giovedì 19 marzo 2009

UNA NOTTE CHE PARLA.


Lunedì sera, ormai notte. Ormai giorno.
Ormai l’ora di dormire anche se questa notte parla.
Parla forte al vento, alla luna in cielo,
alle piccole stelle di una Milano limpida e stranamente silenziosa.
Parla al grido adolescenziale di Rimbaud, parla di ricordi lontani
ma così vicino al cuore.
Parla, parla, parla e non la smette un attimo…

Questa è una di quelle serate magiche che Gaia
sa rendere ancora più misteriose, lei, fata
imprigionata in una gabbia metropolitana.
Notte d’avventure, notte mai pensata, notte vera.
Mentre la luna compare dentro la nicchia aperta del cielo,
come se un architetto medievale avesse progettato perfettamente
l’affacciarsi dell’astro,
noi siamo atomi di un solo corpo e siamo l’urlo di Rimbaud
che risuona ancora nel tempo.
(…)

Il giorno delle mimose, questa mattina sembrava non iniziare mai.
Le ore trascorrevano, ma il tempo sembrava trascinarsi con noia.
Poi, però,finalmente è iniziato e ora non vuole finire.
Mi rimangono soli 3 minuti,
al mio tempo rimangono
solo 3 immensi minuti…

La luna è in cielo e un ragazzo vicino a me dice di vedere
un volto di donna. E una donna,per la strada,
chiede soldi,li vuole con insistenza!
Il sogno inizia adesso, adesso l’amore pompa il mio cuore,
la poesia è una voce dentro me che parla
come parla questa notte di lunedì,
di un urlo che lentamente lentamente
Si placa
Nel silenzio
Di un muto vivere.


2 commenti:

  1. onorata, nel ricordo nebuloso di una notte lontana...:)

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  2. eh già,cara fata imprigionata in una gabbia metropolina! Un bacio! E grazie del sostegno!

    RispondiElimina

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