martedì 6 ottobre 2009

Esseri poliedrici: Mario Soldati

Incredibile come un uomo possa essere
pieno di energie e risorse creative!
Certi personaggi della nostra cultura mi
impressionano davvero molto per la
loro poliedricità.
Prendiamo, per esempio,
Mario Soldati: un uomo, a testimonianza di
molti amici, solare e perennemente
a suo agio con la vita.
Fu innanzitutto insegnante di letteratura
a New York presso la Columbia University,
tra il 1929 e il 1931. Poi lo ricacciarono
a casa perchè anti-fascista.
Un'antifascista, in quei tempi, non poteva
insegnare e così, per un periodo, abbandonò
la sua cultura umanistica per lanciarsi
in un mondo nuovo: il cinema.
Bisogna però precisare che Soldati si era
specializzato in Storia dell'arte perciò
aveva già una certa dimestichezza ottica
e una passione per l'immagine che lo vedeva
spesso a contatto con alcuni gruppi artistici,
come il Gruppo dei sei.
La carriera cinematografica di Soldati
attraversa alcune difficoltà iniziali, ma
grazie all'allora presidente della Cines
Pittaluga
, Emilio Cecchi,
diventa sceneggiatore di molti film.
Più tardi, passa dietro alla macchina da presa
e gira 28 film, nei quali lavora su soggetti
che poi si ritroveranno nella sua narrativa.

Quindi, anche per questo scrittore, come
per Pier Paolo Pasolini, si tratta di un
costante rapporto tra letteratura e cinema.
Interessante, poi, come Soldati intraprenda
anche la via televisiva, proprio agli
inizi della televisione italiana.
Lanciò un genere di trasmissione, all'epoca,
molto innovativo: il giornalismo etnografico.
Viaggiando per l'Italia,
fece conoscere ai telespettatori,
luoghi ancora sconosciuti descrivendoli
attraverso i loro prodotti tipici
e i loro paesaggi incantevoli.

Soldati, fu un grande scrittore.
Uno dei migliori del Novecento.
La sua narrativa è un concerto di voci
che raccontano esistenze ambigue e
contradditorie. Il tutto appare, però,
magnificamente in equilibrio, come se
a nessuno importi tanto della verità.
Neppure allo scrittore o al narratore.

Si afferma così una poetica della maschera,
memore della lezione pirandelliana e
un misterioso intreccio di punti di vista
falsati che rintracciano un'umanità
sfuggente, proprio nell'essere umana.

I racconti che ho da poco letto mi
sono piaciuti molto. Sono davvero
opere originali, apparentemente
leggere, ma gradevolissime.
Ve le consiglio:
La giacca verde, 1950
La finestra,1950
Il padre degli orfani
,1950



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