domenica 19 aprile 2009

The last day into the wild

11 settembre.
Tutti partiti.Vacanze finite.
Sono rimasta sola anche a casa.

Sette di sera.
Pinne,maschera e nuotata in mare.
Acqua tiepida,limpida,calma,tinta di un
grigio perla che fa vibrare ancor di più
la luce di un tramonto dietro la collina.

Senza nessun pensiero,
mente calma,
ascolto solo il ritmo del mio respiro,
ad ogni pinneggiata
guardo il fondale che cambia.

Vorrei raggiungere Tahiti
ma forse è troppo lunga...Dietro front.
Vado ad esplorare l'altro lato della costa,
quello del pontile.

E'una bellezza indescrivibile.
Il sole esattamente davanti a me
illumina ancora ogni cosa,
con un delicato riverbero,
quasi oro fuso.
I pesci sono parte di esso,parte
di questo tripudio di natura.

Mi sento un pesce che nuota nel branco.
Un'infinità di pescetti microscopici
popola l'acqua,vicino
alle rocce.
Non sono loro a scappare.
Io semplicemente sono lì in mezzo a loro,
come fossero loro stessi acqua.
O come se lo fossi io.

Mi nascondo dietro un masso e osservo uno
squarcio in controluce.Pace.Indicibile pace.

Torno a riva.
Sono in mezzo alla baia, mi trovo in testa
un arcobaleno.
Sono meravigliata...
Dev'essere la prima volta che mi capita
di guardare da dentro il mare
l'arco di luce colorata.

Tavolara,l'arcobaleno,
il grigio perla,l'azzurro,
l'oro fuso,la spiaggia vuota...
finalmente per una volta vuota.

Passeggio avvolta nel mio telo.
I piedi calpestano la riva
come se producesse vita,
come se non fosse mai stata
calpestata prima.
Il sole è calato.

E' ora di tornare,
doccia calda e cenetta in solitario.
Non ricordavo
quanto stessi bene
da sola
qui al mare...



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