembre 2009

La nascita del mito di Babbo Natale, protettore dei bambini e dei marinai...

Buon San Nicola a tutti!
Buon onomastico Papà e sorella...
Oggi è una giornata di festa e allora che si brindi a vin brulè e poi si passi alla grolla dell'amicizia!!!
Ma chi è questo San Nicola?
E questo Babbo Natale?
Il personaggio di Babbo Natale è una figura mitica presente nel folclore di molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito, la sera della vigilia di Natale.
Anche in
Italia Babbo Natale è una figura storicamente molto amata, spesso identificata con San Nicola di Bari. Babbo Natale è un elemento importante della tradizione natalizia in tutto il mondo occidentale, in America latina, in Giappone ed in altre parti dell'Asia orientale.


San Nicola di Bari (Patara di Licia, 270 circa - Myra, 6 dicembre 343?), vescovo di Myra in Licia (oggi Demre, nella parte anatolica della Turchia), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane.
Noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola Magno e san Niccolò, è famoso anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come
Babbo Natale.

San Nicola è uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati.
Il culto si diffuse dapprima in
Asia Minore (nel VI secolo ben 25 chiese a Costantinopoli erano a lui dedicate), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Myra. Numerosi scritti in greco ed in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio. Secondo la tradizione, Nicola aiutò tre ragazze che non potevano sposarsi per mancanza di dote, gettando sacchetti di denaro dalla finestra nella loro stanza, per tre notti. Per questo è venerato dalle ragazze e dalle donne nubili. Viene festeggiato il 6 dicembre.
Il santo oggi è
patrono di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, bambini, ragazze da marito, scolari, avvocati nonché delle vittime di errori giudiziari. È patrono inoltre dei mercanti e commercianti e per questo la sua effigie figura nello stemma della Camera di Commercio di Bari.
Nella provincia di
Trieste, nella parte nord-orientale della provincia di Udine e in tutta l'Alto Adige è una festa molto radicata nella tradizione, come in tutte le terre dell' ex Impero Austrungarico, i bambini scrivono una letterina a san Nicolò (o san Niklaus) che lasciano sul tavolo della cucina e la mattina dopo trovano la tavola con mandarini, biscotti, cioccolato, mandorlato e doni; però per i bambini bricconcelli si mette anche un pezzettino di carbone, che adesso è fatto di zucchero. In questa occasione a Trieste si canta la canzoncina:
« San Nicolòxè la festa dei scolarise i scolari no fa festaghe taieremo la testa. »
A
Bari il culto è molto sentito, e l'8 maggio si festeggia il santo con una prolungata festa che ripercorre l'evento della traslazione delle sue ossa nella città, trascinando una caravella sul lungomare.
A
Molfetta e Terlizzi (Bari) c'è una tradizione che ricorre ogni anno il 6 dicembre: si dice che durante la notte, san Nicola porti doni e dolciumi a tutti i bambini, che quindi ricevono il tutto la mattina del 6 dicembre. Nella stessa data viene festeggiato a Salemi (Trapani). A Ganzirri [4] (Messina) il santo viene festeggiato la seconda domenica d'agosto. La festa è caratterizzata da una spettacolare processione notturna di barche.
A
Lattarico (CS) la festa di san Nicola viene celebrata il 6 dicembre con la processione per le vie del paese.
Il culto di san Nicola fu portato a
New York dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di 'Sinterklaas'.
Dal
XVII secolo san Nicola viene considerato benefattore dei bambini: da allora esiste in molti paesi europei l'uso di mettere la sera del 5 dicembre gli stivali fuori dalla porta di casa in modo che il santo possa riempirli di noci, mandarini e biscotti. Questa tradizione è sentita anche in Italia a Belluno, nella povincia di Trieste, in tutta l'Alto Adige, Monfalcone( ex provincia di Trieste ), Bari e Gualdo Tadino.
In alcuni paesi dell'Europa orientale, la tradizione vuole che porti una verga ai bambini non meritevoli, con cui i genitori possono poi punirli
(from Wikipedia)



Una chiesetta a cui sono molto legata è quella dell'Abbazia di Piona sul lago di Como.

E' dedicata a San Nicola. A volte mi capita di voler essere lì.



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sabato 5 dicembre 2009

Buon Natale Signor Piccione

Buongiorno signor Piccione? Ha visto che bel sole quest'oggi?

Oh sì...è proprio una bella giornata...

Lei cosa farà per Natale?

Bhè io credo che me lo passerò a tubare con mia moglie...

Ma davvero? Ma che bella idea...Sa un po' la invidio...

Ma come signorina? Cosa dice? Le sembra un pensiero da fare...?

Bhè no, però a me il giorno di Natale mette strane sensazioni addosso...

Il giorno di Natale è un giorno che si riempie di significati...solo per le persone che ne sanno trovare...

Crede che non lo sappia? E' proprio questo il problema signor Piccione. A me non è dato volare se non con il pensiero, lei invece...

Io vorrei sapere volare con il pensiero, sa signorina?
Io non sono un falco, un'aquila, nè un tenero passero.
Non sono nobile, romantico. Non sono un cantante melodico, nè lirico.
Sono solo un ordinario uccello metropolitano,
sono solo un piccione. Faccio qualche volo,
combino qualche danno e mi ritrovo spesso in compagnia
di altri piccioni uguali a me, in cerca di qualche briciola
da beccare. Non sono mica tanto bello e
sembro un po' aggressivo ma anche stupido.
I bambini qualche volta hanno paura di me.
Ma io sono così, nessuno mi può cambiare...
Non faccio grande riflessioni, sa, mi annoio a pensare...
Preferisco farmi un volo...Ma poi il massimo che riesco
a raggiungere è il cornicione di un palazzo...

