domenica 3 maggio 2009

GLI AMICI SENZA SOLDI

Tratto da "Racconti Romani" di A.Moravia:

"Se ne dicono tante sull'amicizia,ma,insomma che vuol dire essere amico?Basterà, come feci io,per cinque anni di seguito,vedere al bar di piazza Mastai sempre lo stesso gruppo,far la partita sempre con gli stessi giocatori ,discutere di calcio sempre con gli stessi tifosi,andare insieme in gita,allo stadio,a fiume,mangiare e bere insieme alla stessa osteria? Oppure bisognerà. d'ora in poi,dormire nello stesso letto,mangiare con lo stesso cucchiaio,soffiarsi il naso dallo stesso fazzoletto? Io,più ci penso a questa faccenda dell'amicizia,e più ci perdo la testa.
Crediamo per anni e anni di esser intimi,pappa e ciccia come si dice,di volerci bene,di esser fratelli.E poi,tutto ad un tratto,scopriamo invece che gli altri avevano tenuto le debite distanze e ci criticavano e magari ci avevano sulle corna e,insomma,non provavano per noi non dico il sentimento dell'amicizia ma neppure quello della simpatia. Ma allora,dico io,l'amicizia sarebbe un'abitudine come prendere il caffè o comprare il giornale;una comodità come la poltrona o il letto;un passatempo come il cinema e la foglietta?Ma se è così perché la chiamano amicizia e non la chiamano piuttosto in un altro modo?(...)


Questo breve incipit moraviano mi è piaciuto molto perché negli ultimi mesi ho riflettuto sull'amicizia...Non è che sia venuta a capo di molto perché è un sentimento molto contradditorio,spesso chiede una forza d'umiltà pazzesca e altre volte invece richiede la sospensione del giudizio.Forse ci vuole davvero una vita intera per capirne i meccanismi! Detta così sembra più un contratto che una relazione! Credo però che spesso si facciano degli errori grandi, più grandi di noi stessi, più grandi di chi ci sta vicino. A volte si travisano le situazioni e ci si ritrova in un labirinto di specchi deformanti. E' lì che ,secondo me, deve iniziare il dialogo.E' lì che bisogna parlare. E' lì che inizia il confronto. Credo ancora in questo sentimento,(anche se a dirla tutta per un po' ho smesso per mancanza di fiducia) , credo che la solitudine a lungo andare ti trasformi in una pietra dura, credo che le persone non possano entrare nella testa altrui,credo che ognuno tiri avanti il suo mulino ma che abbia continuamente bisogno di qualcuno che di quel mulino apprezzi i prodotti...La serenità non è solo affare privato ma si mantiene e si condivide anche con gli altri. Spero che le cose migliorino su più fronti, spero di essere più presente per alcune persone, spero di tornare ad avere totale fiducia in esse. "
(23 marzo 2008)



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