Passa ai contenuti principali

Il sabato del villaggio.

Il sabato del villaggio suonava
come una vecchia melodia, sempre sentita
da generazioni e generazioni cresciute lì,
tutt'intorno...

Le strade alla mattina erano vuote e
assolate. I cancelli chiusi si dipingevano
da soli senza chiedere la mano di nessuno.

E nessuno era pronto a prendere il pennello
in mano, nessuno era uscito di casa di fretta,
nessuno si era vestito con le prime cose che
gli erano capitate in mano...

I marciapiedi erano morbidi e allegri,
intorno ad essi solo tanta erba verde,
settembrina, erba selvaggia dalla quale
si distingueva il profumo di finocchio,
sempre selvatico e umido.

Le vecchie signore si prendevano un caffè
al tavolino del bar sotto casa,
mischiando risate felici a zucchero di canna.


Le campane rintoccavano le mezze ore
che come fette di torta uscivano, armoniose,
dal forno delle nonne col grembiule
a fiori piccoli e scuri.

Le tazze stavano tutte eleganti e composte
nelle loro credenze: aspettavano solo
di essere servizievoli coi loro bevitori...
Per alcuni il sabato mattina sapeva di
caffè latte caldo e dolce, inondato da
brioches alla marmellata.

Il passo composto della giovane signorina
ricordava quello della donzelletta che vien
dalla campagna e che si prepara
alla sua sera di festa nel villaggio...
Il suo verde manto l'avvolgeva inutilmente
in un tepore da pentolaccia piena di
zuppa e minestra alle verdure, tagliate in
pezzettoni quadrati e arancioni...
La sua forma, nel complesso, assomigliava
a quella di un felice fascio d'erba
appena falciato...














(da Giacomo Leopardi:
La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.)

Commenti

Post popolari in questo blog

Progetto Seacoustic: i suoni di pesci, posidonie e coralli a Tavolara

di Manuela Raganati


Da sempre si dice muto come un pesce. 
Ma la notizia che arriva dalla Sardegna smentisce questo luogo comune.
Il gruppo di ricerca Chorus e l'Agence de l'eau, in collaborazione con l'Area Marina Protetta di Tavolara, hanno catturato i suoni subacquei e registrato la playlist del mare, nell’area di Molarotto, Molara e Capo Coda Cavallo. E che musica! 

Cinque i giorni di ascolto e registrazioni realizzate in orari diversi. Suoni differenti in base all’orario, alla presenza umana. Vocalizzi che l'orecchio umano non può captare, ma che non sfuggono agli idrofoni.
L'affascinante progetto si chiama Seacoustic: le intercettazioni sonore sono state catturate attraverso degli idrofoni calati sott'acqua. I grandi e sofisticati microfoni sono riusciti a registrare le chiacchierate nel blu di saraghi, cerne, murene, posidonie e coralli.
Il bellissimo ambiente dell'Area Marina Protetta di Tavolara si rende ancora una volta teatro di belle scoperte: qu…

INTER 104 ANNI DI EMOZIONI VERE

di Manuela Raganati

E' la sera del 09 marzo 1908 che nasce la beneamata Inter.
104 anni fa, intorno al tavolo di un ristorante del centro di Milano,
un gruppo di dissidenti del Milan Cricket and Football Club decide
di dare inizio ad un'altra storia, quella del Football Club Internazionale.

I soci fondatori sono il pittore Giorgio Muggiani, Boschard, Lana, Bertolini, Fernando De Osma, Enrico, Carlo e Arturo Hinterman, Pietro Dell'Oro, Ugo e Hans Rietman, Voelkel, Maner, Wipf e Carlo Ardussi. E' proprio il pittore Muggiani a
creare il famoso logo:


La vera storia di Esther la super maialina | Edizioni Sonda

di Manuela Raganati

Esce oggi 8 Marzo 2018 per la casa editrice Sonda La vera storia di Esthter la super maialina, un albo illustrato di Steve Jenkins, Derek Walter e Caprice Crane. Illustrazioni di Cori Doerrfeldche.

Si tratta della versione illustrata per i più piccoli del libro best seller del New York Times, tradotto in tutto il mondo, Esther the Wonder Pig: Changing the World One Heart at a Time.


La maialina più famosa del web Tutto nasce da un fatto realmente accaduto. Nell’estate del 2012, due ragazzi canadesi, Derek Walter e Steve Jenkins, hanno deciso di allargare la loro famiglia (già composta da due cani e due gatti) adottando Esther, una maialina di appena sei settimane che credevano un «innocuo» porcellino d’India. Non lo era. Esther è cresciuta sempre di più fino a diventare la maialina più famosa del Web, con più di un milione fan sulla sua pagina Facebook “Esther the Wonder Pig”.

Esther è diventata una super star, ma ha soprattutto donato un nuovo senso alla vita dei…