martedì 2 giugno 2009

Il segreto.

Sandra se ne andava passeggiando per la città.
I suoi passi dentro a sandali scollati
sembravano un immergersi a testa in giù
dentro a nuvole di vapore bianche,
come quelle che si vedono dal finestrino dell'aereo
e che vorresti prendere e stringerti al petto.
Il 2 di giugno era la Festa della Repubblica
e stranamente i tram passavano più di frequente
che nei giorni feriali.
Il volto della giovane era assonato e perso.
C'era qualcosa in lei che non le andava e che
non riusciva ad estirpare una volta per tutte.
Quei giorni assomigliavano a tanti altri
già vissuti...
Si sentiva ancora impigliata in
quella rete di sensazioni che le mostrava
il mondo molto più complicato di quello che
in realtà fosse.

Arrivata al parco dove c'era lo zoo più
grande del mondo,si perse nelle stradine
di pietra e terra che si snodavano
tutt'intorno.
Cercava di seguire quelle che si perdevano
sotto le fronde ombrose di grandi alberi.
Pioppi,pini,aceri,abeti...
Alti,alti fino il cielo,si facevano
accarezzare dalla brezza vespertina,
lasciando cadere qualche foglia o ago,
che Sandra si trovava tra i capelli,
sciolti come quelle piante.

Sandra camminava e si guardava intorno,
un po' timorosa di incontrare qualcuno
che non aveva voglia di vedere,
quasi sulla punta dei piedi per non
fare troppo rumore.
Gli animali nelle gabbie erano pronti
a mangiare dalle loro vasche ricolme
di carne e paglia.
Il giorno di festa aveva portato
una miriade di visitatori,tra turisti,
famiglie con bambini,
coppiette d'anziani signori
e sportivi in bicicletta.
Gli animali erano stanchi,
pronti ad appisolarsi subito dopo
la fine del pasto.
Sandra li osservò un po'dalla panchina
vicino alla fontana dei pesci rossi.
Si chiedeva come potessero
sopravvivere in quello stato.
Animali nati per cacciare o correre
in foreste e radure,per nuotare in alte
acque e per dormire sotto cieli stellati,
chiusi dietro alle sbarre,
animali detenuti per l'allegria degli
umani nei giorni di festa.
I suoi pensieri erano molto grigi,
molto dissonanti con il tripudio
dei colori e dei sapori di giugno.
Il solito contrasto che porta al
malessere interiore,all'insoddisfazione
per qualcosa che manca,allo spleen
baudelariano dei Fleurs du Mal.
Sospeso il suo sguardo nel vuoto,
tutt'intorno intriso di tiglio e abete,
Sandra vagava con la mente
verso pensieri lontani,
che invece di farla star meglio,
la portavano sempre più vicino allo
stato di quegli animali che ora
si accasciavano uno vicino all'altro
per addormentarsi.
Le visite oramai erano terminate,
tutti se ne erano andati a cenare nelle
loro case,Sandra invece non si muoveva
dal suo trono in mezzo alla natura.
Un gatto le si avvicinò ai piedi.
Lei non se ne accorse subito,lui intanto
la osservava senza ancora far sentir
il suo miagolio.
Il gatto era nero con qualche macchia
bianca sparsa su per il pelo.
Gli occhi erano occhi di gatto selvatico,
randagio che ne vede di tutti i colori
per le strade della città,ma che
si fa i fatti suoi,che tace anche il segreto
più losco e sporco.
La discrezione del gatto è una virtù
che noi tutti dovremmo riservarci
d'imparare e di mettere in pratica.
Sandra riafferò l'amo del suo sguardo,
tirò tirò tirò
e vide che quella pesca nell'infinito
non era valsa a molto.
Posando la sua canna da pesca a terra,
lo vide fermo e silenzioso.
La osservava.
Sandra non aveva pescato manco un pesce
dalla sua immaginazione perciò non aveva
niente da dar da mangiare
a quell'osservatore attento.
Allora si alzò verso di lui.
Voleva accarezzarlo per sentire
quanto duro fosse il pelo di un gatto
che non vive in gabbia.
Il felino improvvisamente saltò
sulla panchina,quasi attratto
dalla ragazza.
Fu un attimo intenso.
I due si guardarono,dritti,
pupilla contro pupilla,
oscurità contro chiarezza,
animale contro umano,
scambiandosi il segreto.
Uscì un solo miagolio
dalle loro bocche,
prima che entrambi ripresero
la loro strada verso
la ricerca di cibo.













(from
http://www.pinktentacle.com/2007/06/photo-strange-clouds-over-sea-of-okhotsk/
)


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