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Cianotipo blu.






Il pomeriggio era caldo.
L'aria non era quella di maggio,sembrava scoppiata
improvvisamente l'estate anche se il mare era lontanissimo
sia nel tempo che nello spazio.

La pelle però sapeva di sole e calore.
La voglia di salsedine si faceva quasi dolorosa sulle ferite di sempre.

Un misto di odori naturali sembravano avvolgersi
con questa ondata di afa soffocante.

Silenziosa la domenica entrava dalla finestra
con il suo verde intenso e ferragostano.

Gli sguardi sembravano incontrarsi in un mondo parallelo,
completamente rapito da ogni cosa.

Il tempo girava stranamente su sè stesso
come un rampicante in cerca di luce.

La profondità si fece sentire,si fece sentire il vuoto...
Sonno.

La notte era stellata,
lunga,
silenziosa,
intensa,
sospesa.

Una falena in bagno volava senza senso,poi forse trovò una via di uscita.
Se ce la fece lei,perchè non noi?

Una fata dormiva sul divano stanca e persa nei suoi sogni infiniti.
Portava calma e compagnia,
seppur la notte mancasse di sorrisi.

Il mio corpo semi nudo,
ritrovato in sè stesso e contemporaneamente
perso in un'insostenibile sfida mentale,
era ancora pieno.

Gli occhi annebbiati si disperdevano nel cammino
e una sigaretta bruciava per me,
solo per me.

Mi ricordò l'ingresso nel Purgatorio.
Eravamo in due,in un zaffiro orientale,
mentre gli alberi,ancora scuri,si godevano gli ultimi
suoni di una natura addomesticata dalla città,
gli ultimi cinguettii dei passeri e
le ultime fusa di un nottambulo gatto.

Venere in cielo annunciava la fine della notte,
l'inizio dei sogni in una luce che
sembrava esser velata
da uno strato di cianotipo blu,
come in una foto di Kenro Izu...

L'arancione risaltava tutto ciò che aveva intorno
e quella mano sospesa
nell'alba
mi rapiva
e non so perchè.

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