giovedì 5 marzo 2009

SIDDHARTA

Era l'alba, ma ormai quello spettacolo d'incredibile fascino ed emozione per lui non era niente meno che l'inizio di un altro giorno e come tutte le mattine era lì con le cime in mano.
Non avrebbe mai creduto che questo potesse succedere.
Pensava di poter amare per sempre, pensava che le passioni nascessero con gli uomini e che li accompagnassero per il resto della loro esistenza.
Ora, invece, non sentiva più nemmeno la fatica di quella vita che aveva scelto quando ancora andava all'università e studiava filosofia.
Oramai aveva raggiunto la totale impassibilità del saggio.

Così si sistemava gli attrezzi, controllava ami ed esche e dopo aver scelto le reti meno consumate,se le metteva tutte insieme su una spalla e con il vento tra i capelli si decideva a salire su il suo 'Siddharta', un piccolo gozzo che si era comprato poco dopo il suo arrivo su quell’isola.
Accendeva il motore e quello faceva da sottofondo ai suoi pensieri così profondi da toccare il fondo di quell'esotico mare .
Puntava la prua verso l'orizzonte e osservando il suo movimento su quella distesa di infinito divenire, sentiva affiorare a galla il ricordo insistente del suo passato.
Con vaga nostalgia allora pensava alle persone che aveva incontrato in quel suo lungo viaggio intorno al mondo.

I volti delle persone gli facevano subito ricordare tutte quelle esperienze che lo avevano riempito.
Era già da un po' di tempo che faceva questi pensieri forse perché la sua anima non era stanca di conoscere o perché ormai aveva perso le sue certezze.
Si accorse però che dopo tutti quegli anni, si era dimenticato quale fosse stato il vero motivo che lo aveva portato a decidere di lasciar tutto e partire.
D'altronde era da quando gli era cresciuta la prima barba che fantasticava viaggi avventurosi in luoghi sconosciuti. Dopo aver scartato l'idea di partir per l'Erasmus per insicurezza, pensava che non avrebbe mai più avuto il coraggio di andarsene da Milano.

Invece, quando meno se lo aspettò si ritrovò su un aereo per l'Indonesia: poche valigie, tanta tristezza.
Quello che più lo sconvolgeva,mentre scartabellava tra i suoi ricordi, era di aver rimosso quel ricordo dalla sua mente.
Erano giorni che si sforzava di ricordare ciò che aveva impiegato anni a dimenticare...
Il suo mondo, il mondo delle istituzioni, dei matrimoni, dei figli, dell'arida quotidianità dopo quasi vent'anni erano solo un punto lontano sull'orizzonte...

E' il sogno di tante persone lasciare tutte queste cose,anche solo per un periodo, anche solo per evadere dalla realtà.
Per riuscire a far questo bisogna avere una motivazione forte che sconvolge l'animo, fino a renderlo solo e senza più volontà se non quella di rivoluzionare tutta la propria vita.
Pur soffrendo allora si parte, ci si lascia tutto alle spalle come se si stesse morendo e rinascendo allo stesso tempo.
Nei viaggiatori tutto questo avviene così velocemente che sembra che essi vengano rapiti da uno stato di pura incoscienza come se ci fosse una volontà superiore ad agire su di essi.
In questi la memoria gioca brutti scherzi, sembra preservare la mente,oscurando gli eventi brutti per lasciar spazio alla novità.

A lui tutto questo era successo, ma non si ricordava la ragione della sua definitiva partenza e si sentiva come un puzzle senza l'ultimo pezzo.


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