martedì 15 settembre 2009

Omaggio a...Corrado Alvaro, scrivendo si trova la via

Corrado Alvaro è un interessante scrittore calabrese
nato sull'Aspromonte e vissuto in giro per l'Italia e
per il mondo. La sua carriera ha inizio nel 1916 come
giornalista prima del Resto del Carlino,
poi del Corriere della Sera, de Il Mondo e de La Stampa.
Antifascista nell'animo, scrisse poesie, racconti e romanzi:
Poesie Grigioversi nel 1917, L'uomo del Labirinto nel 1926,
Gente in Aspromonte nel 1930, Quasi una vita nel 1950
e molti altri ancora.
La sua poetica è interessante perchè fa dialogare due
punti di vista molto contradditori.
Da una parte, Alvaro sposa la visione dell'intellettuale
borghese che vive in città, che coglie la realtà nella sua modernità,
nel suo progresso ma anche nella sua alienazione;
dall'altra serpeggia il costante legame con la terra natìa,
con la tradizione rurale da cui proviene, dall'arcaico passato
della sua memoria, ormai però polverizzato.

Propongo qui un brano da Quasi una vita:

"Avevo sempre avuto una vocazione di scrittore ma
non ebbi mai il modo di perseguirla.
In questa vacanza forzata, non potendo far altro mestiere
perchè non sonoin regola con la società, mi metto a scrivere
un racconto dietro l'altro tutte le settimane,
e lo spedisco alla Stampa che lo pubblica
quando non è impedita da giornali zelanti.
Avevo sempre esitato a fare lo scrittore.
Mi pareva di non aver niente da dire e conosco la mia poca preparazione morale e di cultura. Incontri decisivi non ne ho fatti che dopo i 2o anni e ho perduto gli anni più preziosi per avvicinarmi ai grandi modelli, dai quindici e i vent'anni.

Sono d'una generazione spiritualmente denutrita.
MA SCRIVENDO SI TROVA LA VIA,
come scavando, si trova l'acqua."



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