Bhè Signor Piccione non si lamenti, la prego.
Guardare la città dall'alto è incantevole.
In qualsiasi angolo, si scopre un tetto strano e
le forme delle case di notte sembrano scenografie
su un palcoscenico dai riflettori spenti...

Eh sì, lei è proprio una sognatrice...
Ma pensi concretamente a quanto sia fastidioso ripararsi
sotto una tettoia al quinto piano quando piove o nevica...

Ma sì certo che ci penso...ma lei invece pensi a quanto
sia romantico tubare con sua moglie
guardando le luci delle case accese, magari proprio
la notte di Natale, quando l'aria sa di amore puro...

Signorina, cosa c'è che non va?
Perchè preferirebbe un Natale senza pensieri?

Mah Signor Piccione non è che mi sia molto chiaro il motivo preciso.
D'altronde il fatto che ne parli con lei non è un sintomo di lucidità.
Non crede?! Però il Natale per me racchiude tanti sentimenti che non tutti
capiscono. Ho cercato di esprimerli spesso ma non ho mai trovato il canale
giusto per farmi capire dagli altri. D'altronde poi bisognerebbe condividere
il mio stesso spirito natalizio e questo non è scontato pretenderlo...

Ah bhè! Signorina, se cerca appoggio in me, si può certo scordare di convincermi
sul fatto che sia una festa ancora genuina e sentita da tutti.
Ma si guardi intorno, signorina!
Sono tutti indaffarati a cercare di riempire le tavole e
di procurarsi sollazzi speciali senza neanche saperne il perchè...
Anche chi le sta accanto non fa diversamente, purtroppo...
E lei da grande forse farà lo stesso…no?
Eppure, eppure...Nessuno è migliore o peggiore dell'altro, anzi...
Però signorina non è volando via che troverà conforto alla sua malinconia,
mi creda. Anzi, da lassù, dai cornicioni che dominano la città,
si sente tutto, ma proprio tutto e ogni voce arriva
a consolare le mie baritonali sofferenze
ma con un'intensità crudele che mi fa desiderare spesso
di lasciarmi cadere giù...
Una volta è successo, sa signorina...Non lo sa quasi nessuno...
Era notte ed ero terribilmente triste e solo.
Era la vigilia di Natale, giustappunto e
io non sapevo con chi passarla.
Fu un attimo, il cornicione è così piccolo
quando non si sa dove andare.
Mi buttai e sentii che attraversavo velocemente l'aria,
così velocemente
che mi pentii e cambiai idea subito...
Pochi metri prima di toccare l'asfalto,
battei le mie ali e mi risollevai.
Signorina, lei ha il pensiero per volare,
lei vola con le sue stesse passioni,
con i suoi sentimenti e con le sue energie.
Non si faccia portare giù
proprio da esse ma voli ancora più in alto,
più in alto di un cornicione.

Già...Buon Natale signor Piccione...

Buon Natale Signorina...


Per la foto si ringrazia Fotoreporter 2007
http://www.flickr.com/photos/12403715@N04/1553525190/?addedcomment=1#comment72157622816061637
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venerdì 4 dicembre 2009

Bentornato Natale

Oggi è Santa Barbara, dice Nicola Savino su Radio Dj.
Nevica in molte parti dell'alta Lombardia e anche su
altre parti del nord. A Milano piove e fa freddo.
L'umidità si annida tutta all'altezza dei miei
punti nevralgici, il dolore alla schiena e al collo
toglie il fiato, già poco. L'umore non è dei migliori,
per quanto mi faccia prendere bene dal clima natalizio.

Vorrei essere a New York in questo momento, essere uno
di quei bambini di 'Mamma ho perso l'aereo' che bisticciano
coi fratelli e aspettano i regali di Natale. Vorrei
essere in quella casa e fare dolci sotto la neve.
Camminare per Central Park e incontrare la Donna dei
Piccioni. Parlarle di me senza aspettarmi niente,
se non di essere giudicata per quello che semplicemente
mi ritrovo ad essere. Guarderei insieme a lei
lo sky- line della città da un punto alto accorgendomi che
una lacrima scende dai miei occhi. Brucia.

Gli alberi di Natale sono belli. Mi piacciano le luci.
L'atmosfera che ogni anno questa tradizione porta in città
è magica. Il consumismo purtroppo sfrutta il momento, ma
è parte di questa tradizione. I regali per i bambini, le
lettere a Babbo Natale (il mio nipotino ha scritto la sua prima
letterina),i dolci, le feste, i bigliettini d'auguri...
Poi le chiese e le candele, la notte della Vigilia e
il bene che vorrei esprimere a tutti.

Poi il Natale possiede un velo malinconico.
L'eterne incomprensioni tra famigliari, i litigi,
i distacchi e le persone che mancano, che non ci sono più.
E poi, la solita nostalgia della mia infanzia
quando ero solo una bambina che giocava ed era felice.

Non capivo ancora nulla. Osservavo solo le cose e mi
piacevano e mi piacevano e mi piacevano.
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martedì 1 dicembre 2009

Ancora sull'abitudine...

"Siamo così avidi che poche brame più ci tormentano,
quanto perdere la memoria di un nome, di un motivo
musicale. Sappiamo che, morti, dimenticheremo
tutti e tutto, persino noi stessi.
Tuttavia, ci sono insopportabili queste
minime morti quotidiane che sono la progressiva,
inesorabile dimenticanza di gran parte di ciò che
vediamo, udiamo, possediamo."

Mario Soldati, La giacca verde, 1948
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