mercoledì 1 luglio 2009

(Wo)man in the mirror.

Andava tutto più lento...
E la voglia di cambiare era così irrefrenabile
che l'immaginazione era uno dei giochi che amava
di più. Amava gli specchi e spesso si trovava ore
a ballare davanti ad essi.
Vestiti colorati e proibiti
aderivano al suo fresco corpo ancora in via di sviluppo.

La musica era qualcosa che la rapiva.
L'entrava dentro e creava storie.
C'erano sere d'estate che spegneva la luce.
Nella sua stanza al buio, Tina sola con il suo
walk-man faceva l'amore con il mondo.
Anche se era ancora presto.
Ma non aveva mai sonno.

Ogni scoperta era un passo avanti.
Significava diventare più grandi per Tina.

Rubare un cd nuovo dalla stanza
della grande sorella , tenere
tra le dita una cannuccia per fingere
di fumare una sigaretta, innamorarsi
una volta al mese di strani esseri
di carta visti sui giornali o nei telefilm
americani: erano tutti suoi tipici modi
di giocare.

Tina un giorno si svegliò.
Accese il computer, poi la connessione,
lanciò Internet Explorer.
Da un blog apprese che il giorno prima
Michael Jackson
era morto per un arresto cardiaco.
Era sorpesa che una tale notizia
le fosse arrivata così in ritardo.
Un'amica aveva postato un video storico
di quell'artista, di cui forse qualcuno
non ha mai sentito parlare.

A fine Novecento, Jackson divenne famoso
nel mondo per le sue canzoni, per il suo
moon-walk, per i suoi
ripetuti interventi chirurgici e per alcuni
processi per strane accuse di pedofilia.

Tina ci mise un po' a realizzare.
Capì che il tempo passa per tutti.
Si aprì una breccia nella memoria.
E un varco nello specchio...
Si guardò dentro.
Iniziò a piangere.


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