martedì 7 luglio 2009

La lunga strada di sabbia.

Oggi ero in biblioteca a cercare materiale bibliografico.
Nell'universo cartaceo da me esplorato, in quella solitudine
da vecchio frate del Nome della rosa, ho scovato
un bellissimo libro: La lunga strada di sabbia.
Si tratta di un reportage che Pier Paolo Pasolini svolse
nel 1959 per la rivista Successo. Attraversando l'Italia
su una Fiat Millecento, lo scrittore descrive le coste
italiane e le città incontrate nel suo viaggio, partendo
da Genova, passando per la Sicilia, risalendo per la
tutta la costa adriatica fino all'estremo: Venezia e Trieste.
Il servizio fu pubblicato in 3 parti.

Nel 2005 il fotografo Philippe Séclier decide di raccogliere
i dattiloscritti originali dell'autore e ristampare
unite le tre parti del reportage in un libro.
L'eccezionalità e la pregevolezza di
questa inedita edizione è corredata
con foto in bianco e nero scattate da Sèclier, seguendo
lo stesso itinerario scelto allora da Pasolini.

Il risultato è un libro di ottima fattura,
scorrevole e piacevole. Il testo giornalistico
di Pasolini è interessante perchè descrive le località
di vacanza più frequentate dagli italiani nel dopoguerra.
Il suo occhio critico s'insinua con quella sensibilità
poetica che pochi possono vantare, nelle particolarità
della nostra civiltà mediterranea, cogliendo interessanti
aspetti sociologici della popolazione.
Alcune riflessioni dello scrittore possiedono
un carattere diaristico,perciò sono gradevoli testimonianze
della sua intima personalità.
Le foto di Sèclier poi instaurano un dialogo tra passato e
presente, tra testo e immagine.
Scattate ai nostri giorni, rievocano le immagini viste
allora dal giovane Pasolini, quasi a sostenere
una certa continuità con quell'Italia di juke-box, ombrelloni,
lidi, spiagge, cabine, costumi da bagno ascellari, pattìni
e rotonde sul mare...Insomma, i mitici anni '60!














Foto P.Sèclier

Ho copiato un brano che mi ha colpito e lo riporto qua:

Ischia LUGLIO:
Sono felice. Era tanto che non potevo dirlo: e cos'è
che mi dà questo intimo, preciso senso di gioia, di leggerezza?
Niente. O quasi. (...) Il senso di pace, di avventura
che mi dà l'essere in questo albergo nell'interno di Ischia,
è una delle cose che oramai la vita dà così raramente.
E' un posto dove mi pare esser sempre stato.
Mi sembra il Friuli, la Carnia, l'Emilia. Solo ogni tanto
qualche voce vicina mi ricorda che sono nel Sud.
Mi aspetta qualcosa di stupendo:
QUELLO CHE SI ASPETTA QUANDO SI E' RAGAZZI, IL PRIMO
GIORNO DI VILLEGGIATURA, E SI HA DAVANTI UN'ESTATE ETERNA.


Già...bei tempi quelli!


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